Carla, Mario e la morte


Ci sono periodi in cui è difficile rimanere di umore felice. Allora bisogna cercare di mitigare la tristezza con un pizzico di speranza, o forse, meglio ancora, con una spruzzata di amore.
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Brano tratto da “Baby Boomers – Siamo la goccia che diventa mare”


Abitare in una città vicina al mare è una grande fortuna. Mario
e Carla su questo la pensavano allo stesso modo. Raggiungerlo senza macchina
era un’impresa un poco laboriosa, ma non certo impossibile: avevano usato i
mezzi pubblici fino alla stazione di Magliana e quindi con il treno erano arrivati
a poca distanza dal mare. Una lunga passeggiata aveva completato il piccolo
viaggio.

Mario aveva disteso un telo da mare sulla sabbia di una
duna, sul quale si erano accomodati. Rimasero abbracciati con lo sguardo
rivolto alla battigia, dove potevano perdersi osservando le onde che si
succedevano senza sosta in una teoria infinita. Non erano esigenti, spesso
stare sulla spiaggia e guardare il mare era tutto quello che volevano. Altre
volte, invece, iniziavano lunghi dialoghi sui temi più disparati. Parlare
significa conoscersi; conoscersi è un modo per comprendersi e avvicinarsi,
perfino quando questo mette in evidenza le differenze, le stranezze, i lati
duri del carattere. Per loro parlare era un modo per amplificare sentimenti e
passione. Parole e frasi riempivano come cemento i vuoti tra le pietre con cui
andavano costruendo e consolidando il loro rapporto.

Quello era proprio uno di quei giorni in cui il silenzio
lasciava spazio alle parole. Come spesso accadeva fu Mario a suonare la prima
nota, dando inizio al dialogo.

«Non riuscirei a vivere senza te.»

Carla, che gli si era accoccolata al fianco con il capo
appoggiato sul petto, sussultò appena, non tanto per il senso delle parole,
quanto per la tristezza nel tono del compagno, quasi come se il suo destino
fosse già segnato dall’ombra della morte. Non era una frase retorica quella che
lui aveva appena pronunciato, racchiudeva invece un timore reale e una
richiesta di conforto.

«Certo che riusciresti a vivere senza di me, anche se a
dirlo suona terribile, tutto si supera e la vita continua.» Credeva in quello
che diceva e non c’era cinismo nel suo ragionamento. Semmai quello spirito
pratico che la contraddistingueva da sempre.

«Non è vero! Se tu dovessi morire schiatterei di
crepacuore.»

Carla rimase colpita, lo abbracciò e rimase così mentre
rifletteva. Capiva che si trattava di un tema che alla loro età non poteva essere
accantonato senza affrontarlo. Sentiva che Mario non diceva quelle cose solo
per farle piacere, per sottolineare la sua importanza e il suo amore per lei,
come fanno certi uomini che vogliono blandire la loro amante. No, ne era certa,
lui pensava davvero che sarebbe stato meglio porre fine alla sua vita in
assenza di lei. Si rese conto con orrore che una piccola parte del suo ego ne
era compiaciuta, tuttavia la parte più razionale di lei considerava
inaccettabile quell’idea. Doveva respingerla. Pensò che affrontare Mario non
sarebbe stato semplice. Avrebbe potuto forse dimostrare sul piano razionale la
follia di quelle affermazioni, ma non ci sarebbe stata certezza di vincere sul
piano emotivo. Così decise di scambiare le parti e mostrargli l’altra faccia
della medaglia.

«Sai, se invece tu dovessi morire, amore mio, io cercherei
di vivere il più a lungo possibile.»

Lui si scostò per guardarla in viso, non si aspettava che il
discorso potesse prendere quella piega. «Non ti mancherei?»

«Non riesco neanche a descrivere quanto» replicò pronta lei.
«Tuttavia vivrei serbando il tuo ricordo, ogni giorno e ogni ora della mia
vita, fosse anche con dolore, tu saresti presente nella mia mente, in qualche
modo vivresti ancora dentro di me. Al contrario, se anche io dovessi morire tu
smetteresti di esistere persino nel ricordo, e niente rimarrebbe di te e di
noi.»

«Sarebbe solo un ricordo» commentò Mario, scuotendo la
testa.

«Cosa siamo noi se non preziose scatole di ricordi? I nostri
corpi cambiano, invecchiano, si degradano. Invece nella memoria rimaniamo
quelli di un tempo. Anzi, nei ricordi siamo migliori di quello che eravamo,
perché il tempo cancella i difetti delle persone che amiamo e ci restituisce di
loro un’immagine limpida, perfetta, sublimata dal nostro stesso amore.»

Lui rimase pensieroso a guardare lontano, oltre l’orizzonte,
lo sguardo vago.

Carla se lo strinse a sé. «Se io dovessi morire, mio piccolo
pizzaiolo, vivi e portami nel cuore. Rendimi ogni giorno più bella e felice nei
tuoi ricordi. Vivi anche per me, non lasciarmi morire, rendimi eterna dentro di
te.»

Mario allungò una mano e colse uno dei gigli selvatici che
crescevano abbondanti sulle dune. Ne annusò il profumo, appena percettibile, lo
usò come un collante per fissare quel ricordo, perché sua madre gli aveva
insegnato che gli odori affondano dritti nell’anima e vi si incidono in maniera
indelebile insieme ai ricordi che li accompagnano. Poi le infilò il fiore tra i
capelli e lei lo ripagò con un sorriso felice. Ecco – pensò Mario – la magia
è compiuta, da questo momento il profumo dei gigli mi ricorderà questo istante,
la gioia del suo sorriso, la richiesta che mi ha fatto
.

«Promettimi che farai lo stesso per me» le disse «se fossi
io a morire per primo.»

Lei annuì e poggiò la mano sul cuore con una posa teatrale.
«Lo giuro!»

Mario sorrise di quel gesto scanzonato, si alzò e le tese la
mano invitandola a seguirlo. «Andiamo, basta con questi discorsi tristi. Dobbiamo
riempire queste vecchie scatole con nuovi meravigliosi ricordi, e laggiù c’è quel
localino che vende delle deliziose ciambelle fritte.»

«Lo so già come sono!»

«Rinfrescare i ricordi belli non può fare male. Andiamo!»

Si avviarono mano nella mano. Ancora per un po’ la morte
avrebbe dovuto aspettare, non potendo certo competere con una ciambella appena
fritta e ben zuccherata.

* * *

Anteprima romanzo: cercasi blogger


La preparazione del mio romanzo è ormai quasi terminata. Nei prossimi giorni sarà impaginato, qualcuno molto più bravo di me disegnerà la copertina, verranno stampate delle copie per la correzione bozze e le letture in anteprima. Insomma siamo davvero nelle fasi finali.

Ecco intanto quello che potrebbe essere il contenuto della quarta di copertina. Sarebbe per me importante avere il vostro feedback sul testo. Fa venire voglia di leggere il libro? Che tipo di romanzo vi aspettate che sia sulla base di questa presentazione? Suggerimenti?



In un’Italia immaginaria, futuribile e alternativa alla nostra realtà, un gruppo di amici sulla soglia dei settanta, i Baby Boomers, si prepara a eseguire un’azione senza precedenti: sequestrare un gruppo di parlamentari all’interno dello stesso Palazzo del Parlamento, roccaforte considerata inviolabile e simbolo di un potere ormai profondamente corrotto.
A contrastare i Baby Boomers saranno gli uomini dello Stato, e tra loro Giuliano Marchetti, commissario piuttosto indipendente, coinvolto nel caso dal suo amico questore, a capo dell’Unità di Crisi. Nelle ore concitate che succedono al sequestro, Marchetti si troverà a indagare sui membri del gruppo, molto diversi tra loro per estrazione e cultura e senza evidenti collegamenti, cercando di prevenirne le mosse e indovinarne le intenzioni ultime.
Molte sono le domande cui dare risposta: Cosa hanno in comune i terroristi? Perché sono arrivati a tanto? Che cosa sperano di ottenere?

Stesso discorso per il titolo definitivo. Alla fine sono tornato al vecchio amore, ma lo accompagnerò con un sottotitolo più evocativo, ecco dunque la soluzione:

Baby Boomers
Siamo la goccia che diventa mare

Anche qui mi farebbe molto comodo avere le vostre impressioni.

Blogger letterari a me!

In attesa che tutto sia pronto ho pensato di coinvolgere qualche blogger per segnalare il romanzo o per fare una lettura in anteprima con eventuale recensione. L’intento è quello di far uscire segnalazioni e recensioni immediatamente dopo il lancio che è previsto per la prima metà di Giugno.

Se siete intenzionati a darmi una mano vi prego di contattarmi tramite i commenti su questo articolo o su qualsiasi dei social che utilizzo e i cui link potete trovare in alto a destra nella pagina (o in basso a sinistra, a seconda dei casi).

Tutti i blog selezionati riceveranno un archivio contenente i file digitali del libro in versione preview, immagine di copertina definitiva e altro materiale necessario allo scopo.

Tra i coraggiosi volontari per le letture/recensioni ne estrarrò almeno tre, ai quali invierò appena disponibile una copia cartacea del romanzo in versione “anteprima”. In pratica una versione “brutta”, con copertina fake (quella che vedete qui accanto), stampata in formato A5 e tiratura limitata, naturalmente firmata con particolare affetto dall’autore, me medesimo in persona. Un pezzo quasi unico insomma.

Cosa bolle in pentola (Maggio 2015)


In Maggio, come già sapete, un paio di settimane le ho passate in viaggio, attività ricreativa e di crescita culturale e personale. Il tempo per la scrittura quindi è stato molto limitato, così come quello per la lettura. Naturalmente mi guardo bene dal lamentarmi per questo. Ho comunque qualche libro da consigliarvi (vedi in fondo).


Siamo la goccia (che diventa mare)

Conclusa la seconda stesura ho iniziato il primo giro di revisione. Mi sto prendendo il tempo di rivedere i pov (point of view), verificare la cronologia, le congruenze, aggiustare ancora qualcosa sui personaggi, in particolare attraverso i dialoghi. Una revisione ancora piuttosto pesante quindi, prima di arrivare alla limatura.
È ormai più di un anno che lavoro su questo progetto e il tempo ha portato man mano maggiore consapevolezza di ciò che faccio. Credo che la versione attuale sia migliorata rispetto alla prima stesura ma penso che potrebbe ancora migliorare molto. Ora sono in bilico tra la voglia di chiudere questo romanzo comunque sia, per dedicarmi ad altro, e quella di continuare a migliorare il lavoro fatto finora. L’importante è che tra le due pulsioni non vinca quella di buttarlo alle ortiche.


Racconti Rifiutati (anche no)

I due racconti di cui vi parlavo il mese scorso non sono riusciti a superare i tanti altri partecipanti ai concorsi cui li avevo inviati (La Quara e Subiaco Città del Libro). Peccato perché non erano malaccio. Come sempre li riprenderò in mano per aggiustarli con calma per poi inserirli nel mio scaffale, in attesa di avere una massa critica da poter pubblicare autonomamente. Per la cronaca i titoli erano “Anche per me” e “In questa piazza”.
Nel frattempo ho inviato un racconto al 36esimo Premio WMI, non si sa mai.
Prossimamente visiterò Expo e chissà che l’occasione non mi ispiri qualche altra storia.


Letture

Ecco le letture di Maggio:

Con l’ultimo respiro – Lorenzo Sartori (impressioni di lettura)
Il quaderno di Didine – Dominique Valton (impressioni di lettura)
Serie “Trainville” – Alain Voudì &co (impressioni di lettura)

Anche questo mese nessuna delle mie letture è stata deludente, ma tra tutte vi consiglio caldamente il racconto di Dominique Valton che mi ha colpito al cuore. Belli anche gli altri, leggete gli articoli che ho scritto per capire se potrebbero fare per voi.

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