Impressioni di lettura: “Papà Gambalunga” di Jean Webster


Anche in questo caso si tratta di una lettura da me fatta nell’ambito delle attività di facilitatore alla lettura.

In un certo senso queste letture vanno nel mio caso a colmare qualche lacuna giovanile, non tanto perché si tratti di classici necessari, quanto perché sono comunque libri che facevano parte delle letture giovanili della mia generazione (e non solo).

Siamo qui di fronte a un romanzo epistolare. Una storia cioè raccontata tutta attraverso le lettere che una ragazza scrive al proprio benefattore. Già, perché parliamo della più classica delle situazioni strappalacrime. L’orfanella che è cresciuta in istituto, a cui un generoso borghese provvede delle risorse economiche (e non solo) per poter affrontare il percorso di studi universitari.

Vale la pena perdere il tempo di spiegare che il libro viene scritto ai primi del novecento, ed è tenendo conto di questo che dovremo fare la misura a quanto ci viene raccontato. Probabilmente per il tempo in cui venne scritto il libro conteneva parecchie idee se non proprio rivoluzionarie, quanto meno piuttosto liberali. Nonostante questo agli occhi di un lettore moderno certe costrizioni (nonché l’accettazione delle stesse) risultano datate e fuori luogo, specialmente se le si correla all’età dell’orfanella in questione.

Con la capacità di fare questa tara agli avvenimenti il libro rimane godibilissimo. Certo non verremo a lungo ingannati e sarà a tutti i lettori presto chiaro dove andrà a portarci la storia, ciò nonostante la lettura non ci annoierà. 

Un libro che a mio avviso può essere letto in due diverse maniere. La prima, più semplice e diretta, ci permette di godere di una storia leggera ma ben scritta, venata di buoni propositi, rivendicazioni femminili un po’ datate (ma purtroppo non abbastanza) e tinte rosa. La seconda più interessante e profonda, andando a esaminare come doveva essere la vita delle donne di quel tempo, quali i loro sogni, le ambizioni e come queste stessero cambiando.

Un libro che secondo me ha ancora un suo posto nella libreria di una scuola o in una biblioteca, così come in quella di una casa con ragazzi adolescenti. Un facile approccio se si vuole leggere un romanzo epistolare.

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Impressioni di lettura: “Quattro amiche e un paio di jeans” di Ann Brashares


Anche questo libro fa parte delle letture che ho fatto per supportare la mia attività di supporto alla lettura con un progetto su una scuola media del mio territorio.
Il concetto di fondo è quello di aver letto i libri che introduco. Naturalmente non ci riesco con tutti, ma provo almeno a farlo nella maggior parte dei casi.

Una bella fetta della classe chiedeva qualche lettura di genere… rosa, lo chiamo così per semplificare, e dopo aver fatto una piccola ricerca, con l’aiuto di altri lettori, ho selezionato alcuni titoli e mi sono messo a leggerli.

Questo in particolare è il primo di una serie di romanzi che raccontano la storia e le avventure di quattro amiche, molto legate tra loro e che una bella estate si ritrovano a dover passare per la prima volta le vacanze estive distanti l’una dall’altra. Un vecchio paio di jeans usati fungerà da legame speciale, da totem, diciamo così, che viene trasferito da una ragazza all’altra e in qualche modo segna una svolta nelle avventure estive di ognuna di loro.

Jeans veramente magici, dico io, visto che riescono a fasciare le grazie della quattro ragazzine in maniera egregia, valorizzandole al massimo, nonostante fisici davvero diversi tra loro. Una magia che è più quella del cuore che della materia.

Il libro è scritto molto bene, si legge con piacere e scorre via veloce. Le ragazze sono tra loro molto diverse, con problemi tipici della loro età e caratteri molto ben dipinti. Lo confesso, mi sono divertito a leggerlo e non farei certo fatica a continuare con gli altri libri della serie. Lo passerò quindi volentieri alla scolaresca, sono sicuro che lo apprezzeranno e forse in qualche caso ragazzi e ragazze ritroveranno in questa lettura qualcosa di loro stessi.

Consigliatissimo per gli adolescenti, ma gradevole e godibile a qualsiasi età.

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Impressioni di lettura: “I tuoi occhi sono qui” di M.S.


Sono sempre intrisi di dolce e amaro i libri di questo autore, come è la vita d’altronde. Forse è per questo che sono letture che affronto volentieri.

Questa storia si intreccia, o se vogliamo ha radici, in quella che avevo già letto in “Come grilli e stelle“, e non si tratta certo di una coincidenza. Ritrovare un personaggio in un nuovo libro è sempre un piacere, ma in questo caso un piacere un po’ aspro, visto che lo scotto da pagare è la perdita di un altro protagonista. 

Ma il tema di questo romanzo è proprio questo: il ritorno dal dolore, la rinascita, la riappropriazione della capacità di amare ancora, nonostante tutto.
Un tema che tocca direttamente o indirettamente la vita di molti di noi. Un percorso non facile, che spesso ha bisogno di un qualche evento speciale, di un incontro, di una persona capace di rompere il guscio protettivo che chi ha sofferto si è creato intorno. Non sempre si riesce, ma quando accade tutto torna a fiorire e il futuro diventa una nuova vita, una nuova occasione, forse più fulgida che mai.

Una storia d’amore con dentro altre storie d’amore. Un dramma con dentro altri drammi. Un intreccio non troppo complesso da seguire ma che funziona e ci porta a ragionare su questo tema grande che è l’incrocio tra amore e dolore.

L’ho letto con piacere e l’ho apprezzato, non posso che rinnovare la mia stima per un autore che sa dipingere un quadro rosa senza dimenticare che la vita ha anche altri colori.

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Impressioni di lettura: “Magia d’amore: amori in transito al Pink Bazaar” di Marinella Zetti


Ogni volta che mi accingo alla lettura di un libro di genere rosa sono costretto a pormi la solita domanda: perché è così raro che un testo di questo tipo mi piaccia? Alla fine mi sono dato una risposta: il genere non ha niente a che fare con la mia resistenza a leggere storie romantiche, il vero problema è una pura questione di stile.

Tutto quanto si potrebbe sintetizzare in una forte allergia alle frasi iperboliche, agli eccessi, alle continue ripetizioni di concetti banali, al miele che cola, alla pornografia camuffata. E purtroppo dovrete riconoscerlo con me, di questa roba sono pieni interi volumi, magari anche di successo.

Parliamoci chiaro, non tutto è così. Ci sono di certo tanti autori che si allontanano da questi stereotipi. Tra quelli che ho già letto posso citare Manuel Sgarella e Cristina Bergomi, solo per dire i due che mi vengono in mente al volo mentre scrivo queste poche righe, ma ce ne saranno di sicuro tanti altri che ancora non ho avuto il piacere di approcciare fino a questo momento.

Provo quindi un piacere particolare nel raccontarvi la mia esperienza nel leggere questo libro. Non è solo perché considero Marinella un’amica, ma soprattutto perché questo romanzo, pur potendosi definire a pieno titolo un vero e proprio rosa, una storia romantica che tratta dell’amore e dei suoi problemi, lo fa con grazia e con uno stile pulito. Non c’è niente di quello che odio in questo libro, e c’è invece tanto di quello che amo. Qui si dimostra che si può raccontare una storia sull’amore senza rinunciare a rimanere ancorati alla realtà, affrontando anche, in maniera delicata e quasi casuale, temi piuttosto delicati che spesso sono abusati perché di moda e quasi mai gestiti per quello che sono, come correttamente avviene invece in questo caso.

Anche il finale mi piace, perché non offre la solita chiusura perfetta, ma pur trattandosi certo di un lieto fine, lascia aperta la strada alla realtà della vita, che perfetta purtroppo non lo è quasi mai, e mai, proprio mai, ci offre certezze. 
Eppure si vive, eppure ci piace e ci fa gioire.

Un libro quindi quasi perfetto (ci sono un paio di refusi nelle prime pagine e non mi sarebbe dispiaciuta un’ambientazione italiana), per la storia, per lo stile, per i temi e per l’umanità dei personaggi. Una storia d’amore che potrebbe essere tranquillamente quella di uno di noi, realistica e vibrante. Qualche messaggio importante.

Lo raccomando di cuore a chi ama il genere e anche a chi come me non lo ama particolarmente, potrebbe essere per voi una gradevole sorpresa, e cosa sarebbe la vita senza un po’ di stupore?


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Impressioni di lettura: “Come grilli e stelle” di Manuel Sgarella


Un breve romanzo rosa, probabilmente da considerarsi un prequel per qualcosa che arriverà più avanti. Una storia quanto semplice tanto incredibile, quasi irreale. Eppure al di là della situazione particolare in cui Manuel pone i suoi personaggi, si tratta del racconto di qualcosa che molti di noi hanno sperimentato sulla propria pelle almeno una volta nella vita. Innamorarsi.

Innamorarsi è un mistero. Non c’è una formula magica e neppure una sequenza di istruzioni da seguire. Non possiamo neanche realisticamente riuscire a descrivere come accada. Eppure è proprio questo che Manuel fa in questa storia, ci racconta l’innamoramento. Un particolarissimo innamoramento.

L’impostazione stilistica del racconto, che salta continuamente tra i punti di vista dei due protagonisti, funziona molto bene. Il trucco del diario e l’idea delle lingue sono soluzioni azzeccate. Prendetevi il tempo necessario a leggere questa storia tutta di un fiato, perché altrimenti sarà dura staccarsi dalla lettura. Uno dei rari rosa non stucchevoli che ho letto nell’ultimo anno, che spazia anche un po’ al di là del tema principale.

L’unico rimpianto che rimane alla fine è quello di non sapere… la fine. Ma penso che Manuel provvederà presto a sollevarci da questa angoscia 🙂

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