Pagine Sporche: Amazon Kindle: perché comprarlo non costa niente


Eccomi a voi con il secondo articolo dedicato al mondo Amazon.

Questa volta mi voglio occupare dei dispositivi di lettura a inchiostro elettronico Kindle. Non starò a perdere tempo descrivendovi le caratteristiche di questi piccoli strumenti: vi basterà seguire i vari link nell’articolo per avere tutte le informazioni necessarie direttamente dal sito di Amazon.

Quello che voglio mettere in evidenza è invece il semplice discorso economico che deriva dal loro utilizzo. Non vi annoierò con complesse equazioni matematiche, anche se un po’ di conti li voglio fare. Ma terra terra, e partendo da qualche esempio concreto.

Per creare un campione significativo avrei potuto agire in molti modi, ma non sono molto paziente e quindi ho fatto una veloce ricerca e ho preso la prima pagina che ho trovato in giro che parli di classifiche di vendita di libri nel mese di Giugno appena trascorso. Non mi serve un campione scientifico, quindi da quella pagina ho semplicemente preso tutti i titoli dei libri citati. Si tratta di best sellers, quindi di libri che difficilmente vengono molto scontati.

Ecco l’elenco, tra parentesi il prezzo del formato cartaceo e quello della versione ebook:

Storia di una ladra di libri (14,37 / non disponibile)

La moglie magica (12,67 / 7,99)

Il cardellino (17,00 / 9,99)

Un’idea di destino (16,92 / 9,99)

La piramide di fango (11,90 / 9,99)

L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio (17,00 / 10,99)

Adulterio (15,30 / 9,99)

Il nero e l’argento (12,75 / 9,99)

La mia Londra (13,60 / 9,99)

Cent’anni di solitudine (4,25 / 4,99)

Possiamo notare alcune cose:

  • tranne il primo, tutti i libri hanno una versione ebook disponibile
  • tranne l’ultimo, la versione ebook è più economica di quella cartacea

Siamo di fronte a un campione non particolarmente favorevole per gli ebook, perché sui titoli più desiderati le case editrici tendono ad avvicinare molto il prezzo del libro elettronico a quello del libro cartaceo. Con un mix di libri più “normale” il vantaggio economico per gli ebook sarebbe maggiore percentualmente anche se forse simile o un po’ minore in valore assoluto

Immaginiamo ora due ipotetici lettori che comprano l’uno dieci e l’altro venti libri ogni anno. Il primo lettore, comprando libri spenderebbe 135,76 euro. Comprando invece ebook la somma spesa sarebbe 98,28 euro. Con un risparmio quindi di 37,48 euro. Il secondo lettore, con un volume doppio rispetto al primo, avrebbe anche un risparmio doppio: 74,96 euro.

Chiaramente sono solo esempi e le cifre possono cambiare facilmente prendendo altri campioni, ma la tendenza è piuttosto chiara: ci sono risparmi che vanno dai due ai sette euro per ogni libro acquistato. A questo poi dovremmo aggiungere il risparmio che si avrebbe sui classici, che spesso sono disponibili gratuitamente in ebook, nonché quelli derivanti dalle offerte speciali che ogni giorno Amazon fa su alcuni titoli in ebook, e infine alle decine di ebook di autori indipendenti che vengono periodicamente offerti gratuitamente nell’ambito del programma KDP.

La morale è molto facile da capire: considerando il prezzo attuale di 59 euro del Kindle base e quello di 129 euro del Kindle Paperwhite, un persona che acquisti ebook invece di libri cartacei può ripagarsi l’acquisto del Kindle in un periodo che può andare da pochi mesi a un paio d’anni, in base alle sue abitudini di lettura e all’accortezza con cui saprà sfruttare il gioco delle offerte.

Possiamo dire quindi, un po’ per scherzo e un po’ sul serio, che il Kindle non costa niente, anzi, con il tempo il risparmio supera certamente il costo. Dunque, che aspettate a comprarlo?

Pagine Sporche: Amazon Prime: opzione indispensabile


Era un po’ di tempo che volevo scrivere una serie di articoli su Amazon, e finalmente mi sono deciso a iniziare. Quale argomento poteva aprire la serie? La decisione non era difficile, senz’altro l’opzione Prime è molto conveniente, in particolare per noi lettori accaniti, e ancora di più se oltre ad essere lettori siamo anche compratori compulsivi di tecnologia varia. Considerando che io appartengo a entrambe le categorie mi è sembrato giusto partire da qui.

 Cos’è Amazon Prime?

In Italia la cosa è fin troppo semplice: Prime è l’opzione che in cambio di un abbonamento annuale (attualmente 9.99 euro) ci consente di non pagare alcuna spesa di spedizione per qualsiasi articolo compreremo su Amazon. Il tipo di spedizione gratuita sarà quello in 2-3 giorni, sempre con corriere, mentre per la spedizione in un giorno avremo la tariffa molto conveniente di 3.98 euro (sempre prezzi correnti).

Non credo ci voglia molto a capire che bastano due tre acquisti per recuperare i soldi dell’abbonamento annuale, e come da quel punto in poi diventi tutto guadagno. Ma non è solo la convenienza a rendere questa opzione molto simpatica, c’è anche l’innegabile fatto di liberarci dalla preoccupazione di fare conti e conticini quando valutiamo di comprare qualcosa. Se senza Prime avremmo delle remore a comprare un libro da 13 euro su Amazon, per via delle spese di spedizione aggiuntive che renderebbero il prezzo meno competitivo, con Prime questo non accadrà più, e ci si apre la strada per approfittare di qualsiasi offerta dovessimo trovare. Ricordo che su Amazon si vende di tutto, e non esagero se vi dico che non passa mese che io non acquisti almeno un paio di libri o altri oggetti, proprio perché non più frenato dal costo della spedizione.

Consiglio a tutti di investire questi dieci euro annui, vi apriranno un mondo davvero conveniente, il mondo di Amazon. Ma su questo tornerò…

Il Ministro masochista


Tremonti sarà anche una testa d’uovo, ma io lo trovo insopportabile, e spesso inopportuno nelle sue dichiarazioni.

Quando si ricoprono certi ruoli le parole hanno un peso e mostrarsi molto pessimisti per far bella figura più avanti non è una gran bella strategia, perchè la gente si allarma e si precipita in precipizi più profondi del dovuto….

Ma forse è solo masochismo…

C’è grossa crisi


E diciamocela tutta, questo link qui potrebbe finire per servire….

Contrarian


Full Disclosure: Sono dipendente Telecom, anche se non in una posizione che mi permetta di acquisire informazioni che abbiano qualche rilevanza sul mercato. Ho anche un investimento in azioni Telecom Italia Risparmio, piccolo in valore assoluto, ma significativo sul totale dei miei investimenti. Questo messaggio non è un invito all’investimento, non sono in grado di dare consigli finanziari, se basate le vostre decisioni finanziarie su questo articolo lo fate a vostro rischio e pericolo, sono bravissimo a perdere soldi da solo, non venite a farmi compagnia.

Sulla storia di Telecom Italia tornerò con calma, perché vale la pena raccontarla e rifletterci sopra, specialmente se, come me, si ha la tendenza a votare a sinistra, e contemporaneamente si ha la pretesa di non rinunciare a pensare con la propria testa.

Per ora mi piace parlare di qualcosa che riguarda più semplicemente Telecom Italia come azienda quotata in borsa, e come investimento.

Partiamo da un paio di grafici.

Un disastro no ? Anche confrontandolo con l’andamento (in rosso) dell’indice S&P MIB le cose sono andate malissimo per il titolo Telecom, per non parlare delle risparmio.

Non sono un analista finanziario, non ne ho le competenze ne la qualifica, e non ho informazioni da insider che mi diano qualche vantaggio rispetto all’investitore medio, ma rimango colpito da quanto è successo la settimana scorsa quando Bernabé ha annunciato il piano Telecom per i prossimi 3 anni.

Un crollo verticale, enorme. Come giustificare una cosa del genere? Cosa c’è nel piano annunciato venerdì che ha causato questo crollo?

La risposta non è in quello che c’è nel piano, ma in quello che non c’è. Gli investitori, e pare anche gli analisti, si aspettavano non so bene quale miracoloso colpo di genio, qualche clamoroso annuncio, qualche fuoco d’artificio, magari assolutamente impossibile o irrealistico, che facesse risorgere il titolo.

Invece il buon Bernabé si è presentato con un bel piano realistico, serio, senza promesse “elettorali”. Un piano su cui può mettere la mano sul fuoco, riservandosi ovviamente di farsi il culo (e farlo fare anche a noi dipendenti naturalmente) per migliorarlo.

Ma senza cazzate, senza invenzioni, senza bacchette magiche, scorciatoie o belle invenzioni.

E tutti sono corsi a vendere.

La cosa divertente è che non ci sono misteri, non ci sono novità, la situazione Telecom era conosciuta a tutti, ma chissà perché solo venerdì questa situazione è diventata per gli analisti evidente. Arriveranno sicuramente ora le modifiche delle raccomandazioni, tutte al ribasso vedrete, e il titolo scenderà ancora.

Ora, io non so se la valutazione attuale del titolo sia sbagliata, ma certo il mercato NON ha sempre  ragione, perché se ha ragione ora, allora aveva torto marcio un mese fa.

Io avevo in portafoglio un bel po di Telecom risparmio, da un bel po di tempo, perché mi piace avere le azioni della società dove lavoro, ma venerdì ne ho caricate altre, perché personalmente il modo di lavorare di Bernabè piace, perché anche con la riduzione del dividendo a questi prezzi siamo sempre a un sei per cento netto e sono convinto che anche nei prossimi anni lo avremo, perché c’è la possibilità di una conversione delle risparmio, e perché infine, io sono un contrarian, e negli anni questo tipo di investimenti mi ha sempre fatto fare soldi. Magari a lungo termine, ma non ci ho mai rimesso.

In periodi come questo in cui tutto scende, senza cercare di trovare per forza il momento del picco negativo, ci sono secondo me molte occasioni per chi ha pazienza e la forza per reggere anche perdite potenziali di rilievo. C’è ancora parecchio spazio per scendere ancora e forse si può aspettare proficuamente per nuovi minimi, anche fino al 2009, ma un’occhiata a certi titoli che hanno valore reale dentro e che cominciano a trattare a prezzi interessanti può dare buone soddisfazioni.

Ne riparliamo tra un anno, ma anche due…

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