Impressioni di lettura: Uova Fatali – Cuore di cane di Mikhail Bulgakov


Rileggere, un’attività che mi sta dando più soddisfazione di quanto ritenessi possibile. Prima di tutto perché le mie letture giovanili non erano niente male e affrontarle di nuovo non poteva che essere divertente. In secondo luogo perché riprendere in mano un libro che si è letto così tanto tempo prima ci offre spesso la sorpresa di scoprire, o riscoprire, autori e testi. Infine, perché la persona che sono oggi è diversa da quella che ero ieri, se non altro per il bagaglio di esperienza che mi porto sulle spalle. Ecco dunque che di riletture ne vedrete parecchie quest’anno.


Questi due racconti di Bulgakov continuano a piacermi. Ognuno di noi penso sia influenzato da qualche cosa che abbiamo fatto, dalle letture, dalle esperienze. Fromm per esempio ha influenzato sicuramente alcuni aspetti del mio modo di vedere l’amore e la vita. Bulgakov credo che abbia una qualche influenza sul mio senso dello humor.

Non mi stupisco quindi di trovare sempre divertenti Uova fatali e Cuore di cane. Ci sono i componenti che adoro. La presa per i fondelli del mondo reale, della politica, di quei personaggi che prosperano in certi ambienti. L’ironizzare dei tic, dei difetti e persino dei pregi dei suoi contemporanei – e forse anche dei suoi. Il paradosso, l’invenzione fantastica (forse fantascientifica per almeno il secondo racconto), che serve solo per creare un’ambientazione divertente e al tempo stesso adatta agli scopi dello scrittore.


Certo ci sono cose da capire. Bisogna grattare un po’, anche se in fondo la lettura sarebbe divertente anche rimanendo superficiali e poco curiosi. Ma il massimo si ottiene andando a fare qualche ricerca. Scoprire come funzionava la società in cui i racconti sono ambientati è certo un fattore che migliora la godibilità del testo. Si può capire allora quanto graffiante sia questo scherzo. Quanto poco gradito potesse essere a chi veniva preso di mira.


Letture veloci, se volete, oppure più lente, curiosando dove si deve, quando si sente il bisogno. In ogni caso grandi letture di piccoli testi. E quando accade l’autore è più grande ancora.

Goodreads Giveaway: Fughe



Goodreads Book Giveaway

Fughe by Mario Pacchiarotti

Fughe

by Mario Pacchiarotti


Giveaway ends April 30, 2016.

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Dal 28 marzo al 30 aprile sarà possibile partecipare al giveaway per ricevere una copia dell’antologia di racconti fantascientifici “Fughe”. Partecipare non costa nulla, ma è riservata agli iscritti al social dedicato ai libri Goodreads. L’iscrizione a sua volta non ha costi e vi ricordo che Goodreads è il social network di Amazon per gli amanti dei libri.
Informazioni sulla raccolta le potete trovare alla pagina dedicata: Fughe.
Qui a fianco la box per la partecipazione.

Impressioni di lettura: Intanto da qualche parte nello spazio di autori vari (Gorilla Sapiens)


Se un giorno dovessi diventare uno scrittore serio, di quelli che vanno per fiere con i loro editori, dovrò adottare il trucco di lasciare a casa il portafoglio, perché non sono proprio in grado di resistere alla tentazione di comprare libri, quando ne ho così tanti davanti.

Anche ora che in fiera ci passo velocemente, finisco per portarmene a casa un bel mucchio, che di regola finisce in uno degli scaffali della mia libreria, dedicato a contenere i libri non ancora letti. Tanto per sentirmi in colpa.

Questo volumetto è stato fortunato, l’editrice è simpatica, disponibile, e il banchetto era una gioia per gli occhi. Tornato a casa mi era rimasta la curiosità di assaggiare questo libro, che per questo motivo invece di finire in biblioteca ha fatto sosta ai piani alti. Insomma l’ho letto e ora ve ne parlo, da entrambi i miei punti di vista.

La prima cosa che ho apprezzato è che si tratta di racconti. Sapete che mi piace leggerli (e scriverli), così questa non sarà per voi una sorpresa. Ma un bonus aggiuntivo viene dal fatto che sono racconti di fantascienza, nella definizione più ampia che io adotto, non necessariamente legata a quella classica. Fantascienza d’elezione, la chiamo io, ovvero quella dove è l’autore che decide che quella è fantascienza, più che esserlo perché rientra in una definizione. Lo so, alcuni di voi stanno vomitando, dovranno perdonarmi per la bestemmia.

Una volta letti, come sempre in questi casi, il gradimento è stato variabile da racconto a racconto. Tutti valevano il tempo speso per leggerli, comunque, e l’esperienza è stata nell’intero molto positiva. Credo che la disomogeneità di un’antologia sia una cosa meravigliosa. Consente di passare con il semplice gesto di girare la pagina, da un mondo all’altro, da uno stile a quello completamente diverso. Sullo stile ho qualcosa da dire anche come autore, ma lo vedrete sotto. Da lettore mi ha colpito la freschezza di certi racconti, anche per il modo in cui sono stati scritti. Sbirciando gli altri titoli editi dalla Gorilla Sapiens credo di poter dire che si tratti di una scelta editoriale. Una scelta interessante, aggiungo.

Altra cosa che ho notato, è lo spirito spesso critico che emerge dai racconti di questi (credo giovani) autori. Un certo pessimismo per il futuro del nostro paese, ma forse più un grido di allarme, uno scongiuro, quasi a voler scacciare questa prospettiva. Spesso gli autori italiani (e in parte mi ci metto anche io, anche se…), finiscono per scrivere cose che hanno poco a che fare con l’Italia. Persino i nomi li scegliamo stranieri, figuriamoci le ambientazioni, o addirittura i temi di fondo. Invece qui, ci sono, e urlano forte. Mi piace.

E ora, il mio punto di vista di scrivente. Girovagando per la fiera, di piccoli editori ne ho visti tanti. Ero lì come lettore, e un po’ come autore, perché al BUK di Modena ero andato per fare una presentazione del Sad Dog Project. Il BUK è pieno di piccoli editori indipendenti, che a me piacciono tanto, in entrambe le vesti che indosso. Come lettore, perché fanno cose che ormai le grandi case editrici non si sognano nemmeno di pensare; come autore, perché c’è la possibilità di interagire a un livello umano molto più intenso di quanto non sia possibile con altre entità editoriali.

Gorilla Sapiens mi è piaciuto subito. Mi hanno colpito le copertine, i titoli, l’idea che c’è dietro la linea editoriale, che da questi si intuisce abbastanza facilmente. Mi è piaciuta Valeria, appassionata, amabile e gentile. Mi è piaciuto anche il libro che ho comprato e letto. Ma la cosa più importante è che mi ha fatto riflettere sul punto in cui mi trovo nel mio percorso di scrittura. Ho dovuto fare alcuni passi, e ancora ne devo fare, per la necessità di colmare certe lacune di base presenti nel mio bagaglio culturale. Questo, in un certo modo, mi ha spinto, consciamente o inconsciamente, a forzare la mia natura dentro alcuni schemi formali che non sono del tutto miei. 

Mi spiego meglio. Di base io tenderei a scrivere d’istinto, seguendo la mia fantasia e ignorando qualsiasi convenzione. Ma, come uno sciatore principiante che deve scendere a spazzaneve, poi usare le piste bianche e pian piano crescere, prima di poter affrontare una pista nera, anche nella scrittura ho sentito il bisogno di scrivere con uno stile il più rigoroso possibile, mentre sistemavo i miei debiti con la grammatica e la letteratura.

Leggere questa raccolta di racconti mi ha fatto venire voglia di uscire allo scoperto e cominciare a fare qualche passo sul terreno meno sicuro. Vedremo nei prossimi mesi se da questo stimolo nasce qualcosa. Nel caso, credo che Valeria sarà la prima a saperlo 🙂

Sintesi finale: libro godibile, compratelo.

Minuti Contati – Romano De Marco edition


Comunque sia, semplificando al massimo, si tratta di scrivere racconti brevissimi a tema in poco tempo. Chi mi conosce sa che è difficile per me resistere alla tentazione di partecipare. Ci si diverte a scrivere, ci si scambiano impressioni e critiche, molto probabilmente si impara qualcosa. E, a volte, con un po’ di fortuna, si viene anche apprezzati, il che non fa mai male.

Se scrivete, per diletto o per passione, dovreste dare un’occhiata e magari provare a partecipare. Se invece siete lettori potete trovare dei racconti brevi di buona qualità (così dicono) e divertirvi a leggerli. Insomma se la lettura e la scrittura sono una parte importante della vostra vita questo è un circolo di persone con le quali troverete affinità.

Ma veniamo alla sorpresa che mi hanno fatto ieri sera. Stavo ascoltando la diretta sulla web radio online Impronta Digitale, avevano appena annunciato il terzo classificato quando mi muore la connessione internet. Non capita mai, il tempo di fare due prove, spegnere e riaccendere il router, lanciare un paio di improperi, rendermi conto che la connessione continuava a non funzionare e realizzare che mi ero perso il finale di trasmissione. Niente, rinuncio, torno al mio divano e mi finisco di vedere Montalbano.

Solo dopo controllo su youtube e vedo il video qui sotto. E insomma ci ho messo tutto il tempo del video per capire che in questa edizione, l’ospite speciale Romano De Marco ha scelto il mio racconto come migliore tra quelli in finale.

Grazie Romano!

Writer Factor – si entra nel vivo


La notizia di oggi è che sono tra i dodici selezionati per la fase finale di Writer Factor, la gara di scrittura organizzata da Marco Frullanti, Giuseppe Monea, Fabio Mosti e Ilaria Pasqua.
A suo tempo ho deciso di partecipare perché la formula, che prevede la scrittura di racconti brevi, ha di certo la capacità di stimolare l’esercizio della creatività e dello stile dei partecipanti. In breve, sono convinto che scrivere faccia bene a chi ama scrivere e dunque perché perdere un’occasione?
Conta anche un po’, lo confesso, il desiderio di mettermi alla prova.
Ora la gara diventa interessante, i ritmi più veloci e ogni turno può essere quello buono per finire fuori.
Insomma, seguiteci, ci sarà da divertirsi.

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