Impressioni di lettura: Il bacio della bielorussa di Antonio Pagliaro


Questo è un periodo in cui mi capita spesso di leggere libri di azione, gialli, thriller e neri. Forse è un caso e forse no, comunque il genere mi diverte, ma ormai dovreste aver imparato che riesco a digerire bene quasi tutto, con la parziale eccezione del rosa e dei suoi mix, dove riesco ad apprezzare solo poche cose ben selezionate.


Alcune cose curiose sul libro:


la storia inizia in Olanda, ma finisce altrove;
i personaggi, in un certo senso, fanno una staffetta;
si va di male in peggio, ma questo non è strano;
potrebbe secondo me diventare un buon film;
il personaggio migliore, secondo me, è uno dei peggiori.


Non ci avete capito niente? Ottimo, sono qui per raccontarvi la mia lettura e magari invogliarvi, mica per svelare tutto.


Ci ho messo un po’ a leggerlo ma solo perché era un periodo impegnativo e non era nemmeno l’unica lettura che portavo avanti. In realtà, come capita spesso con i gialli, non viene davvero voglia di smettere di leggere una volta che si inizia. Anzi, man mano che si va avanti l’effetto si potenzia. 


Mi sono piaciuti molto alcuni personaggi. Mi è piaciuta la storia. Ho sofferto un po’ per il finale, anzi più che altro per la fine del finale. Ma non posso dirvi perché. 


Mi sono chiesto spesso durante la lettura quanto di vero ci fosse in certe cose. Non tanto nella trama, che ovviamente è opera della fantasia dell’autore, quanto nei luoghi, nei comportamenti. È così che sono i mafiosi? Certo è una domanda stupida, un libro è un libro, non deve per forza aderire alla realtà, ma il fatto che me lo sia chiesto fa capire quanto realistico appaia il racconto.


Se lo leggerete, e se amate il genere ve lo consiglio, capirete cosa intendo. E capirete anche perché mi senta un po’ triste alla fine della lettura. Perché certe cose sarebbe molto meglio se leggendole non si riuscisse a immaginarle vere. E invece…


Detto questo non immaginatevi una lettura noiosa o triste. Mi sono fatto più di qualche risata e di certo non mi sono annoiato.


Dal mio punto di vista particolare di chi oltre a leggere tenta anche di scrivere ho apprezzato i cambi di POV (point of view), molto efficaci; lo stile pulito e senza eccessivi fronzoli, che nel giallo secondo me è un pregio; il passaggio del testimone da un personaggio all’altro.


Concludendo un buon libro, con una tecnica narrativa non priva di qualche spunto originale (cosa rara), personaggi interessanti, buono stile narrativo. Una bella trama che si sviluppa nel corso del romanzo donandoci qualche sorpresa. 



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Pagine Sporche: Gratis è bello? Il costo degli e-book e la loro qualità


Da lettore ho sempre pensato che i libri costassero troppo. Questo principalmente perché il volume di libri che consumo, pur non enorme, è sempre stato tale da rendere piuttosto costosa questa mia passione.

Poi sono arrivati i negozi online, di cui sono stato naturalmente uno dei primi clienti. Tra offerte, sconti e campagne, il costo medio dei libri da me acquistati è drasticamente sceso.  E quando dico sceso intendo più che dimezzato. L’ultimo anno in cui ho comprato libri di carta con una certa persistenza è stato probabilmente il 2011. Se ci penso mi sembra un secolo fa, eppure sono passati solo tre anni.

Nel 2011 il mio negozio preferito per acquistare libri, rigorosamente di carta, era IBS. Spulciando la posta ho trovato una specie di riepilogo di spesa dell’epoca. Vi è scritto come dal primo di gennaio al 19 settembre di quell’anno il totale dei miei acquisti sul sito IBS assommasse a circa 126 euro. Considerando il prezzo medio dei libri che compravo, intorno a 5-6 euro, posso ipotizzare che si trattasse di qualcosa intorno a 20 libri. Che non era neanche male come spesa media. Naturalmente non erano gli unici libri che compravo, molti altri arrivavano in regalo o li prendevo dalle librerie “fisiche“, anche se raramente, per il prezzo non concorrenziale.

Quindi, a settembre 2011, sono entrato nel mondo degli e-book. Non è difficile indovinare che la cosa ha coinciso con l’acquisto del mio Kindle, che ancora uso con soddisfazione. L’impatto sul volume e sul costo dei miei acquisti è stato drammatico. Nel 2012 i miei acquisti su IBS hanno sommato zero. Al contrario quelli su Amazon sono decollati. Già solo nei tre mesi del 2011 in cui ho utilizzato il Kindle i libri comprati sono stati 11 e quelli scaricati gratuitamente tramite le offerte Amazon sono stati 21. La cifra spesa per gli 11 libri che ho pagato ha sommato 22.97 euro, per una media di circa 2.08 euro per ogni libro. Molti dei libri gratuiti erano classici, ma alcuni erano volumi che avrei comunque comprato pagandoli, quindi il prezzo medio reale da calcolare dovrebbe anche essere minore. A questo calo notevole della spesa media per libro non ha fatto però riscontro un calo altrettanto drastico della spesa totale per anno. In pratica ho semplicemente comprato (e letto) molti più libri, spendendo alla fine solo qualcosa in meno di quanto avevo speso negli anni precedenti.

Già in questi primi quattro mesi del 2014 ho acquistato quarantaquattro e-book, con un prezzo medio inferiore ai due euro. Più del doppio di quanti sia stato in grado di leggerne nel frattempo: una ventina. Va però considerato che i prezzi dei libri che compro sono più bassi di quelli che di solito svettano in testa alle classifiche, a causa della mia predilezione per gli autori indie. Non vi dico neanche quanti libri gratuiti ho scaricato: il meccanismo pensato da Amazon per gli autori fa in modo che la gran parte degli autori indipendenti prima o poi rendano disponibili i propri titoli gratuitamente, e se si presta attenzione nell’arco di un anno si possono accumulare centinaia di titoli.

E qui viene spontanea la domanda: non è che siamo arrivati a un punto in cui i libri costano troppo poco?

Per rispondere dobbiamo prima capire che nel mercato degli e-book al momento ci sono almeno tre diverse tipologie di prodotto:

  • libri venduti da case editrici con target di prezzo alto (superiore ai sei euro)
  • libri venduti da case editrici con target di prezzo medio (inferiore ai sei euro)
  • libri di autori indipendenti (prezzi molto variabili ma per lo più inferiori a tre euro, e promozioni gratuite periodiche)

Non voglio andare troppo a fondo sul discorso della qualità, ma mi limito a dire che nella tipologia di prodotto indie c’è sicuramente una grande variabilità nella qualità dei libri che vi sono inclusi. Troviamo cose inguardabili, ma anche sorprese positive. 

Abbiamo dunque un’offerta continua di libri gratis o quasi da parte degli autori indipendenti, di qualità poco prevedibile e un’offerta di qualità più omogenea, con fasce di prezzo più elevate, da parte degli editori più o meno tradizionali. Il mercato è più complesso e variegato, ma datemi licenza di limitarmi a questa suddivisione molto approssimativa.

Alla luce di questo dunque, i libri digitali, costano troppo poco o troppo?

Per quanto mi riguarda tendo a considerare quelli del primo gruppo un po’ troppo cari, al punto da non comprarne se non per eccezione, e molto raramente. Sinceramente non ho voglia di spendere dieci euro per un e-book, qualsiasi sia. Su quelli del secondo gruppo sono comunque molto selettivo, scegliendo con cura cosa comprare e dando sempre un’occhio al prezzo. Spesso approfitto delle offerte di Amazon, che raramente superano i tre euro e molto spesso si attestano intorno a due.

Il terzo gruppo infine, quello degli indie, forse costa troppo poco.

Sono in particolare le campagne gratuite a farmelo dire, nonché l’abitudine di molti autori di utilizzare il prezzo di 99 centesimi come base anche per volumi di centinaia di pagine. Ci sono due effetti deleteri a mio avviso che vengono generati con questa pratica.

Il primo è l’enorme accumulo di libri che non verranno mai letti. Mi rendo conto che è gratificante per un autore vedere dei bei numeroni nelle statistiche dei download o delle vendite, e lo dico essendoci passato, tuttavia dobbiamo essere consapevoli che la grande parte di quei download e persino molti di quegli acquisti non si convertiranno mai in una lettura. E se non vi leggono, è tutto inutile.

Io stesso ho nella mia libreria virtuale centinaia di volumi scaricati gratuitamente o comprati per meno di un euro, e ne ho letta una minima parte. La percentuale dei libri acquistati a prezzi superiori che ho già letto è invece molto superiore, e tende ad aumentare sempre.

I motivi per cui questo accade mi sembrano talmente chiari da non richiedere spiegazioni.

Dico solo che per molte persone la risorsa più preziosa, parlando di lettura, è il tempo. Dunque il prezzo, pur essendo un elemento di valutazione per l’acquisto, è sempre in secondo piano rispetto all’esigenza di evitare l’acquisto e la lettura di qualcosa che non ci piace.

Il secondo effetto deleterio creato dal prezzo basso o nullo è legato alla percezione. I lettori ormai hanno imparato la lezione: un titolo è in top 10 con un prezzo irrisorio non viene considerato alla stessa stregua di uno che magari arranca qualche posizione più indietro ma con un prezzo pieno. Giusta o sbagliata che sia, la percezione dei lettori è tale da associare il prezzo basso alla scarsa qualità. Il passaggio di questa etichetta dal libro all’autore è purtroppo molto breve e più o meno inevitabile.

Questo naturalmente non significa che i libri indie non debbano essere venduti a 99 centesimi o dati via persino gratis. Ma questo deve essere fatto con intenzione, per supportare un’attività di marketing, una campagna temporanea, per far conoscere un brano, magari su un solo titolo dell’autore che funga da assaggio, da ambasciatore dello stesso presso i lettori.

Non credo di essere in errore pensandola così. Immagino un futuro prossimo in cui la fascia di prezzo più alta si abbasserà un po’, quella intermedia rimarrà più o meno dove sta, e quella inferiore, dove sono collocati principalmente indie e classici, vedrà molti autori ricollocare il proprio prezzo andando quasi a toccare la fascia mediana.

Tra un anno o due ci torniamo per vedere se ci sono andato vicino.

 

Pagine Sporche: Cosa bolle in pentola? (Maggio 2014)


Consueto appuntamento con me stesso, e un po’ anche con voi che mi seguite, per fare il punto sull’attività dell’ultimo mese.

Se a Marzo avevo scritto abbastanza poco, Aprile è stato un mese quasi del tutto privo di attività. Ancora problemi di salute, che non mi hanno lasciato né la forza né l’umore per essere efficace come vorrei e potrei. 

Per fortuna a portarmi via tempo per le attività di scribacchino c’è stata anche una bella vacanza in Sicilia, sulla quale vorrei trovare il tempo di scrivere qualcosa di più. Per ora accontentatevi di godere della bella foto qui a sinistra, scattata da me medesimo con tanto amore.

 

 

 

Baby Boomers (titolo definitivo)

Niente. Ecco quello che ho fatto su questo testo in Aprile. Quasi niente.

Non dipende solo dal tempo, ma anche dalla fase di scrittura in cui mi trovo.

Il romanzo ha ormai preso forma e anche se mancano ancora grosse parti il più è scritto e i dubbi diventano sempre più forti.

Come previsto Aprile non ha visto concludersi la prima stesura e temo non sarà nemmeno Maggio il mese giusto. Staremo a vedere, grazie al cielo sono l’editore di me stesso e non ho reali scadenze da rispettare. Credo sia anche arrivato il momento di cominciare a svelare qualcosa e anche quello di iniziare il processo di creazione della copertina e degli altri strumenti collaterali (sinossi, descrizioni, testi di lancio etc)

Sarebbe anche bello poter individuare qualche lettore interessato a fare da tester, se la cosa vi attira fatevi vivi.

 

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

 

Amore differito (titolo molto provvisorio e improbabile)

Attività sospesa fino a nuovo ordine.

 

Racconti Rifiutati (anche no)

I racconti brevi rimangono sempre una delle mie passioni, ecco perché questa è l’unica attività che è rimasta viva nonostante il periodo di crisi. Il frutto è stato un racconto con il quale partecipo a un piccolo contest indetto da un interessante blog letterario:

Si tratta di un concorso a tema, ogni racconto doveva svolgersi in una stanza dell’albergo virtuale Marvellous Hotel, e il titolo doveva essere il numero della stanza. C’è stata un’ottima partecipazione e il mio piccolo racconto rappresenta la stanza 721 dell’albergo. Sottotitolo affettuoso: Cena Vegana. Conoscendomi potrete immaginare che non si tratta di qualcosa che ha a che vedere con la verdura…

Anche questo racconto, quando scartato, finirà nella raccolta dei Racconti Rifiutati (anche no). Nell’eventualità che fosse invece selezionato lo potrete ritrovare in un ebook dedicato al concorso, e solo dopo qualche mese sarà aggiunto alla mia raccolta, di cui per ora non sono in grado di prevedere la data di pubblicazione.

 

Report davvero scarno questo mese, ma questo è quanto, e non c’è molto da fare. Come ho detto qualche tempo fa: La vita è come la torta della sposa, la fetta che ti arriva ti mangi.

Pagine Sporche: Cosa bolle in pentola? (Aprile 2014)


Eccomi qui a fare un piccolo bilancio mensile. Serve di certo più a me che a voi, ma va bene, perché questo prima di tutto è un diario.

A Marzo ho scritto di meno, se non altro per via di qualche problema di salute. Lo spirito rimane però vivo e la creatività non manca.

Vediamo comunque lo stato dei vari piccoli e grandi progetti.

Baby Boomers (titolo sempre più definitivo)

La mia scarsa attività si è concentrata questo mese su questo racconto.

Stiamo ancora parlando di finire la prima stesura. Facendo i conti scopro, con meraviglia e piacere, di aver quasi raddoppiato la bozza. Ora sono oltre le trentunmila parole (circa cento cartelle standard). 

C’è ancora abbastanza da scrivere, si tratterà quindi del mio primo romanzo.

Ho qualche dubbio sul riuscire a rispettare la data di Aprile per la prima stesura, sarà un mese pieno di attività familiari e lavorative, e il tempo per la scrittura sarà pochino.

Ora che la storia ha preso in gran parte forma sono pieno di perplessità: piacerà, si capirà quello che voglio raccontare, la storia sarà strumentalizzata, e tante altre domande. Temo che sia una sindrome inevitabile per ogni autore. D’altra parte è la mia prima esperienza con qualcosa di così lungo, ho molto da imparare. Inoltre sia l’ambientazione scelta che la storia sono tali da non rendermi la vita molto facile. Vedremo più avanti, con le prime letture.

 

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Come prevedibile Baby Boomers ha assorbito tutta la mia attenzione. Questo secondo racconto è rimasto quindi completamente al palo. Avrà bisogno di molto lavoro e lo potrò prendere di nuovo in mano solo dopo aver completato Baby Boomers. Per ora è sospeso, salvo piccole attività casuali. Ma ci tornerò, è una storia che mi piace troppo.

 

Amore differito (titolo molto provvisorio)

Questo è un racconto che ho iniziato a scrivere in Marzo, dedicandoci pochi ritagli di tempo, più che altro per staccare di tanto in tanto dal lavoro su Baby Boomers. Ho scritto quattromila parole, una decina di cartelle. Non ho idea delle dimensioni finali.

La storia è ambientata nel mondo delle Porte già incontrato in Madre Terra, ma ha uno sviluppo del tutto distinto da quel racconto. Si potrebbe dire che è una storia d’amore. In realtà ci saranno parecchie cose dentro, o almeno questa è la mia intenzione.

 

Racconti Rifiutati (anche no)

Inaspettatamente, come avrete già letto qui sul blog, uno dei racconti che avevo iscritto a un concorso è stato selezionato. Piccole soddisfazioni impagabili. Sarò quindi costretto a cambiare il nome della raccolta, non più Racconti Rifiutati, ma Racconti Rifiutati (anche no)Se vi viene in mente un titolo migliore, siete i benvenuti.

Ci sono dunque quattro racconti già pronti (Domani, Nessun Dolore, Teutovirus, Lama e Pietra), un quinto lo sto scrivendo per un altro piccolo e simpatico concorso (sperando di finire in tempo). Un sesto racconto molto breve dovrei scriverlo per un blog, poi ne avrete notizia, se mi viene un’idea che mi soddisfa. Infine un settimo è in attesa di riscontro da un concorso il cui risultato non sarà disponibile per ancora qualche mese. Non so ancora se Amore Differito finirà qui o avrà alla fine una dimensione tale da giustificare la pubblicazione separata. Vedremo.

 

Per ora questo è tutto, ci vediamo tra un mese con un’altro avanzamento. Ancora non sono pronto per pubblicare qualche frammento di Baby Boomers, ma potrei fare un test sull’incipit, per capire cosa si aspetta chi lo legge, di trovare poi nel romanzo.

Pagine Sporche: Goodreads una community intorno ai libri


Se pensate che leggere sia un’attività da lupi solitari vi sbagliate. Certo, si può e si deve leggere da soli, ma quanto è bello poi parlarsi, scambiarsi impressioni e suggestioni? E quanto è utile sentire altri appassionati per scovare un nuovo libro, un nuovo autore, che magari non avremmo mai approcciato?

Se leggete molto probabilmente conoscete già GoodReads, ma se leggete poco avete mille ragioni in più per farne parte. Quando si ha poco tempo per leggere diventa essenziale scegliere con accortezza ogni prossima lettura, e la community di Goodreads è perfetta per orientarsi.

Iscriversi è questione di pochi minuti, e imparare a muoversi nel sito non è un lavoro che vi farà sudare, nonostante non sempre la struttura sia del tutto intuitiva. Ricordatevi dopo esservi iscritti di associarvi a qualche gruppo, ve ne suggerisco qualcuno:

  • La Stamberga dei Lettori – ormai oltre i cinquecento membri, vi potrete trovare gruppi di discussione, articoli e recensioni, un gruppo di lettura, spazio per gli autori;
  • Goodreads Italia – gruppo che tenta di raggruppare tutti i lettori italiani, si impone associarsi, se non altro per rimanere aggiornati. Anche qui troverete una serie di gruppi di lettura, molti articoli di aiuto, lo spazio dei librarian e tanto altro;
  • FantasYtalia – dedicato ovviamente alla letteratura fantasy, punto di incontro per gli amanti di questo genere;
  • Fantascienza – il cugino del precedente, ma dedicato alla letteratura fantascientifica;

Credo sia molto importante partecipare a questo genere di social, sia perché se ne traggono dei vantaggi reali e diretti, sia perché aiutano ad allargare la cultura del libro, migliorando l’esperienza dei lettori. Perciò iscrivetevi e fate iscrivere i vostri amici.

Ah, ovviamente mi trovate anche lì: Mario Pacchiarotti.

Mi raccomando allora, ci si vede.

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