Impressioni di lettura: “Livido” di Francesco Verso


Ma come, un altro libro di Francesco Verso? Be’, vi avevo detto che mi era tornata la voglia di fantascienza, quindi mi sembra doveroso affrontare gli autori italiani e Francesco è sicuramente uno di quelli da considerare. Un libro non è abbastanza per farsi un’idea e forse neanche due, quindi era inevitabile che dopo e-Doll volessi leggere altro. 

Aggiungo che sono ben contento di aver letto Livido, perché per il mio gusto questo romanzo è un gradino sopra a e-Doll. Non riesco a trovare difetti, mi è piaciuto tutto, la storia, l’ambientazione, i mille particolari, ma soprattutto tocca le mie corde la problematica dei nexumani.

La possibilità di scaricare la propria memoria e ricaricarla in una versione artificiale di noi è il trucco che Francesco si inventa per metterci di fronte a parecchi interrogativi. Domande che io mi sono posto tante volte, da appassionato di fantascienza e da (aspirante) scrittore. Un dedalo che mi attrae in maniera irresistibile. Un uomo artificiale che nasce con tutti i miei ricordi e ha le mie capacità mentali è davvero diverso da me? Si tratta della stessa persona o di una individualità diversa? Posso considerarlo umano? Sarà capace di provare sentimenti? Può morire? Che significato ha la morte per lui? E via con altre domande di questo tipo, a decine, a centinaia.

Non sapete quante mezze storie a riguardo mi ronzano da sempre nella testa. Il mio modo di affrontare questo tema al momento è differente da quella di Livido. La storia che sto scrivendo ha dentro la problematica nexumana, in un certo senso, ma di un tipo del tutto diverso. E non è la sola cosa che ho in cantiere dove si tocca l’argomento. Questo solo per dirvi quanto mi affascini il tema. 

Un tema che in Livido funziona alla grande. Viene posto in maniera meno diretta che in tanti altri romanzi che affrontano il nexumano, perché il protagonista che seguiamo passo passo è un umano e solo indirettamente lo è anche la sua amata artificiale. Eppure alla fine nella nostra testa ronzano tutte quelle domande. O almeno, spero per voi che ronzino nella vostra come hanno fatto nella mia.

Insomma, un gran bel libro davvero. Non posso volere di più, fantascienza italiana, bella e interessante, scritta come si deve e potente nelle domande che pone.
E qui chiudo, che vado a vedere se c’è altro di suo da comprare.


via Blogger http://ift.tt/1jmh3JX

Annunci

Impressioni di lettura: “Cronache di Mondo9” di Dario Tonani


Fare delle premesse prima di parlare di un libro che ho appena letto sta diventando una specie di tradizione. Come tale, sarei per natura tentato di infrangerla il prima possibile, ma questa non mi sembra l’occasione giusta, quindi ve le sorbite ancora una volta.

Quello che sento il bisogno di dire ora riguarda il mio amore per la fantascienza, il mio disagio per la necessità che molti sentono di inquadrare precisamente la sua definizione, e anche un po’ il terrore come autore di potermi trovare un giorno a difendere la mia posizione, nel momento in cui dovessi dichiarare un mio scritto come appartenente a questo genere. 

Per non annoiarvi oltre ecco la sintesi ultima del mio pensiero: non mi interessa definire con precisione un genere come la fantascienza, non mi appassiono alla discussione sull’appartenenza di Star Wars a questo genere o al fantasy. Ho fatto l’ingenuo errore di definire in passato alcuni miei racconti come fantascienza, non lo ripeterò, dirò che scrivo fiction e questo mi basterà per vivere sereno.

Con questa premessa metto da parte senza ulteriori indugi qualsiasi discussione sul genere di appartenenza dei racconti di Dario Tonani ambientati su Mondo9. La chiamerò fiction, ma tanto non conta niente trovare una definizione. Quello che conta, come sempre, è se leggendoli mi sono divertito o meno, se mi hanno dato da pensare, se mi hanno fatto venire voglia di leggerne ancora.

Alla prima domanda rispondo senza problemi che li ho trovati molto piacevoli da leggere. Mi piace l’idea di base di questo mondo e in tutta sincerità non ho problemi a digerire né l’ambientazione, né la tecnologia, né lo spargimento di sangue e carne. Di fatto quello che percepisco leggendo i vari episodi, quello che apprezzo, sono le diverse vivide descrizioni di umanità. I personaggi, siano uomini, macchine o vie di mezzo, restano umani fino in fondo, densi di sentimenti. E questo mi piace.
Non leggo un messaggio più profondo, ma non vuol dire che se io non lo vedo non ci sia, magari potrebbe dircelo Dario. Ci sono quelli evidenti, che riguardano la vita e la morte, così come le passioni che animano l’umanità e che sempre guidano ogni scelta e azione.

Se devo trovare un difetto, riguarda la struttura. Questa è figlia della genesi di questi racconti, che sono nati in momenti e con scopi diversi da quello di creare un’unica storia. Nonostante lo sforzo di legarli insieme il difetto rimane, anche se l’effetto finale non è sgradevole. Più quindi una specie di piccola antologia che un vero romanzo.

Un effetto collaterale di questo, che potremmo considerare positivo, è che leggendo la raccolta di micro racconti associata (Tutti i mondi di Mondo9) ci si ritrova immersi nella stessa ambientazione con un ritmo e una frammentazione di episodi che non stona affatto con la lettura del libro principale. Di questa ho per ora letto la prima parte, quella dei racconti selezionati, ma sto proseguendo volentieri nella lettura.

Credo che questo sia il mio primo libro di Dario Tonani. Mi è piaciuto e di certo se capiterà l’occasione leggerò altre cose che ha scritto.

Riassumendo le mie impressioni: lettura divertente, consigliata a chi ama la fantascienza “estesa”, non indicato per quelli che sono sensibili ad ambientazioni un po’ splatter.

via Blogger http://ift.tt/1Nzkxoi

“Dente per dente” su WMI 43


È con grande piacere che vi comunico la disponibilità del numero 43 della rivista “Writer’s Magazine”. Su questa è presente il mio racconto “Dente per dente” classificatosi secondo al 35° Premio WMI.

La rivista è disponibile sia in formato cartaceo che digitale, entrambi a prezzo abbordabile. Contiene molti articoli sulla scrittura e altri racconti, tra cui il vincitore del suddetto premio e il terzo classificato. Se amate la scrittura è una rivista che vale la pena di leggere e abbonarsi è davvero una buona idea.

Quanto sia contento per questa cosa l’ho già detto, non mi resta archiviare l’evento e sperare non sia il solo di questo tipo.


via Blogger http://ift.tt/1Gw8tQo

Impressioni di lettura: Trainville (serie), di Alain Voudì


Articolo unico per raccontarvi le mie impressioni su questa serie di racconti che formano in realtà un’unica storia ambientata nel mondo steampunk di Trainville.

L’epoca è quella tipica dei racconti di questo genere, con un focus sugli Stati Uniti e parecchi elementi che differenziano questo mondo immaginario rispetto a quello reale. Tanto per cominciare la tecnologia sfrutta con successo la “sabbia radioattiva” che si trova in abbondanza in determinati giacimenti americani. Altra caratteristica è la presenza di un grande anello ferroviario, immenso e circolare, sul quale circolano città semoventi assemblate mettendo insieme vagoni di grosse dimensioni. Non sto a raccontare troppi particolari, ci sono molte buone idee e penso che l’autore si sia divertito parecchio a studiare tutte le situazioni e i filoni secondari della storia.

La protagonista principale è una ragazza senza memoria del suo passato, trovata in fin di vita tra le sabbie radioattive del più pericoloso dei giacimenti da un indiano Navajo. I vari ebook della serie seguiranno la sua storia e quella di altri personaggi che di volta in volta le ruoteranno intorno.

I racconti variano da 60 a 100 pagine ognuno e la lettura è piacevole e scorrevole. La narrazione ha qualche elemento di crudezza di tanto in tanto, ma niente di fastidioso o inappropriato rispetto alla trama. Ho spinto la lettura fino al sesto episodio e penso andrò avanti con gli altri (eh be’ voglio vedere come finisce, ammesso che finisca). Anche se non mi dispiace l’idea degli episodi rilasciati nel tempo apprezzo la decisione della casa editrice di raccogliere il primo gruppo di ebook in un cartaceo e suggerisco anzi di fare lo stesso anche in e-book in modo che ci sia la possibilità di risparmiare qualcosa comprando in blocco gruppi di episodi.

Ho affrontato la lettura spinto da un contest della Delos e penso che potrei provare questa estate a mandare un racconto ambientato in questo mondo. Non sono un vero e proprio appassionato dello steampunk, ma è un genere che comunque mi diverte e qualcosa mi sta già ronzando per la testa.

In definitiva una serie interessante, di facile lettura, che si può approcciare assaggiando il primo volume e proseguendo poi se si apprezza il genere.


via Blogger http://ift.tt/1FrIAyk

Pagine Sporche: Writers Magazine Italia


Chi scrive, legge. Sono come facce di una medaglia, non si possono separare.

Ecco perché, segnalo con piacere una rivista fatta per noi che amiamo scrivere, bene o male che sia, e che, ancora di più, amiamo leggere.

Delos, l’editore, è un vecchio amico che mi ha tenuto compagnia fin da ragazzo, e che con il tempo ha allargato il suo campo d’azione. Per me rappresenta la fantascienza, ma ormai non tratta solo quel tema.

Writers Magazine Italia, così si chiama la rivista, è disponibile sia in cartaceo che in digitale, e ci si può abbonare online senza troppe complicazioni, anche pagando con Paypal. Con l’abbonamento avrete anche l’iscrizione all’associazione Delos Books, e sconti sul catalogo Delos.

Ho trovato i contenuti della rivista interessanti, ma ovviamente questo dipende molto dall’esperienza e la preparazione di ognuno.

Vi consiglio, se non lo avete già fatto, di visitare il sito della rivista e quelli dell’editore Delos. Ci sono molte cose interessanti per noi mangiatori e insozzatori di carta.

Segnalatemi, se ne conoscente, altre riviste sul tema della scrittura, che valga la pena seguire.