Impressioni di lettura: “Eroe in prova” di Valeria Barbera


Vediamo, da dove comincio? Ecco, “come sono arrivato a leggere questo libro?”, questa potrebbe essere la prima cosa da raccontare. 

Come spesso accade ci sono elementi casuali. Frequentando i forum di Writer’s Magazine e i gruppi di Facebook su scrittura e lettura mi sono imbattuto in questa autrice, o in questo libro, non ricordo bene la sequenza. Mi ha incuriosito il fatto che sia definito “Urban Fantasy” e ho deciso di vedere che roba era. Intendiamoci, quando sento Urban Fantasy mi viene pensato Harry Potter (e forse non sarete d’accordo), ma anche Francesco Dimitri (non avete letto Pan? male!). Insomma in testa non ho un’idea precisa del genere e così…

Per farla breve, comprato e letto, ed eccomi qui a tirare le somme, sul libro e sul genere, ammesso che si possa definire con precisione.

Parliamo prima del libro. Per “Eroe in prova” voglio tentare di separare le mie impressioni riguardo la storia da quelle che riguardano lo stile di scrittura. L’idea portata avanti nella trama è divertente, ci sono delle eco familiari, ma questo non disturba. Una storia insomma abbastanza originale e piacevole, con qualche spunto che mi ha colpito molto e forse un pizzico di fatica nella necessità di agganciarsi alla serie.

Per quanto riguarda lo stile ho sentimenti contrastanti. Il che è buffo, perché non posso dire che non mi sia piaciuto anche quello. Solo che ho faticato un po’ ad accettarlo. Credo sia più un problema mio, di ordine “filosofico” che altro. Provo a razionalizzarlo. Magari sbagliando ma io ho associato il genere Urban Fantasy ai giovani, e il linguaggio del libro mi è sembrato più da adulti, così come il genere di ironia che viene utilizzata continuamente. Come dicevo forse sbaglio, ma ripeto, questo non mi ha impedito di godermi il libro.

Infine un pensiero sul genere, ammettendo che il libro ne sia un rappresentante. Leggerei altri libri simili, proseguirei la serie? Non ne sono sicuro. Eppure come dicevo è stata una lettura piacevole. Tuttavia se penso al fantasy continuo a preferire il vecchio stile, anche se mi rendo conto che di quella roba ne è stata sfornata talmente tanta da aver spazzolato qualsiasi possibile combinazione. Ma forse no, posso sempre sperare di trovare un altro campione che si inventi qualcosa di nuovo rimanendo nei canoni classici.

Oppure, se mi annoio, posso andare a cercare un altro urban fantasy come quello di Valeria. Magari strano, magari un po’ inquietante, ma certo non noioso.

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Impressioni di lettura: “Cronache di Mondo9” di Dario Tonani


Fare delle premesse prima di parlare di un libro che ho appena letto sta diventando una specie di tradizione. Come tale, sarei per natura tentato di infrangerla il prima possibile, ma questa non mi sembra l’occasione giusta, quindi ve le sorbite ancora una volta.

Quello che sento il bisogno di dire ora riguarda il mio amore per la fantascienza, il mio disagio per la necessità che molti sentono di inquadrare precisamente la sua definizione, e anche un po’ il terrore come autore di potermi trovare un giorno a difendere la mia posizione, nel momento in cui dovessi dichiarare un mio scritto come appartenente a questo genere. 

Per non annoiarvi oltre ecco la sintesi ultima del mio pensiero: non mi interessa definire con precisione un genere come la fantascienza, non mi appassiono alla discussione sull’appartenenza di Star Wars a questo genere o al fantasy. Ho fatto l’ingenuo errore di definire in passato alcuni miei racconti come fantascienza, non lo ripeterò, dirò che scrivo fiction e questo mi basterà per vivere sereno.

Con questa premessa metto da parte senza ulteriori indugi qualsiasi discussione sul genere di appartenenza dei racconti di Dario Tonani ambientati su Mondo9. La chiamerò fiction, ma tanto non conta niente trovare una definizione. Quello che conta, come sempre, è se leggendoli mi sono divertito o meno, se mi hanno dato da pensare, se mi hanno fatto venire voglia di leggerne ancora.

Alla prima domanda rispondo senza problemi che li ho trovati molto piacevoli da leggere. Mi piace l’idea di base di questo mondo e in tutta sincerità non ho problemi a digerire né l’ambientazione, né la tecnologia, né lo spargimento di sangue e carne. Di fatto quello che percepisco leggendo i vari episodi, quello che apprezzo, sono le diverse vivide descrizioni di umanità. I personaggi, siano uomini, macchine o vie di mezzo, restano umani fino in fondo, densi di sentimenti. E questo mi piace.
Non leggo un messaggio più profondo, ma non vuol dire che se io non lo vedo non ci sia, magari potrebbe dircelo Dario. Ci sono quelli evidenti, che riguardano la vita e la morte, così come le passioni che animano l’umanità e che sempre guidano ogni scelta e azione.

Se devo trovare un difetto, riguarda la struttura. Questa è figlia della genesi di questi racconti, che sono nati in momenti e con scopi diversi da quello di creare un’unica storia. Nonostante lo sforzo di legarli insieme il difetto rimane, anche se l’effetto finale non è sgradevole. Più quindi una specie di piccola antologia che un vero romanzo.

Un effetto collaterale di questo, che potremmo considerare positivo, è che leggendo la raccolta di micro racconti associata (Tutti i mondi di Mondo9) ci si ritrova immersi nella stessa ambientazione con un ritmo e una frammentazione di episodi che non stona affatto con la lettura del libro principale. Di questa ho per ora letto la prima parte, quella dei racconti selezionati, ma sto proseguendo volentieri nella lettura.

Credo che questo sia il mio primo libro di Dario Tonani. Mi è piaciuto e di certo se capiterà l’occasione leggerò altre cose che ha scritto.

Riassumendo le mie impressioni: lettura divertente, consigliata a chi ama la fantascienza “estesa”, non indicato per quelli che sono sensibili ad ambientazioni un po’ splatter.

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Impressioni di lettura: “Idi di Agosto” e “Idi di Febbraio” di Marzia Musneci


Questa volta vi parlo di due racconti che potremmo definire di genere giallo-storico: Idi di Agosto e Idi di Febbraio, entrambi di Marzia Musneci, collegati tra loro dagli stessi personaggi e in parte anche dalla trama, visto che pur leggibili separatamente sono di fatto due episodi conseguenziali.

Divertente l’ambientazione e i personaggi, buona la narrazione. Sicuramente migliore il secondo episodio, mentre il primo mi ha lasciato un po’ perplesso, mi sarebbe piaciuto se avesse avuto un respiro maggiore, forse una decina di pagine in più per dare spazio al passaggio tra l’indagine vera e propria e il finale. Non so bene, sono semplici sensazioni, forse è stato solo il dispiacere di aver finito la lettura così presto. 

Perfetto invece “Idi di Febbraio”, forse perché di dimensioni maggiori, con una bella struttura narrativa e un finale aperto che lascia spazio per altre puntate che sono confidente arriveranno presto. In definitiva una bella coppia di racconti, che consiglio di leggere uno dopo l’altro, di seguito, per poterne godere al meglio.

Per chi come me vive nei Castelli Romani c’è anche il bonus di curiosare insieme a Lucio Cenidio all’interno dell’Albanum.

Colgo questa occasione per fare una riflessione. La pubblicazione in ebook rende possibile dare spazio a questo genere di racconti di lunghezza media che non avrebbero la possibilità di uscire sul mercato singolarmente in cartaceo. Cosa buona per i lettori che per un piccolo prezzo possono attingere ai cataloghi digitali e buono anche per gli scrittori che hanno la possibilità di comparire in uno spazio altrimenti impossibile.

Anche questo è un effetto positivo dell’ebook che alcuni editori hanno saputo cogliere (come Delos Digital e Gainsworth, giusto per citare due esempi che conosco).


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“Dente per dente” su WMI 43


È con grande piacere che vi comunico la disponibilità del numero 43 della rivista “Writer’s Magazine”. Su questa è presente il mio racconto “Dente per dente” classificatosi secondo al 35° Premio WMI.

La rivista è disponibile sia in formato cartaceo che digitale, entrambi a prezzo abbordabile. Contiene molti articoli sulla scrittura e altri racconti, tra cui il vincitore del suddetto premio e il terzo classificato. Se amate la scrittura è una rivista che vale la pena di leggere e abbonarsi è davvero una buona idea.

Quanto sia contento per questa cosa l’ho già detto, non mi resta archiviare l’evento e sperare non sia il solo di questo tipo.


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Impressioni di lettura: Trainville (serie), di Alain Voudì


Articolo unico per raccontarvi le mie impressioni su questa serie di racconti che formano in realtà un’unica storia ambientata nel mondo steampunk di Trainville.

L’epoca è quella tipica dei racconti di questo genere, con un focus sugli Stati Uniti e parecchi elementi che differenziano questo mondo immaginario rispetto a quello reale. Tanto per cominciare la tecnologia sfrutta con successo la “sabbia radioattiva” che si trova in abbondanza in determinati giacimenti americani. Altra caratteristica è la presenza di un grande anello ferroviario, immenso e circolare, sul quale circolano città semoventi assemblate mettendo insieme vagoni di grosse dimensioni. Non sto a raccontare troppi particolari, ci sono molte buone idee e penso che l’autore si sia divertito parecchio a studiare tutte le situazioni e i filoni secondari della storia.

La protagonista principale è una ragazza senza memoria del suo passato, trovata in fin di vita tra le sabbie radioattive del più pericoloso dei giacimenti da un indiano Navajo. I vari ebook della serie seguiranno la sua storia e quella di altri personaggi che di volta in volta le ruoteranno intorno.

I racconti variano da 60 a 100 pagine ognuno e la lettura è piacevole e scorrevole. La narrazione ha qualche elemento di crudezza di tanto in tanto, ma niente di fastidioso o inappropriato rispetto alla trama. Ho spinto la lettura fino al sesto episodio e penso andrò avanti con gli altri (eh be’ voglio vedere come finisce, ammesso che finisca). Anche se non mi dispiace l’idea degli episodi rilasciati nel tempo apprezzo la decisione della casa editrice di raccogliere il primo gruppo di ebook in un cartaceo e suggerisco anzi di fare lo stesso anche in e-book in modo che ci sia la possibilità di risparmiare qualcosa comprando in blocco gruppi di episodi.

Ho affrontato la lettura spinto da un contest della Delos e penso che potrei provare questa estate a mandare un racconto ambientato in questo mondo. Non sono un vero e proprio appassionato dello steampunk, ma è un genere che comunque mi diverte e qualcosa mi sta già ronzando per la testa.

In definitiva una serie interessante, di facile lettura, che si può approcciare assaggiando il primo volume e proseguendo poi se si apprezza il genere.


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