Liebster Award


La cara amica Antonella Sacco mi ha nominato e per una volta ho deciso di rispondere all’appello.

Ecco dunque la risposte alle undici domande poste.

1) Perché hai creato un blog?

In realtà ne ho creati parecchi. I motivi però sono sempre simili. La voglia di tenere una traccia dei miei pensieri, magari per poterli rileggere dopo anni, unita a quella di comunicarli agli altri. Non mi sono mai troppo preoccupato di quanti siano quelli che mi leggono, tranne da quando ho iniziato a scrivere. A quel punto me ne sono preoccupato, per una decina di secondi, credo, poi è tornato tutto come prima.

2) Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Qualche minuto al giorno, qualche volta di più. Il tempo necessario, non di più. In genere scrivo di getto e rileggo una sola volta. Probabilmente si vede, e non fa una grande impressione su un blog che parla di scrittura e di libri, ma la vita è troppo breve per curare la forma.

3) Cosa cerchi di trasmettere tramite i tuoi articoli?
Quello che provo, quello che penso, le mie esperienze.

4) Quale argomento inspira i tuoi articoli?

I libri e l’attualità. Io scrivo a tre livelli. Pochissimi articoli su leggi.me (la mia pagina personale), tutti gli articoli che riguardano i libri, letti o scritti, su paginesporche.blogspot.it e infine c’è il vecchio olmi.wordpress.com dove finisce tutto e qualche volta scrivo cose che non hanno a che fare con il mondo dei libri, sempre più raramente, ma è il posto dove scrivo da più tempo.

5) Sei curioso?
Abbastanza da lasciarci lo zampino. E non scherzo.

6) Qual è il tuo articolo preferito? Perché?
Quello che mi fa saltare dalla sedia. O che mi fa venire i lucciconi. Quello che mi fa infuriare. Quello che mi fa scoprire di avere un’anima amica sconosciuta da qualche parte.

7) Qual è il tuo libro preferito? Perché?
L’Arte di amare di Fromm. Perché è l’unico libro che parla davvero di amore.

8) Se fossi una pietanza, quale saresti?
Una paella mari e monti, molto ricca, molto piccante, di quelle da mangiare in tanti.

9) Quale immagine ti rappresenta?
Un crepuscolo, ma di quelli che mettono allegria, non un’immagine triste.

10) Qual è la città Italiana o Estera che preferisci? Perché?

Se escludiamo la mia (Roma), ci sono tante città che amo, ma una dove sono stato di recente che mi ha rubato un pezzetto di cuore, per tanti motivi, è di certo Siviglia. Sono stato pochi giorni e alla partenza mi sembrava già di lasciare casa, ci tornerei anche subito e forse è una città dove potrei vivere, dove di certo proverei a vivere.

11) Quali social network usi?

Sono iscritto al mondo, uso prevalentemente Facebook, Google Plus, Twitter, Instagram.
La mia impressione è che presto succederà qualcosa di grosso e cambierà tutto. Vediamo se (anche) questa volta ci azzecco.

Ecco invece le mie domande, alcune sono invariate, altre le ho sostituite.

1) Perché hai creato un blog?
2) Ti sei mai pentita/o di averlo fatto?
3) Cosa cerchi di trasmettere tramite i tuoi articoli?
4) Quale argomento inspira i tuoi articoli?
5) Sei curioso?
6) Qual è il tuo autore preferito? Perché?
7) Qual è il tuo libro preferito (non dell’autore preferito)? Perché?
8) Se tu fossi un animale, quale saresti?
9) Quale colore ti rappresenta meglio?
10) Qual è la città estera che preferisci? Perché?
11) Come scegli le tue letture?


Ecco invece i blog che voglio nominare, con la clausola che sono liberi di partecipare o ignorare serenamente questo mio rilancio. Ho dovuto limitare il numero a 11, gli altri amici e blog che seguo mi perdoneranno.
Libri nella mente
Tanaperlamamma
Diario di una lettrice
Chiacchiere e distintivo
Io Scrivo
Una Rosa per Amica
Leggere sognando
diLetti e riLetti
Omicidi in pausa pranzo (festeggiamo il teatro)
Flaminia Mancinelli
Queste Pagine
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Impressioni di lettura: Dagger 2 – Fratelli di sangue di Walt Popester


Avevo letto la prima parte di questa saga molto tempo addietro, credo che all’epoca non fosse neppure disponibile questa seconda, e mi era molto piaciuta. Nonostante avessi comprato il suo seguito non appena pubblicato, il momento di leggerlo è arrivato decisamente in ritardo. La cosa mi ha creato qualche difficoltà, durante la parte iniziale, per riagganciarmi alla storia precedente, non più troppo fresca nella mia memoria.

Disagio superato dopo qualche decina di pagine, mano mano che il romanzo prendeva sempre più forza. Consiglio intermedio: leggeteli di fila, se potete, la godibilità aumenta. Credo sia un fattore da considerare sempre quando si affronta una saga qualsiasi, non solo questa. Ora ho comprato il terzo e mi riprometto di non lasciar passare troppo tempo prima di affrontarlo.

Per quanto mi riguarda, nonostante alcuni degli altri personaggi siano piuttosto accattivanti, il maggiore motivo di godimento nel libro rimane proprio la figura di Dagger. La storia e l’ambientazione si complicano, rispetto alla prima puntata della serie, ma, come ho già detto, non ci vuole troppo per entrare appieno nel meccanismo narrativo e farsi trascinare nella lettura. Andando avanti, infatti, mi è diventato più difficile staccarmi dalle pagine così come più rapida è divenuta la lettura. Anche in questo caso, come per il precedente, il libro si conclude lasciandoci in sospeso. Questa è una saga in cui i vari libri, per quanto più o meno auto conclusivi, rimangono con forse troppi conti da saldare e molta carne già sul fuoco. Non amo particolarmente questo approccio, perché chiusa l’ultima pagina ho voglia di correre subito a iniziare il successivo capitolo, e questo a volte può essere frustrante (per esempio quando il libro seguente non è ancora stato pubblicato).

Capisco però quanto questo meccanismo sia prezioso sul fronte marketing, che un autore indie come Popester non può certo trascurare.

Confermo la mia valutazione rispetto al primo romanzo. Fantasy molto diverso dalla massa dei classici, originale e divertente. Sicuramente da considerare se siete amanti del genere e magari non disprezzate un po’ di senso dell’humor.

Pagine Sporche: Mario, Dio e l’ingorgo


Quel giorno pioveva.

Quando a Roma piove, non importa quanto, il traffico impazzisce.
Dev’essere qualcosa di magico che spinge i romani a uscire, come tante lumachine, alla prima goccia d’acqua. Come topi attirati dal magico pifferaio, si precipitano nelle loro scatolette di latta e si radunano festosamente nelle strade.

Quel giorno poi, pioveva forte.
Mario era uscito in anticipo dal lavoro, e si avviava contento verso casa.

Un’ora dopo era ancora molto lontano dalla sua meta e rimuginava infelice nel suo cubicolo semovente.

I pensieri vagavano e divagavano, pensieri cosmici sul perché e il per come, sulla vita e le galassie, sulle ragioni ultime della creazione dell’ingorgo finale.

Improvvisamente… bataaaaboooooooooom!
Uno schianto, un lampo, fumo…

Un fulmine pensò Mario, sono morto pensò il pessimista dentro di lui.

Poi il fumo si diradò e Mario si rese conto che, accanto a lui, seduto sulla macchina, senza neanche la cintura allacciata, c’era un signore vestito di bianco con una gran barba (bianca), i baffi (bianchi) e i sopracciglioni (bianchi).

Mario sospirò, era Dio che gli faceva visita. Stava diventando routine.

“Buona giornata” disse il vecchio con voce stentorea, con un forte rimbombo e un vago effetto eco. Mario scosse la testa, parlava sempre così: era estremamente fastidioso.

“‘Insomma, mica tanto buona, è più di un’ora che sono in macchina, veramente sembra una giornata di merda a questo punto.

“Ahhhh, l’ingorgo – disse il vecchio sogghignando – è tutta Opera Mia!”

Ora, tutti sappiamo come Mario fosse fondamentalmente un bonaccione, ma di fronte all’orgoglio e alla soddisfazione espressi dal vecchio si innervosì, nonostante gli fosse chiaro che, anche l’ingorgo, come del resto tutto, fosse opera dell’Onnipotente.

Perciò bofonchiò qualcosa di offensivo, masticato tra i denti, all’indirizzo del suo passeggero abusivo.

“Ahhhh-aahhhh – fece quello, per nulla offeso – vedo che non ti rendi conto del mio disegno, e non hai abbastanza fede da accettare le mie opere senza criticare.”

Disegno?

“Va beh, il cervello che vi ho dato era una buona idea, ma ho paura di doverci ancora lavorare sopra. Quanto tempo è che sei in fila ?”

Un’ora e mezza” – disse Mario con malcelato malumore.

“Bene! E cos’hai fatto in tutto questo tempo?”

Guidato?” – sibilò Mario, che non riusciva a capire dove il vecchio volesse andare a parare.

“Sì, va beh, hai guidato, e poi?”

Mario guardava il vecchio con sguardo vacuo. Che ho fatto? Ho guidato – pensava – ma guarda questo. Evitò però di esprimere il suo disappunto.

“Non hai pensato a niente?” – Disse ridacchiando sotto i baffi (bianchi) il vecchiaccio.

Beh sì, ho pensato, a un sacco di cose per dire il vero, fermo qui in mezzo al traffico che altro potevo fare? La mente parte da sola, certo che ho pensato.

Il vecchio si stiracchiò con soddisfazione.

“Ecco bravo, ora avrai capito perché c’è quest’ingorgo. Così potete pensare, invece di correre come stupidi a destra e manca senza sapere perché.”

Si aggiustò contento la veste bianca, poi fece un saluto con la mano: “Ora ho altro da fare, ti saluto. Stai tranquillo, hai un’altra oretta per pensare.”

Kataaaaabooooooom

Sparito.

La fila avanzò mestamente di un’altro metro.

Così, nella seguente ora, mentre arrancava nella fila, Mario pensò a Dio, al traffico, alla porchetta di Ariccia e a molto altro… come a Dio piaceva.

 

(c) 2009 Mario Pacchiarotti – Tutti i diritti riservati
Nessuna parte può essere riprodotta senza il consenso scritto dei protagonisti.

 

Pagine Sporche: Self Publishing Books 2014 Reading Challenge


Un breve post per segnalarvi un’iniziativa molto interessante di Monia, che con il suo blog Destino d’inchiostro ha lanciato il “Self Publishing Books 2014 Reading Challenge“.

Non sto a spiegare di che si tratta seguite il link e scopritelo da soli 🙂

Naturalmente io parteciperò, e spero che in molti facciano lo stesso.

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Pagine Sporche


Solo per segnalare il mio blog dedicato alla scrittura. Raccontata dal mio punto di vista.

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