Cosa bolle in pentola (Febbraio 2016)


La prima cosa da dire è che sono rimasto un po’ indietro col mio diario di bordo, così questo sarà un numero di recupero e in quanto tale un po’ particolare. Rompiamo subito la tradizione iniziando da quello che di solito chiude questi miei articoli, eccovi le letture di Dicembre, Gennaio e Febbraio.

L’antro del drago di Diego Tonini (recensione)
Ero un topo di Philip Pullman (recensione)
Murder She Baked di Diego Tonini (recensione)
Danger di Ilaria Pasqua
Home run di Lorenzo Sartori
L’ultimo elfo di Silvana De Mari (recensione)
Da parte di padre di Marco Proietti Mancini (recensione)
Quella volta che sono morta di Cetta De Luca (recensione)
I tuoi occhi sono qui di Manuel Sgarella (recensione)
I migliori racconti di Richard Matheson (recensione)
Quattro amiche e un paio di jeans di Ann Brashares (recensione)
Papà Gambalunga di Jean Webster (recensione)
La parte divertente di Sam Lipsyte (recensione)
Il profeta di Giuseppe Monea
Agnes di Antonella Sacco (recensione)
Arma Infero: il maestro di forgia di Fabio Carta (recensione)
Buona apocalisse a tutti di Neil Gaiman e Terry Pratchett (recensione)
Stardust di Neil Gaiman
Il figlio del cimitero di Neil Gaiman
Un boia meno crudele di Josh Russel
La guerra della discarica di Luca Tarenzi
Nessun Dove di Neil Gaiman
Intanto da qualche parte nello spazio di AAVV
Scrivere Fantascienza di Paul Di Filippo

Tanta roba, anche tenendo conto che sono tre mesi di lettura. Non vi sto a commentare le mie impressioni sui vari testi, ci sono molte recensioni già caricate sul blog e ho inserito nella lista i link ai vari articoli.

Passiamo a vedere a che punto sono i miei vari progetti di scrittura.


Fughe
Prende finalmente corpo il progetto di pubblicare una raccolta dei miei racconti brevi. Alla fine ho deciso di procedere con un primo gruppo, tutti quelli che possono essere assimilati al genere Fantascienza. Sono quattordici tra racconti già pubblicati e inediti. Chi segue il blog ha già potuto vedere la copertina, o almeno una prima serie di bozze. Anche il titolo come vedete è stato fissato. Se non ci saranno sorprese, nelle prossime settimane sarà disponibile. Ma avrete modo di saperlo su queste pagine o iscrivendovi alla mia mailing list.


Baby Boomers (Siamo la goccia…)
Anche questo è in dirittura d’arrivo. L’obiettivo è la pubblicazione prima dell’estate. In questi giorni è in corso l’editing, poi vedremo la copertina e il resto delle attività per la stampa. Anche in questo caso procedo con la pubblicazione autonoma. Per saperne di più restate in contatto qui e sulla mailing list (dove arrivano sempre in anticipo le notizie più succose).


Altri progetti
Con la pubblicazione di Fughe, che comprende i due racconti di fantascienza già inseriti in Madre Terra, diventa necessario pubblicare separatamente anche “Il Papa Nuovo”. In questo modo chi acquisterà Fughe potrà leggerlo senza dover comprare nuovamente i due racconti suddetti. Quindi a breve ne programmerò l’uscita sicuramente in e-book e forse anche in cartaceo. Le altre cose in corso per ora hanno subito un forte rallentamento a causa delle tante attività che sto portando avanti. Ne riparleremo nei prossimi mesi.


Sad Dog Project
Continua l’attività del progetto. Dopo la nostra sortita al BUK di Modena avremo un’altra occasione di farci conoscere con una partecipazione a Bellissima. Per orari e altre informazioni sulla presentazioni vi rimando all’evento sulla pagina Facebook del gruppo.
Nei prossimi mesi continueranno le pubblicazioni della collana e anche la mia raccolta Fughe sarà pubblicata con questo marchio editoriale.


Per oggi è tutto qui, alla prossima.

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Quattro chiacchiere su Sad Dog Project


Grazie a Leonardo Vannucci che ci ha voluto con sé, ecco un lungo ma spero interessante video dove io e tre amici autori parliamo del nostro progetto editoriale Sad Dog Project.

Purtroppo, o per fortuna, il mio chrome ha un’antipatia per youtube e così il mio video quasi mai viene attivato durante la diretta, potrete però godere della mia vocina.


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I commenti di Amazon, ovvero come far scappare i lettori


Da qualche giorno Amazon consente l’inserimento di commenti alle recensioni dei clienti. Questa novità, non scordiamolo, si applica su qualsiasi articolo in vendita, non solo sui libri. 
Trovo che sia una possibilità molto utile per i clienti e penso che l’utilizzo naturale di questa funzionalità sia quello di commentare una recensione per dare ulteriori informazioni, aiuti, suggerimenti, precisazioni. Penso che queste dovrebbero venire prima di tutto da altri clienti che hanno comprato lo stesso prodotto e in generale sono convinto che l’introduzione di questa opportunità nella piattaforma Amazon sia una cosa buona.


Mantenendo il discorso in generale credo che sia possibile anche per chi vende un prodotto, o lo fabbrica, o lo distribuisce, commentare una recensione, magari per precisare qualcosa, ringraziare, offrire supporto, dare informazione. Quando però parliamo di libri, in modo particolare di libri indie, ecco dietro l’angolo il demone irresistibile del rant: la tentazione di rispondere per le rime al recensore.
Ci sono dei grossi problemi nel cadere in questa trappola. Il primo è che, anche nel caso in cui si avesse ragione al 100%, il rischio di essere recepiti come presuntuosi e antipatici è immensamente superiore rispetto a quello di perdere lettori a causa della recensione stessa. Il secondo è che potremmo scambiare una vera recensione per un attacco personale, reagendo malamente e facendo una figura barbina. Ci sono poi tutti i casi in cui la nostra risposta, per quanto ci sembri equilibrata e corretta, potrebbe essere comunque percepita come un’inutile invasione.

Il punto di fondo è che le recensioni non sono affatto dirette agli autori. Se il lettore volesse dirvi qualcosa avrebbe di certo modo di farlo. Non avete forse una pagina sui social? Un blog? Una mail che avete inserito in fondo al libro? Se volessero rivolgersi a voi vi scriverebbero. No, la recensione è diretta agli altri lettori. In linea di massima quindi non sono gli autori a dover rispondere. Persino un semplice “grazie” su una buona recensione potrebbe apparire invadente. La domanda da porsi quindi è, semmai, se esista una qualche occasione in cui ha senso intervenire con un commento a una recensione. 
Ecco di seguito gli esiti del mio ragionare su questo tema.

Quando e come rispondere a una recensione?
  • La recensione contiene una richiesta di informazioni, per esempio dove comprare la copia cartacea, o qualcosa a cui si possa rispondere con un dato asettico. Se nessuno risponde potete farlo voi. In maniera educata, date solo l’informazione richiesta.
  • La recensione vi tira in ballo in maniera esplicita. Questa casistica non comprende le valutazioni sul vostro lavoro. Per esempio “Non capisco come possa aver scritto una cagata così” non deve stimolare la vostra risposta. Invece “Quel posto mi ricorda Portofino, chissà se l’autore si è ispirato a questa città” potrebbe meritare un breve commento.
In tutti gli altri casi consiglio di astenersi da commenti. Meno che mai in questi:
  • La recensione è un chiaro attacco personale. Se è chiaro per voi lo sarà probabilmente anche per gli altri, inutile ogni commento.
  • La recensione è una critica a qualcosa che non ha a che fare con il libro. Anche in questo caso sarà evidente a tutti, quindi perché sottolineare?
  • La recensione ha toni maleducati e offensivi. Potrà sembrare strano ma questo tipo di recensioni sembrano avere un effetto positivo sulle vendite. Ignoratele se non volete rovesciare il risultato.
  • La recensione è contraddittoria (“ho letto questo libro tutto di un fiato, non mi è piaciuto molto”). Fidatevi, anche in questo caso chi la legge arriverà alla vostra stessa conclusione: se ti ha tenuto attaccato alle pagine non può essere tanto male.
  • La recensione contesta parti del libro, ma sbaglia. Questo spesso accade su dettagli storici, tecnici e altre amenità del genere. Anche in questo caso fidatevi di me, non frega niente a nessuno di questa roba e l’effetto finale di una recensione di questo tipo è sostanzialmente positivo: vuol dire che in qualche modo la lettura ha appassionato il recensore se si è dato pena di fare ricerche. Commentare ribadendo che avevate ragione voi è un modo quasi certo per farvi apparire antipatici e pignoli, soprassedete.
  • La recensione è fantasmagorica. Resistete, non ringraziate, non fatelo, godete in silenzio.
Voi che ne pensate? Avete usato i commenti? Siete caduti in qualcuna delle trappole che ho elencato? Avete resistito alla tentazione? Come lettori che cosa pensate?

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Cosa bolle in pentola (Marzo 2015)


Marzo non ha portato novità visibili, tuttavia il lavoro va avanti in maniera continua e questo è un elemento molto positivo. Credo infatti che, come in molte altre attività, anche nello scrivere sia importante rimanere sul pezzo e riuscire a dedicare tempo ogni giorno, magari anche poco, ma sempre.


Siamo la goccia (titolo provvisorio)

Baby Boomers cambia nome, il nuovo titolo dovrebbe essere “Siamo la goccia”. Vi piace? 
Marzo è stato un buon mese, ho lavorato parecchio sul libro, anche se con i limiti imposti dal mio scarso tempo libero. C’è ancora molto da lavorare, ma comincio a vedere la fine del tunnel. Scrivener si è rivelato molto adatto al mio modo di organizzare le cose, e anche se è tutt’altro che perfetto penso proprio rimarrà il mio strumento di lavoro principale per un po’ di tempo. Di questo prima o poi troverò il tempo di parlare diffusamente.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da dichiarare.


Racconti Rifiutati (anche no)

Al momento ho quattro racconti iscritti a vari concorsi, uno selezionato in attesa di pubblicazione, uno inviato in visione. Continuo a divertirmi molto nella stesura di racconti brevi, ma non penso di avere ancora materiale a sufficienza per una raccolta degna di essere pubblicata autonomamente. Inoltre sono per lo più scollegati tra loro e non so quanto siano adatti quindi a creare un insieme. Sto cominciando a pensare di iniziare un progetto più organico, preparato a tavolino, per poi scrivere i racconti con già in testa l’obiettivo comune che li unisce. Si vedrà, le idee devono maturare da sole in un angolo del mio cervellino, quando sono pronte vengono fuori da sole.


Letture

Veniamo alle letture di Marzo:

L’ultimo eroe – Diego Tonini (impressioni di lettura)
Scrivere Narrativa 1 – Show, don’t tell – Marco Massai (impressioni di lettura)
Armi acciaio e malattie – Jared Diamond (impressioni di lettura in arrivo)

Anche questo mese si ripete l’effetto del mio passare più tempo a scrivere: un calo delle letture. Ma c’è poco da fare. L’importante è non smettere del tutto, leggere è essenziale anche per scrivere. Bellissimo il libro di Jared Diamond, ho imparato molte cose nuove e mi è tornata forte la voglia di leggere anche saggi oltre che narrativa. Inoltre mi era utile per Abel Legacy (anche se non ci sto lavorando non vuol dire che non sia nei miei pensieri).
Leggerò saggistica più spesso, magari proprio partendo con altri libri di Jared. Interessante anche il primo volume del manuale sulla scrittura di Marco Massai e molto divertente il racconto di Diego Tonini.

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Il lettore di fantasia


Quando si comincia a provare nostalgia per il passato è segno che si sta invecchiando.

Frase molto vera. È quindi con gratitudine che ho accolto la nascita di questa iniziativa letteraria, perché così posso fare a meno di provare rimpianto per i vecchi tempi in cui le fanzine erano molto diffuse e (non solo da me) estremamente apprezzate.

Perché “Il lettore di fantasia” voglio proprio chiamarla fanzine, anche se forse non è esattamente questo. Lo faccio con affetto, non per sminuirla.

Per apprezzarla vi basta cliccare sul link dell’immagine qui accanto, visitare il loro sito, semplicissimo e perfettamente funzionale allo scopo (e li amo anche per questo), e scaricare i primi numeri della rivista.

Di questa fanzine apprezzo molte cose. Dello stile minimalista del sito ho già detto. Tuttavia ci sono altre cose da dire. La prima caratteristica che salta agli occhi, specialmente a quelli di un autore potenziale, è la scelta di pagare per il materiale pubblicato. In un mondo dove si tende a non voler pagare nemmeno i servizi che si vanno a rivendere ecco arrivare una pubblicazione che non fa pagare i lettori ma che paga invece i suoi autori. Magari non cifre impressionanti (ma secondo me oneste) ma li paga. Figuratevi, non crederete alle vostre orecchie, paga persino gli illustratori. Roba da matti. Questo da solo me li fa amare, e non perché pensi al denaro, ma perché questo atteggiamento è il sintomo di una predisposizione mentale corretta e che di sicuro sta portando frutti in termini di qualità del prodotto. Leggendo la rivista vi sarà subito evidente.

Una seconda caratteristica interessante è quella di pubblicare fianco a fianco racconti integrali e racconti a puntate. Questa della pubblicazione di racconti a puntate è una vecchissima tradizione delle fanzine e l’averla rispolverata è sicuramente un merito. Grandi scrittori del passato sono nati proprio scrivendo per fanzine di questo tipo. Chissà che un domani qualche bello scrittore italiano non possa raccontare di aver arrotondato la paghetta pubblicando a puntate sul “lettore di fantasia”? Sarebbe una bella soddisfazione.

La natura gratuita del “lettore” è poi sempre apprezzata. La sua distribuzione in PDF, forse un piccolo punto debole iniziale, è stata ora affiancata da quella in e-book. Dal numero cinque sono disponibili infatti anche i formati EPUB e MOBI (grazie, vi voglio bene). Rimane sempre il PDF per chi vuole stamparselo e godersi anche la parte grafica. La fanzine evolve e ascolta i suoi lettori e autori. Non è cosa da poco.

Ho mandato un racconto in visione e penso di mandarne altri in futuro. Probabilmente la concorrenza è troppo agguerrita perché riesca a farmi spazio, visto che molti autori che conosco (migliori di me) sono entusiasti della rivista e hanno fatto lo stesso. Ma non importa, il mio supporto per iniziative del genere sarà sempre forte, che io riesca a farne parte o meno.

Vi consiglio di mettere nei preferiti il loro link, fare mi piace alla loro pagina Facebook e cominciare a leggerli. Certe belle iniziative vanno premiate e in questo caso farlo non vi costerà niente, ma anzi vi farà trascorrere qualche ora in relax.

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