Impressioni di lettura: “Agnes” di Antonella Sacco


Non ho mai incontrato Antonella, tuttavia ci conosciamo per mezzo della rete. Abbiamo parlato di tante cose in questi tre anni e più, quasi sempre di scrittura, ma anche, inevitabilmente, di quello che scriviamo e leggiamo. E non è davvero la stessa cosa. Un conto è l’atto, il mestiere di scrivere, l’altro sono le cose che diciamo, o cerchiamo di dire.

Mi piace Ant, come persona e come autrice. Ma qui è di quest’ultima che parlerò. I suoi libri, le sue storie, spaziano abbastanza tra i genere, e come sapete questo mi piace.
In questo caso, anche attribuire un genere può essere fuorviante. Qui abbiamo una ricerca, una sorta di investigazione. C’è un mistero da svelare, ma non ci sono morti, o reati, né polizia.

E seguendo Agnes che insegue il suo mistero ci cominciamo presto a chiedere se la storia parli di questa ricerca o di un’altra ben diversa e più intima missione.
Non credo di dire una bestemmia se chiamo questo scritto “romanzo di formazione”, perché anche se è vero che di Agnes vivremo solo poche settimane, in questo lasso di tempo avviene una vera e propria rivoluzione. Ci sono temi che mi sono cari. Il superamento del dolore, la rinascita alla vita.

Non ci sono azioni travolgenti o colpi di scena esplosivi, ma c’è un impianto di racconto ben congegnato che senza scossoni ci conduce da una parte alla scoperta del mistero più materiale, quello sul misterioso pittore e la sua sconcertante biografa, e dall’altra dipinge sentimenti, paure e crescita della Agnes moderna, quella che senza capire bene perché, prende il treno e parte,

Una scrittrice indie godibile e profonda, un bel racconto che ci può far riflettere anche sulle nostre scelte di vita. Raccomandato.

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Cosa bolle in pentola (Febbraio 2015)


Febbraio è stato un mese interessante, per molti aspetti, alcuni legati alla salute (che per ora mi assiste), altri allo scrivere. È un po’ strano dirlo, ma ho combinato poco e al tempo stesso sono soddisfatto. Ma come al solito, seguiamo la consueta scaletta.

Baby Boomers (titolo da rivedere)

Come vi avevo annunciato ho lasciato da parte questo titolo ancora tutto il mese di Febbraio. La buona notizia è che, qualche sera fa, ho sentito uno scampanellio nella testa e in men che non si dica mi sono ritrovato a lavorarci sopra. Quello che potete vedere a sinistra è lo screen del romanzo in lavorazione. Potrete anche ammirare il mio nuovo giocattolo, Scrivener, un programma fatto “apposta” per chi scrive. Ho colto l’occasione per metterlo in campo, partendo proprio dal romanzo. L’impatto iniziale è buono, ma vi farò avere informazioni più dettagliate tra qualche settimana.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Ho cominciato a scrivere il plot e qualche scena, tanto per entrare nell’ambientazione. Anche in questo caso procedo al trasferimento di quanto già fatto (poco) sulla piattaforma Scrivener.

Racconti Rifiutati (anche no)

In questi ultimi mesi ho provato a partecipare a qualche concorso Delos. Se non la conoscete si tratta di una casa editrice di lunga tradizione a cui sono affettivamente legato (Robot e altre pubblicazioni della casa sono sempre state tra le mie letture). Purtroppo per ora non ci sono successi da quella parte, probabilmente il mio livello non è ancora adeguato per impressionare i selezionatori, ma non rinuncerò a provarci e i loro concorsi e selezioni saranno tra i miei obiettivi fissi. Male che vada si fa palestra.

Come raccontato già in altri articoli ho partecipato al BUK di Modena dove ho conosciuto le persone che stanno dietro al nome Gainsworth Publishing. Un incontro molto piacevole che ha aumentato la mia soddisfazione per essere entrato nella loro selezione di Occhi di Drago.

Per ora non molto altro da dire, ho lavoricchiato a qualche racconto ma senza finalizzarne alcuno. Credo che dovrò “forzarmi” a lavorare andando a partecipare all’ennesimo piccolo concorso. Vedremo.

Letture

Veniamo alle letture di Febbraio:

Kitchen – Banana Yoshimoto (impressioni di lettura)
La grande menzogna – Antonella Sacco (impressioni di lettura)
Occhi di Drago – AA.VV. (solo uno dei racconti è mio, gli altri sono belli eheh)
L’Aleph – Jorge Luis Borges (impressioni di lettura)

Questo mese ben due classici, Borges e la Yoshimoto, entrambi valevano la pena. A questi aggiungo il libro di Antonella, davvero un bel lavoro che consiglio caldamente e infine l’antologia dove è contenuto il mio racconto e che davvero non potevo fare a meno di leggere. Per questo mese è tutto, a marzo credo che le letture saranno numericamente più limitate perché ho affrontato un mattoncino niente male, interessante ma lungo. Ma questo ve lo racconterò più avanti.

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Impressioni di lettura: La grande menzogna di Antonella Sacco


Quando un’amica pubblica un nuovo lavoro è inevitabile leggerlo, e grazie al cielo nella maggior parte dei casi è anche molto piacevole farlo.

Questo è uno di quei casi in cui ho provato davvero gusto nella lettura. Già la copertina ci introduce bene al racconto, un bel nero compatto che fa da sfondo e questa maschera che non si capisce bene chi sia. Colore che si addice alla narrazione. Potrei dire che è un giallo, visto che il morto (o morti) è presente. Sarebbe forse limitativo. Anche il mistero dell’identità della maschera riflette bene il mistero che attraverserà tutta la storia. Mistero che non solo riguarda il caso di cui si tratta, ma più in generale richiama una delle domande essenziali della nostra vita.

Come già mi era capitato con un altro libro di Antonella anche in questo caso si parla di scrittura. Stavolta però non c’è uno scrittore al centro della vicenda, ce ne sono almeno due. O tre. Forse. E c’è una bella rappresentanza del mondo che gira intorno alla scrittura, con tutti i suoi meccanismi perversi che si delineano.

Un racconto particolarmente interessante quindi per chi scrive, ma anche per chi si limita a leggere e godersi le storie che altri hanno voluto mettere nero su bianco.
Devo dire che me lo sono letto con gusto crescente man mano che andavo avanti, preso quasi nello stesso vortice che avvince il lettore raccontato. Buffo davvero descrivere se stessi leggere la storia di uno che legge la storia di uno che scrive la storia di uno che scrive. O qualcosa del genere. No, tranquilli, non c’è confusione, è tutto lineare e perfetto, la storia fila via liscia come l’olio trascinandovi con lei fino al suo epilogo.

Quale sia dovrete naturalmente scoprirlo da soli, il libro come sempre disponibile in e-book ha un costo irrisorio e vale la pena assaporarlo al posto di un caffè, o se siete ricchi, insieme. Ancora a chiedermi il finale? Inevitabile direi, e anche giusto. 

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Pagine Sporche: Il nostro esperimento di scrittura a più mani


Questo articolo esce contemporaneamente su quattro blog: Queste pagineAnt SaccoChiacchiere e distintivo e Pagine sporche.

Siamo quattro autori indie di ebook e abbiamo pensato di intraprendere un esperimento: dare voce ad alcuni dei nostri personaggi e farli incontrare in un territorio immaginario, più immaginario di quello per cui sono nati, ovvero le nostre storie.

Abbiamo fatto incontrare i nostri personaggi in un parco virtuale, senza averli avvisati prima.

Una bella sorpresa, ma ci sembra che stiano reagendo bene, almeno alcuni…

Si sono trovati lì, ora hanno bisogno di comprendere in quale strana situazione siano capitati.

I personaggi naturalmente li abbiamo scelti fra quelli dei nostri ebook:

Iolanda è la donna vissuta in epoca medievale di “Sette giri di donna”,  di Concetta D’Orazio;

Martin è lo scrittore protagonista di “Il prossimo best seller: quasi un giallo”, di Antonella Sacco;

Il Professore viene dal saggio sui generis La conferenza mediatica del Professor Leonard Knowall, di Roberto Bonfanti;

Antonio è il personaggio principale del “Papa Nuovo” uno dei racconti contenuti in “Madre Terra”, di Mario Pacchiarotti.

La povera Iolanda è la più confusa, arriva da un’epoca molto lontana, ed è quella che pare avere più problemi di tutti, in senso pratico: oltre a non comprendere bene le espressioni dei suoi compagni, è costretta a sopportare un peso fisico reale: ha le caviglie e i polsi stretti da pesanti catene che, pur permettendole di muoversi, la costringono a compiere passi lenti e faticosi.

Gli altri personaggi notano la diversità e lo stato di prostrazione di questa ragazza. Vorrebbero fare qualcosa per lei. Antonio ha con sé una tronchese e riesce a liberarla da quel gravame. La giovane, tuttavia, si sente ancora oppressa: ha l’anima incatenata. Qualcuno, in un’esistenza precedente, o comunque diversa, l’ha accusata di aver commesso gravi peccati. Iolanda, per quanti sforzi faccia, non riesce a comprendere quali possano essere le colpe di cui si è macchiata.

Martin, che in quanto scrittore dovrebbe e potrebbe essere il più adattabile di tutti perché ricco di fantasia e immaginazione sembra invece essere il più impaziente di tornare alla sua quotidianità. In realtà si capisce che  ha paura, anche se nemmeno lui sa bene di cosa. Del resto quasi sempre il sentimento della paura è legato a ciò che non si conosce, che non si sa. Affrontare un pericolo noto è relativamente semplice, in confronto a fronteggiare qualcosa che non si comprende.

Il professor Leonard Knowall è una sorta di maître à penser, un auto-proclamato guru e scrittore, un po’ narcisista e logorroico, dalla battuta pronta e, forse, quello più consapevole della propria natura di personaggio letterario. Si dimostra sin da subito piuttosto fatalista e non troppo a disagio nella situazione, da vero uomo di mondo quale pensa di essere. Non è uomo d’azione, ma piuttosto propenso a prendere le cose con filosofia.

Antonio è una persona semplice, ma al tempo stesso abituata a trovare sempre una soluzione a qualsiasi problema. Per questo rimane abbastanza silenzioso, rimuginando su quanto gli sta accadendo. Questa volta però è alquanto improbabile che possa trovare il bandolo della matassa. Vedremo come si comporterà quando si renderà conto di non essere in grado, almeno stavolta, di gestire razionalmente il corso degli avvenimenti.

I nostri personaggi, dunque, si ritrovano in una situazione insolita, in un tempo indeterminato, a risolvere strane situazioni. Non possono modificare questa nuova realtà né possono abbandonarla a loro piacimento.

La loro è una costrizione di scena e di trama.

Così ha inizio il nostro esperimento che consiste in una scrittura estemporanea a più mani, o meglio a più tastiere. Come ogni prova che si rispetti, non conosciamo gli esiti cui questo “gioco” porterà né sappiamo a priori come la situazione evolverà.

Ci immedesimiamo ancora una volta nei nostri personaggi per scoprire quali sarebbero le loro reazioni ed azioni su questo inatteso palcoscenico.

Chi è interessato agli sviluppi di questo esperimento letterario ci potrà seguire sui nostri rispettivi diari di facebook, dove pubblicheremo dei capitoli sotto forma di post e commenti, preceduti dal nome del personaggio.

Se i risultati ci piaceranno potremo anche scrivere qualche articolo sui nostri blog. Insomma non potrete fare a meno di rimanere coinvolti in questa assurda ma simpatica idea.

Concetta D’Orazio

Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Pagine Sporche: Impressioni di lettura: “Il prossimo best seller, quasi un giallo” di Antonella Sacco


Come forse avete notato ho deciso di cambiare il titolo di questi articoli sostituendo il termine recensione con quello di “Impressioni di lettura”. 


Questo perché ritengo esprima con maggiore chiarezza quello che sono questi miei brevi articoli che riguardano i libri che man mano mi capita di leggere. Io non sono un critico letterario, non sono neanche un letterato, e neppure uno scrittore, sono piuttosto una persona che ama i libri, leggerli e si diverte a scrivere qualcosa di tanto in tanto. 


Non ho velleità di critico e mi limito a raccontarvi che cosa mi passa per la testa dopo che ho letto un libro, da semplice essere umano.

“Il prossimo best seller, quasi un giallo” è un racconto molto lungo, o un romanzo breve, insomma, sono una sessantina di pagine da leggere, e questo lo dico solo per far capire che è qualcosa che si legge velocemente. Non dirò molto della storia, perché non voglio rovinare a nessuno il gusto di scoprire dove vada a parare; leggetevi la sinossi e avrete un’idea dello spunto da cui parte l’autrice.

Dirò invece che è una lettura divertente, in particolare per chi, come me, abbia mai scritto qualcosa, o conosca anche di striscio il mondo dell’editoria, mondo che Antonella prende (non troppo) velatamente per i fondelli, insieme a una certa tipologia di autori. Se fosse un brano musicare questo racconto sarebbe il K522 di Mozart. Non manca comunque una vena di giallo e di satira politica.

Riassumendo, lettura veloce e divertente, con un pizzico di giallo, un po’ di satira e un finale che è la tipica ciliegina sulla torta.

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