Impressioni di lettura: Scrivere fantascienza di Paul Di Filippo


Sono sempre stato un amante del genere fantascientifico, del fantastico in generale, in tutte le sue declinazioni. Trovo che offra dei gradi di libertà che altri generi non consentono. Penso anche che un’evoluzione necessaria sia il superamento delle definizioni di genere, il crollo dei confini, l’invasione di campo.

Credo che Paul Di Filippo sia un buon esempio di quanto funziona bene l’idea. Così mi è venuto naturale comprarlo, quando sono inciampato in questo libro (sì, lo so, inciampo spesso). Lo sapete, ambisco a scribacchiare qualcosa di decente, prima o poi, e con la mia cinquantina d’anni sulle spalle mi rendo conto che tutto può aiutare.

Questo libro non è certo un manuale di scrittura, tenetene conto se pianificate l’acquisto. Più che altro è un’insieme di considerazioni sulla fantascienza, fatte dall’autore, che portano avanti la sua visione dello scrivere storie di questo tipo, ammesso che si possa circoscrivere il campo.

Personalmente mi ha entusiasmato, perché ha ridato vigore alla mia sete di libertà. Mentre imparavo a camminare ho dovuto usare le scarpe corrette e tenermi sul sentiero battuto. Paul predica una sorta di arricchimento, di esagerazione, di saturazione delle idee. Ci dice in pratica di non fare i taccagni, di non scrivere la solita storiella basata su una singola idea, per quanto originale, ma di lasciare che il testo sia stracolmo di cose.

Ci racconta il suo percorso e le sue idee e lo fa con una lunga chiacchierata amichevole. Facile da leggere, un po’ meno da digerire. Ho letto centinaia, forse qualche migliaio di libri di genere, eppure alla fine di questo libro mi sono ritrovato con la netta sensazione di essere indietro, di avere bisogno di altro. Basta la citazione di un titolo che non ho letto per farmi sentire inadeguato, naturalmente. Ma è chiaro come per Paul la lettura, prima ancora che la scrittura, sia la grande passione della sua vita.

Attraverso la ricostruzione del suo crescere come scrittore, del modo di affrontare i vari nodi, si arriva velocemente alla fine del breve libro. Molto interessante a questo punto leggere l’appendice, in cui ci narra la gestazione e l’evoluzione del suo famoso romanzo Ciphers. Credo che molti scrittori o aspiranti tali si sentiranno molto vicini a Paul nel leggere queste pagine.

Una lettura piuttosto interessante, ma ripeto, non aspettatevi un manuale di scrittura, o trucchi segreti. Certo ci sono spunti di riflessione e idee. Non so quanto possa interessare un lettore che non ami la fantascienza, ma di certo è una buona lettura per chi tenta di scriverla.

Prima di chiudere, vi consiglio la lettura di questa intervista sul blog Nocturnia.

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