Impressioni di lettura: “Io e Kamo” e “L’occhio del lupo” di Daniel Pennac


Quando sento parlare di racconti “per ragazzi” mi viene sempre un prurito al naso. Credo sia una reazione allergica, allergia al luogo comune. Il problema è che questa etichetta, “per ragazzi”, viene interpretata dai più con un fondo di disprezzo. Non è roba buona, è robetta per bimbi, sembrano pensare affibbiando l’etichetta. Come se ciò che viene qualificato come leggibile dai ragazzi, non lo fosse anche dagli adulti.

Va bene, smetto di brontolare e passo ai due libri di oggi. Sono appunto due piccolissimi volumi di Daniel Pennac, entrambi indirizzati al pubblico più giovane, ma vi assicuro godibili anche dai grandi.

In “Io e Kamo” troviamo il rapporto tra i ragazzi e il loro insegnante, burbero e antipatico, capace di costringere i marmocchi a svolgere temi astrusi. Proprio lo svolgimento di uno di questi temi si trasformerà in un’avventura, quasi un incubo, con un finale che farà capire ai nostri eroi quanto sia complicato, a volte, comprendere gli altri, a meno di non mettersi letteralmente nei loro panni.

Racconto scorrevole e divertente, con una morale semplice ed efficace.

Il secondo racconto, “L’occhio del lupo”, ha una struttura narrativa molto particolare, raramente la troverete in altri racconti indirizzati ai ragazzi.
Ritroviamo in fondo alcuni messaggi che avevamo nel primo racconto, la difficoltà di interagire con il diverso, lo sforzo necessario per comprendere il suo punto di vista.

Il lupo e il bambino che si osservano in questo racconto fanno un po’ alla volta il percorso necessario per arrivare alla comprensione dell’altro, e quando questa arriva tutti i pezzi del mosaico, anche i più strani, tornano al loro posto. Ogni comportamento trova una spiegazione.

Pare che Pennac una volta, interrogato su quale fosse il suo racconto che preferiva, abbia indicato proprio “Io e il lupo”. Non so se è davvero il suo racconto più bello, ma certo ha in sé qualcosa di speciale che me lo ha fatto apprezzare in maniera particolare.

Sono due libri che possono essere letti dai genitori ai figli, di cui poi parlare, che probabilmente stimolano domande e interrogativi. Il che, lo dovreste sapere, oltre a essere un bene, è anche la cosa che più apprezzo in un libro.

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