Impressioni di lettura: “Cronache di Mondo9” di Dario Tonani


Fare delle premesse prima di parlare di un libro che ho appena letto sta diventando una specie di tradizione. Come tale, sarei per natura tentato di infrangerla il prima possibile, ma questa non mi sembra l’occasione giusta, quindi ve le sorbite ancora una volta.

Quello che sento il bisogno di dire ora riguarda il mio amore per la fantascienza, il mio disagio per la necessità che molti sentono di inquadrare precisamente la sua definizione, e anche un po’ il terrore come autore di potermi trovare un giorno a difendere la mia posizione, nel momento in cui dovessi dichiarare un mio scritto come appartenente a questo genere. 

Per non annoiarvi oltre ecco la sintesi ultima del mio pensiero: non mi interessa definire con precisione un genere come la fantascienza, non mi appassiono alla discussione sull’appartenenza di Star Wars a questo genere o al fantasy. Ho fatto l’ingenuo errore di definire in passato alcuni miei racconti come fantascienza, non lo ripeterò, dirò che scrivo fiction e questo mi basterà per vivere sereno.

Con questa premessa metto da parte senza ulteriori indugi qualsiasi discussione sul genere di appartenenza dei racconti di Dario Tonani ambientati su Mondo9. La chiamerò fiction, ma tanto non conta niente trovare una definizione. Quello che conta, come sempre, è se leggendoli mi sono divertito o meno, se mi hanno dato da pensare, se mi hanno fatto venire voglia di leggerne ancora.

Alla prima domanda rispondo senza problemi che li ho trovati molto piacevoli da leggere. Mi piace l’idea di base di questo mondo e in tutta sincerità non ho problemi a digerire né l’ambientazione, né la tecnologia, né lo spargimento di sangue e carne. Di fatto quello che percepisco leggendo i vari episodi, quello che apprezzo, sono le diverse vivide descrizioni di umanità. I personaggi, siano uomini, macchine o vie di mezzo, restano umani fino in fondo, densi di sentimenti. E questo mi piace.
Non leggo un messaggio più profondo, ma non vuol dire che se io non lo vedo non ci sia, magari potrebbe dircelo Dario. Ci sono quelli evidenti, che riguardano la vita e la morte, così come le passioni che animano l’umanità e che sempre guidano ogni scelta e azione.

Se devo trovare un difetto, riguarda la struttura. Questa è figlia della genesi di questi racconti, che sono nati in momenti e con scopi diversi da quello di creare un’unica storia. Nonostante lo sforzo di legarli insieme il difetto rimane, anche se l’effetto finale non è sgradevole. Più quindi una specie di piccola antologia che un vero romanzo.

Un effetto collaterale di questo, che potremmo considerare positivo, è che leggendo la raccolta di micro racconti associata (Tutti i mondi di Mondo9) ci si ritrova immersi nella stessa ambientazione con un ritmo e una frammentazione di episodi che non stona affatto con la lettura del libro principale. Di questa ho per ora letto la prima parte, quella dei racconti selezionati, ma sto proseguendo volentieri nella lettura.

Credo che questo sia il mio primo libro di Dario Tonani. Mi è piaciuto e di certo se capiterà l’occasione leggerò altre cose che ha scritto.

Riassumendo le mie impressioni: lettura divertente, consigliata a chi ama la fantascienza “estesa”, non indicato per quelli che sono sensibili ad ambientazioni un po’ splatter.

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