Impressioni di lettura: “L’amore in sospeso” di Flaminia Mancinelli


Alcuni libri sono facili da leggere, scorrono via veloci e la lettura trascina con sé anche gli affanni quotidiani, ci portano in mondi fantastici coinvolgendoci in maniera tanto piena da farci dimenticare tutto il resto.

Altri invece aprono squarci su qualcosa che forse avremmo preferito non vedere. Ci afferrano e senza preavviso ci trascinano nella sofferenza, nel dolore. Quando ci si trova in questi mondi il cammino è di certo meno rilassante, più difficile, eppure non meno utile. A volte solo attraverso la rappresentazione del dolore altrui riusciamo a capire il nostro stesso disagio.

“L’amore in sospeso” è un libro che appartiene a quest’ultimo gruppo. Mi ha sorpreso, perché dopo “Omicidi all’ombra del Vaticano” non mi aspettavo niente del genere. Che contrasto! Una frazione delle pagine di quello, ma che differenza. Questi fogli me li immagino come intrisi di sangue, di lacrime e sì, anche di sudore. Parole che hanno aspettato così a lungo per farsi trovare e ora gridano finalmente libere. Urlano, non sussurrano, urlano anche quello che si vuole vada appena pronunciato, sommessamente. Ma sono urla salutari, è sangue e sudore che bruciano e vivono. Che alla fine trovano una strada per emergere e creare persino una speranza.

Questo libro parla di amore. Anzi, degli amori. 
Quello tra una figlia e una madre, che nonostante tutto, malgrado tutto è pur sempre amore. Sofferto, combattuto, contrastato e in qualche modo sfortunato, ma amore.
Parla dell’amore carnale, quello fatto solo di sesso. Egoista o fin troppo generoso. 
Pur sempre amore.
Parla dell’amore che brucia, che non accetta ragioni, che esige le sue vittime e i suoi riti.
Ed è comunque amore.
Parla infine, con tutto se stesso, dell’atto d’amore che è stato necessario per scriverlo.

Questo è un libro che se potessi tornare indietro leggerei di nuovo, ma che andando avanti mai più leggerò. Un libro che vale la pena di leggere, ma di certo non facile.
Se l’amore vi fa soffrire dovreste leggerlo, se non credete nell’amore, dovreste leggerlo, se non pensate che un indie possa scrivere qualcosa che valga la pena di leggere, dovreste leggerlo. Se vi fa un po’ paura… dovete leggerlo.

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