Pagine Sporche: Sporcare la carta


Non ricordo mai i miei sogni.
Mia moglie dice che la notte, rido. Sarà vero, ma non so dirgli il perché.
Almeno saranno sogni divertenti.

Non ricordo mai i miei sogni.
Però, almeno in parte, li conosco.
Il punto è, che, da quando mi ricordi, ho sempre avuto bisogno di tempo per addormentarmi. Così mi infilo nel letto, assumo la posizione più comoda che mi sia possibile, e comincio a scrivere.

Senza carta e senza penna, costruisco storie. Sono queste, probabilmente, che animano i miei sogni. Quando una storia mi piace particolarmente, vado avanti giorni e giorni, mesi e persino anni, costruendone ogni volta un altro frammento.

Tra poco compio 54 anni. Immaginate quante storie sono passate per la mia testa.
Di quanti sogni sono stato regista.
Storie, costruite, consumate, e poi volate via nella notte e mai più ricordate.

Di alcune percepisco ancora l’alone, come fossero ombre che scompaiono lentamente.

Così, improvvisamente mi è presa la voglia di scriverle, queste storie, di sporcare la carta.
Ho raccolto un po’ di coraggio ed ho iniziato.

Qui, vi racconterò come va: qualcosa in più sulle mie pagine sporche.

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