Quella linea sottile


La notizia è questa: in Francia due lesbiche sono riuscite ad ottenere l’adozione di un bambino.

Si impone un minuto di riflessione.

Non è tanto sulla questione si o no all’adozione gay che mi vorrei dilungare, quanto sull’adozione in se.

Perchè vedete, queste due signore, colte, benestanti, intelligenti e casualmente lesbiche, hanno impostato la loro lotta come una lotta per il “diritto” di adottare.

La loro battaglia, portata anche in Corte Europea, era volta a contrastare una discriminazione che aveva per ben due volte portato al rifiuto dell’adozione.

Qui c’è una linea sottile, invisibile ai più, ma ben evidente a quanti, come me, il percorso dell’adozione lo hanno vissuto consapevolmente fino in fondo.

La lotta delle due donne è giusta, sacrosanta, ma forse il terreno di battaglia non era il più indicato, anche se lo scontro era inevitabile.

Il fatto stesso di aver vissuto la battaglia sul terreno dell’adozione, considerandola come un diritto della coppia, sarebbe di per se un’indicazione sufficiente a rifiutare loro l’adozione stessa. Se vivono l’adozione come un loro DIRITTO, allora non sono idonee, e non per la loro sessualità, ma perchè dimenticano che il vero attore di un’adozione è il bambino.

Hanno forse superato quella linea sottile, come d’altra parte fanno tante coppie, la gran parte, che chiedono di adottare un figlio.

L’adozione non è per la coppia, l’adozione ha al centro il bambino.

Un giudice non sceglie una coppia per i suoi meriti, non è obbligato ad una graduatoria, non è una riffa, non è un diritto, la coppia va scelta in base alle necessità del bambino.

Tra tutte le coppie disponibili va scelta quella “migliore” per il bimbo.

La battaglia era dunque qui, su questo piano: una coppia etero è necessariamente migliore di una coppia gay?

La risposta è facile da trovare, perchè basta guardarsi intorno, senza andare lontano, per trovare tante coppie etero, anche richiedenti adozione, a cui sarebbe un grave delitto affidare un figlio.

Dunque l’eterosessualità da sola non basta per preferire una coppia, così come l’omosessualità da sola non può essere una discriminante assoluta.

D’altra parte, tra una coppia “ideale” etero, ed una coppia “ideale” omo, come quella di cui parliamo, voi, se foste i giudici, quale scegliereste?

Ne possiamo discutere, anche lungamente, ma io su questo non ho dubbi! E voi ?

Ben venga quindi la negazione della discriminazione assoluta, ma senza cadere nell’errore che l’adozione sia un diritto inalienabile, qualcosa che spetta…

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