Leggi fasciste


Nel corso di questo post utilizzerò il termine “fascista” per individuare qualcosa di illiberale, contrario alla democrazia. Se siete della genia che vota a destra potete, per la vostra tranquillità mentale, sostituire il termine con “comunista“, per il vostro modo di pensare probabilmente il discorso filerà liscio lo stesso.

Non so se ve ne ho già parlato, ma io ho una definizione molto precisa per il termine “legge fascista”.

Per me una legge è fascista quando chi la emana non lo fa con l’intento di far rispettare quella legge, quanto con quello di rendere impossibile il suo rispetto.

Per completare esattamente il quadro di una legge fascista è anche importante che la punizione per l’infrazione della stessa sia esageratamente severa.

La norma fascista ideale è quella impossibile da rispettare nella pratica, comunemente ignorata da tutti, con una punizione esageratamente dura per chi la infrange.

Lo scopo di una norma di questo tipo è quello di rendere il maggior numero possibile di persone punibili “a richiesta”.

Spesso gli emanatori di norme fasciste utilizzano tecniche di associazione di normative per ottenere questo scopo, ognuna della quali sembrerebbe innocua, ma che associate insieme formano un quadro normativo fascista.

Un esempio innocuo, ma non troppo, di impianto normatico fascista è il banale divieto di velocità esageratamente basso. Ci sono strade che per chilometri rappresentano sequele di cartelli con limiti di velocità di venti o trenta kilometri orari, assolutamente non rispettati da nessuno. Ci sono anche norme del codice della strada che prevedono punizioni esemplari per chi viaggia a velocità ampiamente superiori ai limiti consentiti, ad esempio il ritiro della patente e multe salatissime.

Ora è ovvio che TUTTI viaggiano su quelle strade, con limite ad esempio 20 chilometri orari, a velocità di molto superiori, ad esempio settanta chilometri orari, oltre 40 km/h in più del limite. Quindi tutti sarebbero soggetti al ritiro della patente, ma altrettanto ovviamente questo non accade.

Se però vi capitasse di essere fermati da una pattuglia in flagrante infrazione, sareste letteralmente nelle mani del buon senso degli agenti.

La presenza di norme fasciste di per se non crea un regime, ma i regimi lavorano parecchio per creare quante più possibili di queste leggi.

E ovviamente anche i governi democratici che hanno una certa nostalgia del regime o comunque sia del controllo ferreo sulla popolazione.

Il ragionamento è semplice, se si riesce a rendere tutti punibili, si riesce facilmente a controllare qualsiasi persona.

Non mi dilungo ulteriormente, penso di aver spiegato il mio pensiero.

Perchè proprio oggi vi faccio questo discorso ?

Perchè sono convinto che le norme del pacchetto sicurezza sono in larga parte riconoscibili come “leggi fasciste”, nel termine appena spiegato.

Rendono illegale e duramente punibile una larga parte di popolazione straniera in italia (si stima 500.000 clandestini che lavorano “regolarmente”) e le famiglie italiane coinvolte con questi stranieri. Ovviamente non assisteremo ad arresti di massa, e quindi eccoci col secondo ingrediente, l’applicazione blanda di una legge severa, che alla bisogna ci si riserva sempre di applicare su casi specifici, quando fa comodo.

Norme fasciste… appunto.

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Francesco
    Lug 07, 2009 @ 09:11:50

    Condivido appieno questa definizione!!!!!!!!
    Come al solito, Mario le tue analisi risultano sempre lucide e nitide!!!!

    Rispondi

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