Povera (Al)Italia


Su Alitalia si sta giocando una partita a scacchi con parecchi attori.

Ci sono i lavoratori, che non sono uniti, poiché i loro destini sono divisi in varie categorie: assistenti di volo, piloti, personale di terra, colletti bianchi…. Ognuna di queste categorie subisce in maniera diversa le varie soluzioni (forse) possibili e di conseguenza si comportano le relative sigle sindacali, un tripudio di rappresentanti con diversi obiettivi, difficili da far convergere.

C’è il partito di Malpensa, mai forte come ora, cui interessa relativamente poco il destino di Alitalia. Un fallimento, disastroso per i lavoratori, per loro non sarebbe un problema, gli slot di Malpensa sarebbero disponibili per un’altra compagnia e l’hub di Milano sarebbe salvo.

C’è il partito di Air France, dove si aggregano per motivi diversi, un po trasversalmente, tutta una serie di fazioni, parte del personale Alitalia, il club Romano (che fino alle elezioni per il sindaco di Roma comprende anche una buona fetta di AN). Il capitolo Air France non è chiuso, se le condizioni richieste si ripropongono (consenso del governo, consenso dei sindacati, condizioni a contorno) Air France sarà pronta a comprare, ma le chance sono scarse, vista la forza del partito di Malpensa, a meno di non cedere su quel fronte.

C’è la comunità europea che osserva la scena pronta a spararci contro non appena lo Stato Italiano dovesse intervenire a metter soldi nel buco nero Alitalia. E non possiamo certo dargli torto.

Non c’è invece la tanto chiacchierata cordata italiana per finanziare l’acquisto di Alitalia da parte di Airone, e non credo ci sarà mai, perché qualsiasi persona dotata di buon senso e di una calcolatrice può capire che la creazione di una nuova azienda con qualche miliardo di euro di debiti non può che finire molto male. Senza contare che si va ad eliminare ogni concorrenza interna su rotte importanti come Milano-Roma.

Potrebbe spuntare qualche altro partner internazionale (Lufthansa, Aeroflot?), ma dubito che potrebbe arrivare con offerte molto diverse da quelle già viste con Air France.

Da persona che in Alitalia da giovane ha lavorato, questa storia mi riempie di tristezza.

Comunque vada, povera (Al)Italia….

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