La frode Société Générale spiegata a mia nonna


Avrete tutti letto o sentito in qualche telegiornale di una enorme truffa di cui è stata vittima una delle più grandi banche d’affari d’Europa: Société Générale.

Non so però quanti di voi abbiano capito cosa sia successo. In realtà neppure io ho le idee chiare, ovvero, le ho chiarissime alla luce di quanto è stato divulgato dalla banca, ma mi mancano un bel po di informazioni, ho una marea di domande nella testa e, soprattutto, non ho la certezza che le notizie diffuse corrispondano a verità e siano complete.

Resta il fatto che l’analisi della notizia da parte dei media è molto superficiale, e spesso manca anche la spiegazione chiara delle poche informazioni che pure abbiamo.

Ecco quindi quello che ho capito io, leggendo le fonti disponibili e soprattutto sulla base del report che la banca stessa ha rilasciato in questi giorni e che è disponibile a tutti sul loro sito web.

Seguirò lo schema della nota poiché anche io ritengo indispensabile per una comprensione dell’accaduto spiegare prima come funzionano alcune delle attività della banca.

La prima cosa da sapere è che il trentenne accusato della frode è un impiegato della Société Générale che lavora in un settore che si occupa di arbitraggi. L’arbitraggio è una tipica attività finanziaria delle banche che, sfruttando meccanismi dei mercati finanziari, ricava soldi senza esporsi a grossi rischi.

In pratica chi fa arbitraggio lavora sempre aprendo due posizioni di diverso segno, per esempio compra un certo titolo da una parte (posizione A) e lo rivende contemporaneamente dall’altra (posizione B), oppure apre posizioni rialziste e ribassiste sui mercati dei future etc etc. Il trucco sta nello sfruttare dei piccolissimi margini di guadagno facendo leva su capitali ingentissimi e mantenendo sempre e comunque due posizioni che si bilanciano e minimizzano i rischi.

Per semplificare faccio un esempio non realistico, ma poco importa ai fini della comprensione del meccanismo. Mettiamo che sul mercato sia possibile in un dato momento comprare una certa azione (in realtà si lavora sempre su future e derivati) a 1 euro, e che possiate venderla a 1,0001 euro.

La differenza è risibile no? Un privato ovviamente non potrebbe fare soldi da una cosa così, ma una banca in grado di lavorare sui derivati mettendo in gioco diciamo un dieci miliardi di valore avrebbe in un attimo un ricavo equivalente ad un decimillesimo di 10 miliardi, cioè un milione di euro.

Il caso come ho detto è fittizio e soprattutto i meccanismi e gli strumenti utilizzati sono più complessi, ma l’importante è capire che quando si fa arbitraggio si lavora sempre aprendo due posizioni, una contraria all’altra, sfruttando le inefficienze del mercato e rischiando di fatto pochissimo.

Cosa è successo in SG? Il nostro trader scatenato, tale Jerome Kerviel, a quanto pare ha ritenuto poco soddisfacente il margine di guadagno possibile utilizzando correttamente gli strumenti di arbitraggio ed ha pensato: perché aprire due posizioni? Meglio scommettere su un certo trend ed avere ricavi infinitamente più alti. Vero, peccato che non si chiami più arbitraggio e soprattutto che il rischio sia infinitamente maggiore.

Secondo la nota di SG questo trader ha quindi omesso in tutto o in parte di aprire le posizioni che controbilanciavano certi investimenti, passando quindi da una procedura di arbitraggio a qualcosa che somiglia molto di più ad una enorme scommessa sui mercati.

Per capirci se nella procedura di arbitraggio lui avrebbe dovuto aprire per esempio una posizione che scommetteva sul rialzo del mercato e contemporaneamente una che scommetteva sul suo ribasso, nella realtà pare che questo trader abbia omesso di aprire questa seconda parte della transazione esponendosi completamente al rischio. Con i soldi della banca ovviamente.

In realtà si parla di frode, ma il nostro trader non stava “rubando” soldi, stava semplicemente infrangendo le regole che la banca aveva fissato per la sua attività, stravolgendola completamente, trasformandola da un’attività di arbitraggio a basso rischio ad una di investimento ad altissimo rischio. Il suo obiettivo era realizzare ingenti guadagni (per la banca) e quindi risultare vincente come trader e probabilmente ricavare premi e bonus per la sua attività. Insomma, agli impiegati si chiede sempre iniziativa e flessibilità, lui ha esagerato in entrambe….

È come se vostra nonna vi affidasse dei soldi da investire in BOT e voi invece ve ne andreste a comprare dei derivati sulle azioni Brasiliane. Andategli poi a dire che invece di diventare ricca ha perso tutto.

Come questo sia stato possibile è un mistero. Il report di SG cerca di giustificare il fatto adducendo una serie di azioni fatte dal trader che hanno impedito i normali controlli messi in atto nei processi aziendali, ma è evidente a tutti che questi non sono stati sufficienti ad impedire, per un lunghissimo periodo di tempo, che il trader agisse al di fuori di ogni policy aziendale.

Secondo la banca il trader incriminato ha falsificato lettere da altre banche che attestavano l’apertura delle posizioni di copertura (le famose posizioni B del report), ha utilizzato codici di altri operatori per crearsi coperture e cancellare le tracce di alcune sue operazioni, ha sfruttato debolezze dei meccanismi di controllo (da lui ben conosciuti) per evitare che le sue azioni non ortodosse fossero segnalate.

Ci vorrà del tempo per saperne di più, ma di certo le responsabilità di questo casino non possono essere gettate tutte sull’idiozia di questo trader, ci sono enormi pecche da parte di tutte le strutture aziendali che dovevano controllare questo tipo di attività.

Un’altra nota interessante viene dalla parte del report che spiega la sequenza di avvenimenti che hanno portato alla scoperta del problema ed alla sua gestione.

Qualche giorno prima del 18 gennaio era stata segnalata una posizione di rischio rilevante (al di fuori del normale) su una banca controparte. Il 18 una prima indagine aveva rintracciato una mail della banca controparte che però risultava “sospetta” (era stata evidentemente creata dal trader stesso come pezza d’appoggio), e quindi si era creato un gruppo di indagine.

Il 19 vengono chieste dai capi spiegazioni al trader, che però cerca ancora di nascondere quanto sta accadendo e non fornisce spiegazioni esaustive. Nel frattempo la banca controparte smentisce la email e nega che l’operazione di copertura sia mai esistita, niente posizione B quindi. A questo punto il trader confessa e il team di indagine comincia a raccogliere dati per identificare con certezza l’entità del problema.

Durante la mattina del 20 tutte le posizioni “sbilanciate” aperte dal trader sono identificate. Sono tutte posizioni senza copertura, quindi non arbitraggi ma puri investimenti. A questo punto diventa chiara per il management della banca l’entità dell’esposizione. Si tratta come abbiamo poi saputo di alcune decine di miliardi di euro.

Il problema è così rilevante che viene avvisato il governatore della banca di Francia. Nel pomeriggio del 20 durante il meeting del consiglio di amministrazione il Chairman (l’amministratore delegato) della banca, Daniel Bouton, informa il consiglio della situazione e della sua intenzione di chiudere immediatamente tutte le posizioni di esposizione della banca.

Dal 21 al 23 SG scarica le sue posizioni, nel report si dichiara che i volumi sono stati mantenuti tali da non superare il 10% del volume totale dei mercati. Sembra poco ma è una cosa enorme, sono convinto che tutti gli operatori del mercato si sono resi conto che SG stava scaricando enormi posizioni e si saranno tutti chiesti perché. Non è escluso che il panico di quei giorni sia stato alimentato da questa stessa operazione.

Rispetto al report ci si chiede anche se davvero questa sia la cronologia delle cose, o se piuttosto, la cosa fosse nota da più tempo e si sia tenuto tutto nascosto fino al consiglio di amministrazione, momento in cui sarebbe diventato impossibile non esporre il problema.

Come sapete SG ha perso vari miliardi di Euro in questa faccenda, sono le perdite realizzate nel momento della chiusura delle posizioni aperte illecitamente dal trader. Le cose sarebbero potute andare anche peggio, e non sono pochi quelli che dubitano sui numeri e si attendono la comunicazione di altri ammanchi nel breve termine.

Ma di fatto SG deve affrontare una perdita ben più grande, che è quella relativa all’immagine ed alla credibilità. La sua capacità di gestire i soldi degli altri è in dubbio e sarà molto faticoso dimostrare al mercato che ci si può fidare ancora di SG.

Un’ultima riflessione, i costi della sicurezza sono considerati sempre come un capitolo di spesa più o meno inutile, ma situazioni come questa dimostrano che ci sono dei livelli minimi che devono essere assolutamente garantiti, sia sul fronte informatico, sia su quello dei processi, poiché in certe situazioni le perdite possono rappresentare una fetta significativa dei beni di un’azienda, fino a metterne a rischio l’esistenza stessa.

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3 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Alex2000
    Gen 31, 2008 @ 22:38:17

    Finalmente inizio a capirci qualche cosa.
    Grazie, non essendo del settore stavo cercando di interpretare fantasiosamente le notizie dei media.

    Rispondi

  2. Paolo
    Feb 06, 2008 @ 12:21:49

    Grazie: anche a me serviva un’infarinatura generale. Chiaro, semplice, esaustivo. Bookmark certamente!!!

    Rispondi

  3. Me
    Feb 08, 2008 @ 11:59:01

    Grazie mille, molto chiaro ed esaustivo.

    Rispondi

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