Zopa: prestiti senza banche, prova su strada


Di Zopa forse avrete sentito parlare in qualche telegiornale, oppure avrete letto un articolo sul web, in qualche blog o sui portali principali.

Il meccanismo è semplice ed al tempo stesso rivoluzionario. In genere noi depositiamo i nostri soldi in una banca, ricavandone magri interessi, e questa banca poi li reinveste, spesso semplicemente prestandoli ad altre persone, ad interessi assai più elevati.

Perché allora non bypassare la banca e prestare direttamente ai privati?

La risposta è semplice, non lo facciamo perché sarebbe molto complicato e sicuramente rischioso.

Ecco allora la proposta di Zopa: utilizzare una piattaforma comune ed i loro servizi per minimizzare i rischi e limitare al minimo, in maniera trasparente, le commissioni dell’intermediario.

Se la cosa funziona bene si possono avere vantaggi sia per i “prestatori” che per i “richiedenti”. I primi infatti dovrebbero riuscire a ricavare un tasso di interesse superiore a quello che gli erogherebbe la banca, i secondi al contrario riusciranno a pagare molto meno.

La cosa che mi ha attirato di Zopa non è tanto la possibilità, da verificare sul campo, di ottenere interessi più elevati di quelli del conto monetario, quanto l’idea di eliminare un esoso intermediario, e soprattutto la potenzialità dell’idea nel miglioramento del sistema finanziario, specie per le categorie di persone che normalmente hanno difficoltà ad ottenere un prestito dalle banche e finiscono per rivolgersi agli strozzini.

Insomma, forse è un’illusione, ma potrebbe esserci molto di buono in un’iniziativa di questo tipo.

Così ho deciso di fare un piccolo, ma neanche troppo piccolo, investimento e verificare sul campo come funziona la cosa.

Dopo l’iscrizione, le verifiche amministrative e burocratiche del caso, tutte fatte in maniera snella e veloce, si passa a depositare sul conto Zopa una cifra a piacere (anche poche decine di euro se volete).

Una volta alimentato il conto Zopa si iniziano a costruire le offerte. Praticamente decidete in maniera molto flessibile che tipo di prestiti erogare, per quanto tempo, a che tasso, con una definizione precisa delle varie categorie di affidabilità del debitore.

Da notare che al fine di minimizzare i rischi si può decidere di limitare a piacere la quantità di denaro da prestare ad ogni singolo richiedente, in modo da evitare grossi impatti in caso di insolvenza.

Le offerte, una volta create da voi, vanno “sul mercato” e vengono accoppiate dal sistema a chi richiede un prestito, rispettando i vincoli da voi imposti sulla durata del prestito e sui tassi applicati.

Nel mio caso l’offerta di 1000 euro da me creata ha per ora 20 euro prestati e 230 in via di approvazione.

Ovviamente si possono cambiare i tassi e gli altri parametri sulla durata e la classe di rischio per i soldi non ancora assegnati. Potete decidere di non prestare a certe classi oppure di utilizzare solo alcune durate, alzare ed abbassare i tassi come desiderate. Chiaramente le vostre decisioni influiranno sulla possibilità che l’offerta si trasformi in prestito effettivo.

La piattaforma è ancora un pochino grezza, ma funzionante, il servizio è appena nato, ma promette bene. Simpatica la possibilità di visualizzare alcuni dati delle persone cui avete prestato soldi, immagino che chi li riceve possa fare lo stesso con i prestatori.

Come dicevo la cosa mi piace più per la valenza sociale, innovativa e l’impatto che potrebbe avere un suo sviluppo sul mercato finanziario, specialmente sul micro credito, che per la valenza economica, anche se c’è da dire che alla fine i prestatori potrebbero davvero ricevere dei vantaggi anche monetari dall’utilizzo di questo sistema.

Vi terrò aggiornati tra qualche tempo con gli sviluppi…

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Gio
    Gen 04, 2008 @ 15:03:12

    e non è l’unico servizio di Social Lending presente in Italia!

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