Galeotto fu l’Euribor…


E’ possibile che molte persone contraendo un mutuo a tasso variabile non si siano rese conto esattamente di cosa diavolo sia l’Euribor, quel parametrello che variando il suo valore può determinare gioie e dolori dei contraenti.

Quasi sempre infatti il tasso di un mutuo è legato a questo parametro + un certo “spread”, una differenza. Ad esempio un mutuo può essere concesso al tasso Euribor+0.80%, 80 centesimi percentuali in più dell’Euribor.

E’ ovvio quindi che le variazioni dell’Euribor determinano la vostra rata di mutuo in maniera diretta.

Ma quanti sanno come funziona l’Euribor? Chi lo determina? Con che regole?

A prima vista uno potrebbe pensare (e le banche non vi aiuterebbero ad avere un’opinione diversa) che l’Euribor sia a sua volta una funzione del tasso di sconto determinato dalla banca centrale europea, secondo qualche astrusa regola.

In realtà non è così. Anche se l’Euribor segue (anzi spesso anticipa) le tendenze del tasso di sconto, il meccanismo che determina il suo valore non è affatto automatico. A decidere quanto vale il tasso Euribor sono le banche, in totale autonomia, legate solo da un codice di condottache a mio avviso lascia loro comunque le mani piuttosto libere.

Il concetto di base è che l’Euribor rappresenti il costo del denaro che le banche si prestano vicendevolmente. E’ interessante notare che a seguito delle numerose fusioni ed acquisizioni degli ultimi anni il numero di banche che partecipano alla formazione del valore Euribor si è notevolmente ridotto. In Italia ad esempio sono solo tre: Unicredit, Intesa, MPS.

Questo spiega perché, in un sol giorno, questo tasso sia potuto salire di 64 punti base (dal 4,169% al 4,809%),  più di mezzo punto percentuale. Non sono spiccioli, perché come ho spiegato tempo fa  variazioni di piccole percentuali su mutui a lunga durata negli anni iniziali di pagamento comportano grandi effetti sull’importo degli interessi da pagare e quindi delle rate in scadenza.

Ma perchè questa manovra delle banche? Il motivo è molto semplice, a causa della crisi creditizia innescata dalla situazione dei mutui subprime, il mercato interbancario ha reagito aumentando di fatto i tassi con cui le banche si concedono vicendevolmente prestiti. In pratica il comportamento delle banche è stato concausa forte nella crisi dei mutui, creando una stretta creditizia, un rialzo dei tassi interbancari che viene scaricato anche sui clienti attraverso l’Euribor.

Anche se può apparire coerente e logico che le banche ci facciano pagare gli interessi in funzione del tasso praticato tra le banche stesse, c’è da ricordare che in realtà una grande fonte di denaro per le banche è rappresentata dai depositi, che seguono invece molto più da vicino, e sempre a vantaggio delle banche, il tasso di sconto. Non è dunque così immediato che il parametro unico su cui basare il tasso dei mutui sia l’Euribor, ma certo questo può essere particolarmente conveniente per le banche.

Un aspetto interessante della questione riguarda il legame tra tasso Euribor e tasso di sconto. Come ho detto prima questo legame in realtà non è diretto, non esiste, perché i due tassi potrebbero teoricamente muoversi in maniera indipendente. Di fatto però l’Euribor tende ad anticipare i movimenti del tasso di sconto.

Se consideriamo questo fatto e lo associamo al forte aumento dell’inflazione europea (arrivata al 3%) c’è da pensare ad un imminente ritocco AL RIALZO dei tassi di sconto europei. La cosa sembra improbabile vista la forte contrarietà di alcuni governi europei, la forza dell’euro sul dollaro e il rifiuto della Cina di ritoccare i tassi. D’altra parte il rischio inflazione può essere considerato più pericoloso di qualche mese fa.

Cosa farà allora la BCE? E soprattutto cosa accadrà ai mutui con un eventuale rialzo del tasso di sconto? L’Euribor rimarrà fermo o le banche ne approfitteranno per un ulteriore rialzo?

Staremo a vedere.

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