Caro amico ti scrivo


Grande idea quella di Veltroni, la discesa di Veronica in politica può rappresentare la vera novità per le prossime elezioni….

dissolvenza, tre anni dopo…

Repubblica 3 ottobre 2010

Riceviamo e pubblichiamo:

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei mesi trascorsi accanto ad un uomo pubblico, sindaco prima e presidente del consiglio poi, qual è Walterone. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nel consiglio dei ministri. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto politico comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte dal presidente del consiglio nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei premi per la festa del cinema di Roma, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non avessi già la Lario la farei ministro subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. Al mio leader ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con leader del mio partito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto politico, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata al progetto del Partito Democratico, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri istituzionali che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica del sindaco di Roma, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione nel Partito Democratico avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di deputato che deve costituire anche un esempio per i propri cittadini, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con i deputati uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di deputato donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

Veronica Lario
Ministro per le pari opportunità

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