Linux in tasca: Sabayon Linux


La distribuzione Sabayon mi interessava per due motivi distinti.

Il primo abbastanza ovvio: si tratta di una distribuzione dal cuore italiano, un cuore che batte a Riva del Garda (ma non solo). Non è sicuramente l’unico caso, ma al momento è sicuramente la distro di origine italiana più diffusa nel mondo.

Il secondo motivo riguarda le sue dimensioni. Sabayon infatti viene normalmente distribuita su DVD, anzi in versione LiveDVD con possibilità di intallazione su HD direttamente dal DVD live.

Avendo ricevuto in regalo una chiavetta da 4GB non particolarmente performante, ma pur sempre funzionante, mi sembrava l’occasione perfetta per provare a trasferire la LiveDVD sulla pennetta e trasformarla in liveUSB.

Un primo tentativo fatto senza fare particolari ricerche su internet, ma semplicemente ricalcando le procedure seguite per tante altre live distro non aveva avuto successo. Dopo una veloce ricerca sono quindi approdato su questo thread del forum Sabayon dove viene spiegato come fare. La differenza sostanziale tra i sistemi già sperimentati in altri casi e quello necessario per Sabayon è la creazione di una seconda partizione di tipo ext3 dove copiare i file livecd e livecd.squashfs.

Riassumendo la procedura in poche righe (nel mio caso ho utilizzato il DVD di Sabayon 3.26, ma dovrebbe funzionare per qualsiasi versione della distro):

  • Partizionate la USB (4GB) creando una prima partizione FAT di un centinaio di MB (ne basterebbero anche 15 in realtà), una seconda partizione ext3 di almeno 3.2-3.3GB, ed opzionalmente se volete usare la persistenza (ma io non ho provato per ora), una terza partizione ext3 con il resto dello spazio. Le partizioni vanno poi formattate, la prima FAT o FAT32 e le altre due EXT3
  • Copiate i file contenuti nelle directories /boot e /isolinux del DVD nella root della partizione FAT della chiavetta, tranne il file isolinux.bin (non so perchè questo file non va copiato, ma ho seguito le istruzioni del post sul forum Sabayon)
  • Copiate i file livecd e livecd.squashfs dalla root del DVD alla root della partizione ext3 della chiavetta
  • Rinominate il file presente nella root della partizione fat della chiavetta da isolinux.cfg in syslinux.cfg
  • Entrate in edit del file syslinux.cfg nella root della partizione fat della chiavetta e cambiate tutti i riferimenti a “/boot/sabayon” in “sabayon”, quelli a “/boot/sabayon.igz” in “sabayon.igz” e quelli a “/isolinux/memtest86” in “memtest86” (ovviamente non ci sono virgolette nel file)
  • Eseguite syslinux sulla partizione fat della chiavetta per renderla bootabile. Ad esempio se la chiavetta è il device /dev/sdc allora dovrete dare il comando: syslinux /dev/sdc1 (la fat è la prima partizione)

Fatto tutto questo siete pronti per il boot, che avviene tranquillamente (c’è un momento di panico quando gli script cercano di accedere ripetutamente il cd alla ricerca del file livecd.squashfs, ma dopo una dozzina di tentativi passa ad esaminare le altre partizioni e lo trova sulla seconda partizione della chiavetta).

Fa un certo effetto lavorare con questa distro, specialmente dalla pennina. E’ davvero clamorosa la quantità di programmi utility e driver che contiene (ma ahimè non c’è il driver della mia ethernet ehehe). Ad esempio Beryl funziona subito e senza tante storie con la mia scheda ATI X1950Pro, in genere un po ostica da dominare con Linux.

Questa distro la trovo interessante, praticamente ha l’approccio antitetico a Ubuntu. Quest’ultima infatti cerca di limitarsi ad installare driver e programmi opensource e lascia fuori per default i “restricted”; utilizza l’interfaccia minimalista Gnome e fa della pulizia estetica e sostanziale, quasi anonima, il suo cavallo di battaglia.

Sabayon invece è satura di cose, ricca da ogni punto di vista, appariscente, se vogliamo forse anche esagerata. Penso che mi ci vorrà qualche giorno solo per capire quanta roba sono riusciti a ficcarci dentro 🙂

Nei prossimi giorni se avrò tempo proverò a scaricare ed installare una delle prerelease della nuova Sabayon 3.4 che si presenta ricca di novità e con alcune funzionalità proprio volte a dominare in qualche modo la quantità. Si dovrebbe trattare quindi di una release dove Sabayon oltre a garantire il solito pacchettone di feature (quantità) farà un passo in avanti anche sulla qualità dell’installazione. Per esempio è prevista al momento la rimozione di oltre 140 packageche duplicavano qualche funzionalità, con un focus sui migliori per ogni tipologia.

Ricordo comunque che per chi non ha la forza o la pazienza di scaricare la ISO del DVD esiste pur sempre una versione mini di Sabayon molto interessante.

Concludo dicendo che sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla distro, anche considerando la sua relativa giovinezza ed il fanno, non trascurabile, che dietro a Sabayon non ci sono, come in altri casi, fonti di finanziamento o gruppi molto vasti di supporto.
Immagini
Contenuto del DVD:

sabayon2.png

Contenuto della partizione ext3 sulla USB:

sabayon3.png

Contenuto della partizione FAT su USB:

sabayon4.png


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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. phoenix
    Lug 01, 2007 @ 19:33:37

    Sabayon è italiana? caspita, non lo sapevo…
    non l’ho provata, però sembra accattivante e poi si basa su gentoo se non sbaglio.

    Rispondi

  2. Mario
    Lug 02, 2007 @ 10:35:29

    Nell’immagine del contenuto della USB c’è un errore, lo screen è preso prima di rinominare isolinux.cfg in syslinux.cfg e di cancellare isolinux.bin (non so se questa cancellazione sia davvero necessaria però).
    @phoenix
    Si sabayon è basata su gentoo, sono italianissimi, di Riva del Garda se non sbaglio 🙂

    Rispondi

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