Claretta


Leggendo questo articolo su Macchianera mi è tornato alla mente un ricordo giovanile.

Ero un ragazzino, facevo le medie.

Nel mio quartiere, un zona popolare di Roma, viveva un travestito, si chiamava Claretta.

Claretta era un signore alto e magro, vestiva e si truccava come una donna, ma ovviamente con i mezzi del tempo dal suo aspetto era chiaro che si trattava di un uomo.


Tutti conoscevano Claretta nel quartiere. Lui faceva la vita ed era uno dei pochi omosessuali ad ostentare il suo stato. Ma non doveva essere facile.

I ragazzini più rustici del quartiere per esempio lo prendevano in giro, lo inseguivano, lo tormentavano.  Uno in particolare ce l’aveva a morte con lui e non perdeva occasione per deriderlo, tirargli sassi, aizzare la piccola banda di seguaci contro di lui.

Lo chiameremo Giulio.

Claretta cercava di far finta di niente, oppure alla peggio scappava, in bilico sulle scarpe coi tacchi…. Ma un giorno no. Un giorno in cui forse era più nervoso, o forse solo stanco, in cui Giulio era particolarmente esaltato, un giorno Claretta smise di scappare si girò e affrontò Giulio.

Smettila, o parlo con tuo padre!

Figuriamoci. Giulio scoppio a ridere: “Mio padre i froci li prende a calci in culo..

Claretta si avvicinò a Giulio e piano, ma non troppo piano da non permettere di sentirlo anche al capannello di passanti che si era formato nel frattempo, disse:

Glielo dico stasera, dopo cena…. quando viene da me

Si girò e se ne andò lasciando Giulio senza parole.

Forse è nata quel giorno in me l’idea, poi cresciuta e rafforzata da altre esperienze di vita, che chi ce l’ha tanto con gli omosessuali probabilmente ha soltanto paura. L’aggressività nasce sempre dalla paura. Paura di essere come loro, paura di poterlo diventare, paura di essere scoperti, paura di essere corrotti, paura di dover dividere con loro le nostre risorse…

Paura.

Anche ora non vedo altra spiegazione razionale a questa incredibile ostilità verso chi in fondo non ci sta chiedendo nulla, se non il diritto di volersi bene, di vedere riconosciuti piccoli diritti che sono patrimonio di tutti, ma non per loro.

Soltanto la paura giustifica questo odio.

Non parlo dei politici, per loro ci sono senz’altro altre motivazioni possibili, il loro mestiere è percepire, rappresentare e sfruttare i sentimenti della gente. Ma nella gente comune questi sentimenti di ostilità verso i gay nascono certamente dalla paura, magari inconscia ed irrazionale, ma pur sempre presente.

Man mano che gli omosessuali si espongono sempre più, il loro numero sembra aumentare con progressione geometrica (ma in realtà sono sempre stati li, nascosti).

Questo fa aumentare la paura, così come fanno paura le loro richieste, seppur ragionevoli.

Ci vorrà tempo, un’altra categoria bistrattata, le donne, ha dovuto aspettare centinaia di anni per passare dalla caccia alle streghe alla situazione di oggi (e c’è ancora tanta tanta strada da fare, la paura c’è ancora).

Il cammino non sarà breve, ma è inevitabile, inarrestabile, nonostante tutte le nostre paure.

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2 commenti (+aggiungi il tuo?)

  1. Fulvia
    Set 11, 2007 @ 20:06:24

    Ciao! SOno arrivata nel tuo blog cercando in rete notizie di Claretta, il transessuale del quartiere Cecafumo o Quadraro, dove sono nata anch’io (abitavo nel “grattacieli” dell’Ina Casa). Ricordo benissimo Claretta e proprio un paio di giorni fa ne parlavo alle mie figlie. Vorrei scrivere un post sul quartiere, naturalmente includendovi CLaretta. Tu hai qualche ricordo in più?

    Rispondi

  2. Mario
    Set 12, 2007 @ 11:29:41

    Ho tanti ricordi del quartiere ovviamente, ci sono cresciuto e mi ci sono anche sposato….
    Ti mando una mail.

    Rispondi

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