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Impressioni di lettura: Con l’ultimo respiro di Lorenzo Sartori


Se vi piacciono i meccanismi ben oliati, che funzionano alla perfezione, allora questa storia non potrà dispiacervi.


Una trama tutto sommato semplice che, senza cercare iperboli o forzature eccessive, ci fa vivere una bella favola a lieto fine, secondo una consolidata tradizione. 
Il racconto si legge tutto di un fiato, sia per le dimensioni ragionevoli (meno di settanta pagine), sia per la capacità di coinvolgere.

Pulito lo stile, qualche volta attraversato da una vena ironica, specialmente nella parte finale, che non mi è affatto dispiaciuta. Belli i personaggi e le relazioni tra di loro. Come dicevo, il lettore più esperto difficilmente sarà sorpreso dall’evolversi della storia, ma questo non ne rende meno godibile la lettura.

Se dovessi cercare di descrivere in breve la sensazione che mi ha dato il racconto potrei dire che mi ha ricordato la tipica trama di un film Disney e a pensarci bene sarebbe proprio perfetto per essere trasformato in un bel cartone.

Decisamente un buon libro e un autore che si spera produca presto qualcosa di più ampio respiro. 

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Impressioni di viaggio – Spagna 2015 – Pianificazione


Non so che tipo di viaggiatori siete voi, io sono del tipo che pianifica, ma non troppo.
Mi piace decidere a tavolino dove voglio andare, quali sono le attrazioni principali che mi interessa visitare, anche per evitare di non riuscire a farlo, ma odio i piani troppo dettagliati. Per capirci, se nel piano ci sono troppi orari, non è roba che fa per me.

Detto questo, un viaggio di due settimane richiede comunque una certa preparazione. La prima cosa necessaria è decidere dove si vuole andare. Le possibilità erano varie e alcune cose sono risultate subito chiare. Volevamo vedere l’Andalusia e alcune città in particolare; volevamo dare un’occhiata al mare e possibilmente visitare anche Valencia.

Da quanto detto sopra potrete forse intuire che non amiamo le visite troppo veloci. Magari è possibile in un giorno visitare Cordoba e in due Granada, ma non siamo i tipi giusti per un approccio di questo tipo. Ci piace avere tempo. Ci piace fermarci tra la gente, fare la spesa, avere tempo libero e decidere sul momento cosa vedere al di là dei punti fissati e stabiliti in anticipo, irrinunciabili, come per capirci l’Alhambra.

Insomma, per farla breve, prova e riprova a pianificare, ho finito per escludere Malaga, Marbella e Cadice che inizialmente avrei voluto vedere. Con il senno di poi, dovendo ricominciare tutto da capo, rinuncerei a Valencia e mi limiterei a un bel giro nella sola Andalusia, dedicando un giorno in più a Cordoba e visitando anche Malaga, come minimo.

Invece il percorso che abbiamo stabilito è stato questo:

  • Primo giorno: arrivo in volo a Valencia, ritiro della macchina e trasferimento ad Alicante.
  • Secondo giorno: partenza da Alicante per la vicina Elx, per una visita al suo famoso palmeto (patrimonio dell’umanità). Proseguimento fino a La Manga per “ammirare” un buon esempio di come non si dovrebbe costruire sul mare, pranzo in loco, ripartenza verso Granada.
  • Terzo e quarto giorno: Granada, visita all’Alhambra compresa.
  • Quinto giorno: partenza da Granada, tappa a Ronda (ne è valsa la pena) e pranzo in loco, proseguimento per Sevilla.
  • Sesto, settimo e ottavo giorno: Sevilla. Per i nostri ritmi tre giorni non sono stati troppi ed è la città che abbiamo amato forse di più in tutto il viaggio;
  • Nono giorno: trasferimento mattutino veloce verso Cordoba, pomeriggio e serata per la visita.
  • Decimo giorno: dedicato al festival dei patios e alla visita del resto della città. Probabilmente avrebbe avuto senso rimanere un giorno in più. Cordoba è deliziosa.
  • Undicesimo giorno: giornata dedicata al lungo trasferimento verso Valencia. Viaggio interessante nella Mancia con tappa a San Clemente per il pranzo. Consegna della macchina in aeroporto e trasferimento in città.
  • Dodicesimo, tredicesimo e quattordicesimo giorno: Valencia in lungo e in largo. Le cose da vedere sono tante e tre giorni sono giusti se non si vuole correre troppo.
  • Quindicesimo giorno: rientro a casa in aereo.

Una volta fissato l’itinerario c’era la necessità di:
  • Comprare il volo aereo;
  • Prenotare la macchina a nolo;
  • Prenotare gli alloggi in ognuna delle tappe;
  • Prenotare alcune attrazioni, come l’Alhambra, per le quali è consigliabile anticipare il più possibile l’acquisto del biglietto;
Come potete immaginare il volo è stata la cosa meno complicata. Era disponibile una buona offerta Alitalia e allo stesso prezzo di una low cost sono partito con la compagnia che ha ereditato il nome della vecchia e amata compagnia di bandiera.

La macchina è stata una scelta più laboriosa. Ci sono molte possibilità, compresa quella di utilizzare un broker per abbattere i costi. Dopo aver lungamente pensato e valutato ho deciso di prenotare con Centauro, una compagnia di nolo spagnola con ottimi feedback cliente e prezzi competitivi. Ho rinunciato al broker preferendo la prenotazione diretta e ho scelto l’assicurazione completa. Per undici giorni di nolo, assicurazione smart compresa e guidatore aggiuntivo coperto, prendendo una Citroen C4 Picasso ho speso intorno ai 450 euro. Nessuna sorpresa alla riconsegna. Direi che posso considerarmi soddisfatto.

Per l’alloggio avevamo problemi particolari, Loredana ha delle forti intolleranze ai componenti chimici (coloranti, aromi) e questo ci rende complicato mangiare fuori. Così abbiamo deciso di sperimentare una modalità diversa dall’albergo, affittando delle case da privati tramite AirBNB. Questo circuito ci ha permesso di selezionare in ogni città una casa privata tutta per noi (con l’esclusione di Alicante dove per una sola notte abbiamo deciso di soggiornare in albergo). Entrerò poi nei dettagli quando racconterò le singole tappe, ma vi anticipo che l’esperienza è stata molto positiva sia dal punto di vista economico che della qualità e la ripeteremo di certo anche in futuro.

Per il resto si è trattato di analizzare tappa per tappa quali fossero le attrazioni da visitare e decidere se valesse la pena prenotare anticipatamente. Vedrete poi che in molti casi lo abbiamo fatto, quasi sempre con soddisfazione.

Direi che questo chiude il capitolo “Pianificazione”. 
Se avete domande sarò felice di rispondere.

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Impressioni di lettura: Odio la magia di Guido De Palma


Nel leggere e recensire questo racconto bisogna fare lo sforzo di ricordare che si tratta di un prequel.
Quella di scrivere brevi racconti introduttivi a un romanzo o meglio ancora a una serie di libri è uno degli strumenti di marketing più utilizzati di recente.

In questo caso il risultato non è male, ma si notano alcuni difetti dovuti secondo me proprio all’esigenza di fare di questa storia un prequel. Questo incide per esempio nella lunghezza del testo che forse costringe l’autore all’interno di confini troppo limitati, tanto che nella seconda parte del racconto sembra quasi voglia tagliare corto, forse proprio per questo motivo.

Anche i personaggi a mio avviso soffrono un po’ delle stesse limitazioni e non riescono ad esprimere tutto il potenziale che si coglie inizialmente. Infine ci sono alcune cose nel corso della trama che lasciano un po’ perplessi, in particolari nell’evolversi dei rapporti tra i due protagonisti.

Alla fine la lettura è comunque piacevole e lascia nel lettore quella voglia di saperne di più che in fondo è il vero scopo di un prequel. Se posso dare un consiglio a Guido, allungherei il racconto quel tanto che basta per far respirare meglio alcuni personaggi e togliere l’impressione di chiusura un po’ frettolosa che si coglie verso la fine. Questo permetterebbe anche, credo, di arricchire e aggiungere maggiore credibilità al rapporto che si crea tra i personaggi principali. E naturalmente andrei avanti a scrivere il resto.

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Impressioni di viaggio – Spagna 2015 – Introduzione


Questo è l’articolo introduttivo di una serie che scriverò sul viaggio in Spagna da cui sono appena tornato. Una vacanza durata due settimane alla quale darò la colpa per i miei ritardi nella scrittura. Ma anche una buona occasione di arricchimento, riflessione, ispirazione. Ogni viaggio in qualche modo ci cambia e spesso neanche ce ne rendiamo conto.


L’occasione, o se vogliamo la scusa, è stata quella del nostro trentennale di matrimonio. Il target del viaggio l’Andalusia, con una puntata a Valencia.

L’itinerario, di cui parlerò meglio nel prossimo post sulla preparazione del viaggio, partiva da Roma Fiumicino, atterraggio a Valencia e subito via con una macchina a nolo, direzione Alicante, per una notte di riposo. Giornata di viaggio lungo la costa e poi verso l’interno, arrivando a Granada dove abbiamo dormito tre notti. Altra giornata di viaggio, con lunga tappa nella suggestiva città di Ronda, per raggiungere Sevilla. Qui passiamo quattro notti per poi spostarci per altre tre notti a Cordoba. Infine ultimo lungo trasferimento in macchina attraversando la Mancia per tornare a Valencia dove concludiamo il viaggio dopo tre notti. Volo per Roma e rientro a casa.

Come potete vedere dalla foto, non ce l’ho fatta e mi sono comprato un libro su una bancarella anche lì. Harry Potter in spagnolo, voi avreste resistito?

Ai prossimi articoli descrizioni più accurate, esperienze sulla preparazione del viaggio e altro. Per ora vi dico solo che tutto è andato a meraviglia, ci siamo molto divertiti, abbiamo visto cose meravigliose e affascinanti, interagito con bella gente (in particolare sono innamorato degli andalusi). Seguitemi nei prossimi giorni, non ve ne pentirete.

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Cosa bolle in pentola (Aprile 2015)


Sono in ritardo! E sono stato silenzioso a lungo, ma sono giustificato. Questo tempo, le ultime due settimane per essere precisi, l’ho passato in viaggio. Di questo vi racconterò nei prossimi giorni. Per ora un velocissimo report sulle attività di Aprile.


Siamo la goccia (titolo provvisorio)

Il lavoro sul romanzo va avanti anche se non procede come vorrei. Non si tratta solo del poco tempo che posso dedicare alla scrittura, è anche il fatto che andando avanti a lavorare mi viene voglia di cambiare altro e altro. Prima o poi finirò. Giuro.


Racconti Rifiutati (anche no)

Ho scritto altri due racconti e li ho inviati a dei concorsi, per ora non vi dico quali, spiegherò forse più avanti il perché. 
Nel frattempo un mio racconto “Occhio per occhio” (o Dente per dente se all’editore piace più questo titolo) si è piazzato secondo al 35° Premio Writers Magazine e dovrebbe essere quindi pubblicato su uno dei prossimi numeri, forse già nel prossimo. Mi è abbastanza difficile spiegare quanto sono contento per questa cosa, ho qui accanto a me una copia di un vecchio Robot ripescata in libreria. Purtroppo all’epoca per questioni di pecunia i libri li compravo in gran parte usati e una volta letti li scambiavo per prenderne altri, quindi me ne sono rimasti pochi. Robot era una delle poche cose che compravo spesso a prezzo pieno. Quando la Delos ha “resuscitato” questo mio vecchio amore si è guadagnata il mio affetto ed è davvero grande poter anche di striscio entrare tra le pagine pubblicate da questo editore. Non appena saprò qualcosa di più sulla pubblicazione ve lo farò sapere.


Letture

Ecco le letture di Aprile:

Cosa rimane di noi – Manuel Sgarella (mi ha colpito molto, consigliato)
Il bacio della bielorussa – Antonio Pagliaro (ancora sul filone thriller poliziesco)
Odio la magia – Guido De Palma (fantasy, rosa, avventura)

Molto belli i primi due, entrambi da consigliare. Gratuito e molto breve, forse troppo, il terzo, un fantasy gradevole ma che avrebbe meritato un respiro maggiore, magari l’autore potrebbe in futuro espanderlo un pochino anche se va considerato che si tratta di un prequel e quindi che rimanga la voglia di leggere altro “ci sta”.

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Impressioni di lettura: Il bacio della bielorussa di Antonio Pagliaro


Questo è un periodo in cui mi capita spesso di leggere libri di azione, gialli, thriller e neri. Forse è un caso e forse no, comunque il genere mi diverte, ma ormai dovreste aver imparato che riesco a digerire bene quasi tutto, con la parziale eccezione del rosa e dei suoi mix, dove riesco ad apprezzare solo poche cose ben selezionate.


Alcune cose curiose sul libro:


la storia inizia in Olanda, ma finisce altrove;
i personaggi, in un certo senso, fanno una staffetta;
si va di male in peggio, ma questo non è strano;
potrebbe secondo me diventare un buon film;
il personaggio migliore, secondo me, è uno dei peggiori.


Non ci avete capito niente? Ottimo, sono qui per raccontarvi la mia lettura e magari invogliarvi, mica per svelare tutto.


Ci ho messo un po’ a leggerlo ma solo perché era un periodo impegnativo e non era nemmeno l’unica lettura che portavo avanti. In realtà, come capita spesso con i gialli, non viene davvero voglia di smettere di leggere una volta che si inizia. Anzi, man mano che si va avanti l’effetto si potenzia. 


Mi sono piaciuti molto alcuni personaggi. Mi è piaciuta la storia. Ho sofferto un po’ per il finale, anzi più che altro per la fine del finale. Ma non posso dirvi perché. 


Mi sono chiesto spesso durante la lettura quanto di vero ci fosse in certe cose. Non tanto nella trama, che ovviamente è opera della fantasia dell’autore, quanto nei luoghi, nei comportamenti. È così che sono i mafiosi? Certo è una domanda stupida, un libro è un libro, non deve per forza aderire alla realtà, ma il fatto che me lo sia chiesto fa capire quanto realistico appaia il racconto.


Se lo leggerete, e se amate il genere ve lo consiglio, capirete cosa intendo. E capirete anche perché mi senta un po’ triste alla fine della lettura. Perché certe cose sarebbe molto meglio se leggendole non si riuscisse a immaginarle vere. E invece…


Detto questo non immaginatevi una lettura noiosa o triste. Mi sono fatto più di qualche risata e di certo non mi sono annoiato.


Dal mio punto di vista particolare di chi oltre a leggere tenta anche di scrivere ho apprezzato i cambi di POV (point of view), molto efficaci; lo stile pulito e senza eccessivi fronzoli, che nel giallo secondo me è un pregio; il passaggio del testimone da un personaggio all’altro.


Concludendo un buon libro, con una tecnica narrativa non priva di qualche spunto originale (cosa rara), personaggi interessanti, buono stile narrativo. Una bella trama che si sviluppa nel corso del romanzo donandoci qualche sorpresa. 



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