Impressioni di lettura: Cosa rimane di noi di Manuel Sgarella


Inizio ringraziando Manuel che mi ha consentito di leggere il libro in anteprima, è stato un piacere che spero di poter ripetere in futuro.

Alcuni libri sono meno facili da leggere di altri. Affrontare il dolore non è attività banale né per chi legge, né per chi scrive. Questa è una storia dove molti dolori si intrecciano, eppure non è una storia di disperazione, credo invece sia una storia di speranza.

Per Manuel è anche il primo romanzo thriller, un giallo con qualche sfumatura nera. Un esperimento ben riuscito, che sicuramente merita di non rimanere unico.

Ho amato particolarmente il protagonista, ex poliziotto del tutto smarrito dopo la scomparsa della figlia. Fantastico anche il suo “socio” improbabile, insieme formano una coppia perfetta per il genere.
Ben descritto e molto reale il rapporto con la moglie. Non conosco abbastanza bene Manuel, ma mi viene pensato che una descrizione così perfetta, così naturale, di un processo complesso come la distruzione e ricostruzione di un rapporto d’amore messo alla prova da una perdita pesante come quella di una figlia, la possa fare solo chi qualche perdita l’ha subita di persona, o l’ha vissuta da vicino. Mi auguro che così non sia, ma rimango affascinato dalla realtà che è riuscito a trasmettere.

Anche i sentimenti del poliziotto che indaga sulla pedofilia sono resi perfettamente. Bella insomma sia la trama, sia la resa dei personaggi. Non banale il finale, triste e insieme giusto, che porge omaggio alla speranza e all’amore. Un libro che si legge con piacere, che fa riflettere. Una mia personale considerazione, al di là della storia: certe ferite lasciano il segno, la cicatrice, ma continuare a vivere è la cosa giusta da fare, anche per chi non c’è più, serbandolo nel cuore.

Disponibile sempre a prezzo irrisorio su Amazon, ma oggi 23 aprile, giornata del libro, costa meno di un euro.


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Impressioni di lettura: Armi, acciaio e malattie di Jared Diamond


Questo è un libro che volevo leggere da molto tempo e finalmente a marzo sono riuscito a riservarmi il tempo per farlo. Come avrete immaginato non si tratta di narrativa, ma di un saggio divulgativo, di certo alla portata di tutti.

L’autore prende spunto da una domanda (“perché gli europei hanno conquistato il mondo e non viceversa“) e cerca di portare avanti un’operazione che vuole far perdere credibilità alla risposta razziale (“ci sono riusciti perché sono migliori“), imponendo invece l’alternativa ambientale (“ci sono riusciti per i fattori ambientali di cui hanno goduto“).

Come sempre quando parliamo di scienze non esatte, non abbiamo una dimostrazione matematica della tesi, ma si procede attraverso analisi successive.
Non provo neanche a riassumervi il libro, è abbastanza lungo e articolato. Dico solo che sono rimasto colpito dalla tesi e alla fine ritengo che l’autore abbia buone possibilità di avere ragione, quanto meno sulla linea generale, anche se magari non tutte le idee intermedie o le prove/ragioni portate a favore saranno per forza vere. Di fatto in questo tipo di ricerca c’è sempre un alto margine di errore, in special modo quando si tratta di interpretare i fatti e trasformarli in ipotesi di cause e ragioni. In generale comunque, lo ripeto, la tesi generale del libro è molto convincente e si sposa bene con i fatti storici di cui siamo a conoscenza.

Al di là della tesi, che può convincervi o meno, la lettura rimane comunque estremamente interessante. Ho imparato molte cose di cui non ero a conoscenza e si tratta quindi di una lettura che in linea di principio arricchisce la proprio cultura.

Libro consigliato, tenendo conto del genere, a chi non si accontenta di leggere solo narrativa.

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Cosa bolle in pentola (Marzo 2015)


Marzo non ha portato novità visibili, tuttavia il lavoro va avanti in maniera continua e questo è un elemento molto positivo. Credo infatti che, come in molte altre attività, anche nello scrivere sia importante rimanere sul pezzo e riuscire a dedicare tempo ogni giorno, magari anche poco, ma sempre.


Siamo la goccia (titolo provvisorio)

Baby Boomers cambia nome, il nuovo titolo dovrebbe essere “Siamo la goccia”. Vi piace? 
Marzo è stato un buon mese, ho lavorato parecchio sul libro, anche se con i limiti imposti dal mio scarso tempo libero. C’è ancora molto da lavorare, ma comincio a vedere la fine del tunnel. Scrivener si è rivelato molto adatto al mio modo di organizzare le cose, e anche se è tutt’altro che perfetto penso proprio rimarrà il mio strumento di lavoro principale per un po’ di tempo. Di questo prima o poi troverò il tempo di parlare diffusamente.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da dichiarare.


Racconti Rifiutati (anche no)

Al momento ho quattro racconti iscritti a vari concorsi, uno selezionato in attesa di pubblicazione, uno inviato in visione. Continuo a divertirmi molto nella stesura di racconti brevi, ma non penso di avere ancora materiale a sufficienza per una raccolta degna di essere pubblicata autonomamente. Inoltre sono per lo più scollegati tra loro e non so quanto siano adatti quindi a creare un insieme. Sto cominciando a pensare di iniziare un progetto più organico, preparato a tavolino, per poi scrivere i racconti con già in testa l’obiettivo comune che li unisce. Si vedrà, le idee devono maturare da sole in un angolo del mio cervellino, quando sono pronte vengono fuori da sole.


Letture

Veniamo alle letture di Marzo:

L’ultimo eroe – Diego Tonini (impressioni di lettura)
Scrivere Narrativa 1 – Show, don’t tell – Marco Massai (impressioni di lettura)
Armi acciaio e malattie – Jared Diamond (impressioni di lettura in arrivo)

Anche questo mese si ripete l’effetto del mio passare più tempo a scrivere: un calo delle letture. Ma c’è poco da fare. L’importante è non smettere del tutto, leggere è essenziale anche per scrivere. Bellissimo il libro di Jared Diamond, ho imparato molte cose nuove e mi è tornata forte la voglia di leggere anche saggi oltre che narrativa. Inoltre mi era utile per Abel Legacy (anche se non ci sto lavorando non vuol dire che non sia nei miei pensieri).
Leggerò saggistica più spesso, magari proprio partendo con altri libri di Jared. Interessante anche il primo volume del manuale sulla scrittura di Marco Massai e molto divertente il racconto di Diego Tonini.

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Impressioni di lettura: Scrivere Narrativa 1 – Show, don’t tell di Marco P. Massai


Prima o poi mi doveva capitare di recensire anche un libro sulla scrittura. Questo non è certo il primo che ho letto, ma fino a poco tempo fa non avevo più sentito il bisogno di tornare sul genere. I manuali di scrittura si somigliano tutti, e dopo averne letti tre o quattro, per quanto uno sia di cervice dura, alla fine si capiscono quelle due o tre cose fondamentali, la più importante delle quali è che non esiste un manuale che ti insegni a scrivere. Tocca farlo e rifarlo e rifarlo e sperare che si riesca ad arrivare a un risultato decente. 

Insomma la teoria è utile, forse indispensabile, ma la pratica, be’ la pratica è l’unica cosa che conta.

Detto questo era ormai qualche settimana che avevo ricominciato a lavorare su Baby Boomers ed mi trovavo preso in quella fase dove si riscrivono del tutto certe parti che nella prima stesura erano state buttate giù alla svelta senza troppa cura nel coinvolgere il lettore. Mi è capitato sotto gli occhi questo primo volume che parla proprio della tecnica che mi interessava e quindi l’ho comprato e letto velocemente.

Una breve guida, non troppo lunga da risultare noiosa, non troppo breve da omettere i principi fondamentali, abbastanza precisa da fare qualche esempio concreto. L’ho preso come fosse un richiamo per un vaccino, quello che mi dovrebbe impedire di diventare noioso ;-) Non so se l’effetto sarà raggiunto, i concetti contenuti nel libro li conoscevo già, ma di certo mi ha fatto bene rinfrescarli ed essere più consapevole di quello che stavo facendo e del perché lo facevo.

Ho preso anche il secondo volume della serie, già arrivata se non erro al numero dieci. Non è male, penso che chi decide di scrivere, per hobby, passione o mestiere, possa spendere qualche euro e qualche ora per confrontarsi con un altro autore e vedere se ha qualche cosa di buono da dire.

In questo caso quindi libro consigliato essenzialmente a chi scrive, ma divertente da leggere secondo me anche a chi ama leggere, per capire meglio come viene costruito quello che sta leggendo.

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Impressioni di lettura: L’ultimo eroe di Diego Tonini


Durante il BUK di Modena ho incontrato una parte degli autori che hanno pubblicato con la Gainsworth Publishing e ne ho anche approfittato per comprare un paio di bei volumi cartacei (al momento nelle mani di mia figlia) e parecchi e alcuni e-book.
Il racconto di Diego Tonini, L’ultimo Eroe, è uno di questi.
Si tratta di un racconto breve, meno di trenta pagine, talmente gradevole che alla fine rimane la voglia di leggere ancora qualcosa su questo buffo nano cornuto. (Mi raccomando non fategli sapere che l’ho appellato con l’aggettivo buffo).

Visto che oggi va di moda il doppio genere mi viene da dire che in questo caso siamo di fronte a un fantasy umoristico. La storia e lo stile infatti divertono e mi viene facile raccomandare a tutti la sua lettura, in particolare se vi piace il fantasy, ancora di più se vi piacciono i racconti del compianto Pratchett o simili.

Non mi resta su questa lettura che raccomandare a Diego, anche qui sul blog, di sbrigarsi a finire quel che lui sa :-)

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Libri che vendono, anche no (Marzo 2015)


Credo che questa potrebbe diventare una rubrica periodica, nel senso che quando ne avrò voglia farò un articolo, e se dovessero diventare più di due tre la considereremo tradizione.

L’idea è prendere la classifica Amazon e fare qualche commento. Per cambiare rispetto al solito parto da quella dei libri cartacei, che mi piaccia o no al momento rappresentano come volumi di vendita la fetta maggiore e quindi è anche più rappresentativa dei gusti di chi compra.

La prima cosa che mi ha colpito nel guardare l’elenco di libri che oggi sono al top delle vendite su Amazon è trovare ben tre libri legati all’alimentazione, due dei quali legati alla dieta Mozzi:

Chi mi conosce sa come la penso su queste cose e dunque trovo sconsolante che si vendano come il pane :-(

Rilevante la presenza di un libro appena uscito e destinato naturalmente ad essere un bestseller:

Certi titoli in effetti capita di comprarli anche prima che escano, grazie alla possibilità di prenotazione che Amazon offre.

Mi ha fatto piacere poi trovare il libro di Zerocalcare, vende bene e questo dimostra come anche in Italia si possano fare certe cose:

Incredibile la performance di questo libro, presente nella top 100 italiana di Amazon da quasi 1500 giorni:
Non avendolo letto non sono in grado di capire se vale davvero così tanto, certo è che si parla di un tema, quello legato alla nascita di un bambino, dove è facile attirare l’interesse. Non amo molto i “metodi” in generale, ma comunque dalle recensioni vedo che molti ci si sono trovati bene.

C’è anche un libro divulgativo:
L’approccio è davvero minimalista, ma utile se si parte da zero o quasi e si vuole cominciare ad approcciare la fisica. Di certo male non fa e magari può venire poi la voglia di abbordare qualche divulgativo più “pesante”.

Infine cito un libro che non vorrei citare, un libro pericolosissimo che non dovrete mai far arrivare nelle mani di vostra/o moglie/marito. Guai a fornire la base intellettuale per un’indiscriminata azione di “butta-butta”, specialmente se, come me, siete persone che si affezionano a tutto, anche alle ciabatte usate!
Il magico potere del riordino. Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita

Per oggi la mia incursione sulla classifica di vendita si conclude, magari se ne ho voglia ci torno il prossimo mese, vedremo.

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Impressioni di lettura: Occhi di drago di AA.VV.


Ecco, questa è una cosa che non pensavo di fare, ma come al solito non avevo tenuto conto di tutte le possibilità.
Di che parlo? Semplice, ero convinto che non avrei mai fatto la recensione a un libro di cui fossi io stesso autore. Non avevo pensato però alle antologie, le raccolte di racconti. Ecco quindi il caso: una raccolta di racconti di cui io sono solo uno degli autori, e che quindi mi vede coinvolto nel duplice ruolo di lettore e scrittore.
Non vi parlerò quindi di Occhi di Drago (mio racconto), ma di Occhi di Drago raccolta. E farò una mini recensione per ogni racconto ivi contenuto, tranne il mio.
Saranno brevi come coltellate, ma spero meno dolorose.
I mostri giunti dal cielo di Stefano Cariddi
Se avrete l’occasione di incontrare Stefano potrete sicuramente associare alla sua persona una serie di aggettivi. Dovendone scegliere uno rimango indeciso tra vulcanico ed entusiasta. Poiché qui faccio quello che mi pare ve li ho detti entrambi. Il racconto utilizza un meccanismo vecchio come la scrittura in maniera magistrale. A voi decidere poi con chi provare empatia. Genere, direi fantascienza.
Le rovine di Federica Soprani
Per Federica invece voglio riservare gli aggettivi elegante e interessante. Probabilmente è la scrittrice con più esperienza del gruppo e direi che si percepisce anche leggendo. Già in questo secondo racconto della raccolta si nota un filo rosso che lega tutto: l’empatia. Fantasy in questo caso, mi viene da dire, ma non ha alcuna importanza, questo racconto potrebbe essere collocato ovunque e funzionerebbe alla perfezione.
Drago da taschino di Ilaria Pasqua
Il racconto di Ilaria è commovente. Giuro che non saprei definirlo diversamente. Parla di un drago, sembra, in maniera certo un po’ particolare. Ma io non vedo un drago, vedo tante cose, tante persone, tante situazioni, e non posso che sentirmi toccato nel profondo. Leggetelo e ditemi se non capita anche a voi.
La sognatrice di Lorenzo Franchi
Quando penso all’amore, a tutte le forme d’amore, mi rendo conto che tutte hanno pari dignità, eppure una di queste forme è in grado di dimostrare con chiarezza, nelle maniere più eclatanti, la sua potenza. È l’amore di una madre per i propri figli. Molto bello vedere che sia stato un uomo a scrivere un racconto che porge omaggio a questa potenza.
Il giudizio di Cinzia Ferrara
Confesso che letta l’ultima parola di questo racconto ho pensato: “Magari fosse così facile”. C’è ottimismo e speranza in questo racconto, c’è un sogno, il sogno di noi tutti, che si avvera. Credo che sia giusto così, che sia giusto sognare e sperare, e magari lavorare concretamente per fare sì che certi sogni si avverino.
Occhi di drago di Mario Pacchiarotti
Questo racconto ve lo dovrete recensire da soli :-)
Il colore della guerra di Ester Trasforini
Ester è una bella ragazzona alta e simpatica. L’ho incontrata al BUK e mi ha fatto il solito effetto che mi fanno sempre le brave ragazze di quell’età: mi scaldano il cuore. Il suo aggettivo credo sia passione. Ne ha tanta e spero davvero che gliene possa venire del bene. L’empatia scorre forte anche nel suo racconto. Anche qui un tema visto molte volte ma ben sfruttato. Anche qui la speranza viene coltivata e il finale per quanto aperto è fortemente positivo.
La domanda di Frey di Martina Scagnolari
Questo è forse il racconto più cupo del gruppo, quello che mette un po’ più alla prova il lettore. Ci verrà posta una domanda, quale sia non importa, quello che conta è la classe di domande cui appartiene, una classe ben nutrita e sempre attuale, una di quelle domande che non hanno una risposta giusta e una sbagliata. Quelle domande a cui dare una risposta è sempre un peso. Sono le domande più importanti e forse è per questo che di questo tipo la vita ce ne procura tante.
Concludendo, un libro di un centinaio di pagine scarse, otto racconti diversi ma legati dall’empatia, dal senso del diverso, dal mostro che tale non è mai del tutto. Sono stati una lettura interessante e sono fiero di farne parte. Disponibile solo in e-book, in tutti i formati nello shop della Gainsworth Publishing.

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