BUK di Modena 2015 – il giorno dopo


Partecipare a questo evento per me non è stato proprio semplice ma devo dire tirando le somme di questa esperienza che ne è davvero valsa la pena.

Conoscere Ernesto e Valentina Santini è stato un piacere. Ho detto, durante la presentazione di “Occhi di Drago”, che  ho percepito passione e amore nel loro modo di fare gli editori, ho percepito una grande cura per quello che fanno, e lo confermo in forma scritta ora. Sono davvero felice di averli incontrati di persona e spero di poterlo fare più volte in futuro. A loro rinnovo a distanza l’abbraccio che ieri ci siamo dati dal vivo.

Altrettanto piacere, direi anche gioia, mi ha dato incontrare e interagire con gli altri autori. Ognuno diverso eppure tutti speciali. Dall’entusiasmo di Stefano alla delicatezza quasi incredula di Ester, tutti quanti mi hanno colpito. L’emozione di Elena che ci raccontava il suo libro, la gentilezza e il fascino di Federica, mi avete dato la sensazione che tutto sommato ci sia ancora speranza per chi ama raccontare e leggere storie.

Anche girare tra gli stand e scambiare qualche chiacchiera con altri editori e molti autori mi ha divertito e rinfrancato.

L’unico rimpianto non essere riuscito a fare un giro per la città di cui ho intravisto solo pochi scorci. È forse un po’ destino che sia così, già un’altra volta ho visitato Modena in passato e praticamente l’evento che mi aveva portato lì ha fatto sì che non vedessi molto. Vorrà dire che dovrò tornarci apposta per una visita da turista, senza altri impegni.

Ecco, tutti qui, volevo tenere traccia in questo mio piccolo blog, quasi un diario, di queste emozioni e sensazioni.

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Prossime uscite: libri in arrivo Febbraio 2015


Alcuni libri in uscita nella seconda metà di febbraio:


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Di questi è già disponibile il digitale ma verrà reso disponibile anche il cartaceo:

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Impressioni di lettura: La grande menzogna di Antonella Sacco


Quando un’amica pubblica un nuovo lavoro è inevitabile leggerlo, e grazie al cielo nella maggior parte dei casi è anche molto piacevole farlo.

Questo è uno di quei casi in cui ho provato davvero gusto nella lettura. Già la copertina ci introduce bene al racconto, un bel nero compatto che fa da sfondo e questa maschera che non si capisce bene chi sia. Colore che si addice alla narrazione. Potrei dire che è un giallo, visto che il morto (o morti) è presente. Sarebbe forse limitativo. Anche il mistero dell’identità della maschera riflette bene il mistero che attraverserà tutta la storia. Mistero che non solo riguarda il caso di cui si tratta, ma più in generale richiama una delle domande essenziali della nostra vita.

Come già mi era capitato con un altro libro di Antonella anche in questo caso si parla di scrittura. Stavolta però non c’è uno scrittore al centro della vicenda, ce ne sono almeno due. O tre. Forse. E c’è una bella rappresentanza del mondo che gira intorno alla scrittura, con tutti i suoi meccanismi perversi che si delineano.

Un racconto particolarmente interessante quindi per chi scrive, ma anche per chi si limita a leggere e godersi le storie che altri hanno voluto mettere nero su bianco.
Devo dire che me lo sono letto con gusto crescente man mano che andavo avanti, preso quasi nello stesso vortice che avvince il lettore raccontato. Buffo davvero descrivere se stessi leggere la storia di uno che legge la storia di uno che scrive la storia di uno che scrive. O qualcosa del genere. No, tranquilli, non c’è confusione, è tutto lineare e perfetto, la storia fila via liscia come l’olio trascinandovi con lei fino al suo epilogo.

Quale sia dovrete naturalmente scoprirlo da soli, il libro come sempre disponibile in e-book ha un costo irrisorio e vale la pena assaporarlo al posto di un caffè, o se siete ricchi, insieme. Ancora a chiedermi il finale? Inevitabile direi, e anche giusto. 

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BUK Modena 2015


Sabato 21 febbraio e domenica 22 si svolge a Modena il BUK – Festival della piccola e media editoria.

Tra le tante presentazioni di nuovi libri che si svolgeranno durante la manifestazione vi sarà anche quella dell’antologia “Occhi di Drago” contenente otto racconti di autori vari, uno dei quali scritto da me. Sarò presente il sabato pomeriggio e la domenica mattina, o nei pressi dello stand della Gainsworth Publishing (stand 13 sala 1) o in giro a curiosare per la fiera. Di sicuro sarò alla presentazione dell’e-book, il sabato alle 18.30 (Sala Tignous). Sarà possibile comprare l’e-book dell’antologia allo stand, grazie alla potenza delle nuove tecnologie (ma non so bene come lo hanno implementato e sono curioso di vedere).

Se siete di Modena o nella zona o vi capita di passare veniteci a trovare, sarà un piacere.

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Impressioni di lettura: Kitchen di Banana Yoshimoto


Quest’anno ho deciso di alternare letture indie che ritengo interessanti con libri più “classici”, quelli che leggono tutti insomma. Un po’ lo faccio per non crearmi troppi vincoli e quindi ampliare la scelta fuori dal mondo indie, un po’ perché ci sono molti testi di sicuro interesse che non ho ancora avuto modo di leggere o che magari mi viene voglia di rileggere dopo tanti anni dalla prima volta.

Eccomi dunque a parlarvi di Banana Yoshimoto. La prima cosa da dire è una confessione: questo è il primo libro che prendo in mano di questa autrice, a dimostrazione del fatto che si può anche leggere moltissimo e tuttavia avere ancora mondi infiniti da scoprire.

Delicato. È il primo aggettivo che mi viene alla mente dovendo descrivere sia la storia che lo stile della scrittrice. Attenzione però, delicato, non debole. C’è l’elaborazione del lutto, anzi dei lutti. Tanto forti da cancellare persino la sessualità dei personaggi, o almeno abbastanza da tenerla in secondo piano, completamente sullo sfondo. In maniera secondo me molto intelligente dopo Kitchen nel volume viene inserito un racconto molto breve e intenso che tratta di fatto dello stesso tema. Se possibile questo mi ha colpito in maniera anche maggiore.

La seconda parola che mi viene alla mente invece è: incanto. Un ragazzo che gira con la gonna, un padre che diventa madre, una ragazza che sembra spersa nella nebbia e non sa più uscirne, fantasmi che tornano a consolare. Alla fine se ne esce, lentamente, con prudenza, fino a poter tornare a pensare alla vita. 

Sono molto contento di aver letto questo libro e ne leggerò di certo altri di Banana Yoshimoto. Questo modo di raccontare mi appartiene e vederlo utilizzato da qualcun altro mi incoraggia a togliermi un po’ della paura che mi prende quando mi trovo a scrivere abbandonando la realtà e raccontando l’incanto.

Una bella sorpresa, una lettura di certo raccomandabile.

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Cosa bolle in pentola (Gennaio 2015)


Inizio ringraziando la mia amica Elisa, raffigurata qui accanto in una bella foto. Non appena l’ho vista ho pensato che una ragazza che legge un libro è davvero bella da vedere, e ancora di più da frequentare. C’è qualcosa di intimo e familiare nella lettura, ma c’è anche passione e questa foto rende bene l’idea. Grazie Elisa per avermi consentito di utilizzare la tua immagine qui, un bacio e un abbraccio.

Procediamo quindi con il solito elenco delle attività dell’ultimo mese. Avrete notato che ho deciso di cambiare la nomenclatura, da adesso in poi il mese citato nel titolo sarà quello appena trascorso. In questo caso quindi, Gennaio.

Baby Boomers (titolo da rivedere)

Se ne sta lì buono buono ad aspettare che io riprenda a lavorarci. Forse Febbraio sarà il mese giusto per rimetterci mano.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Procede la preparazione del plot, lentamente.

Racconti Rifiutati (anche no)

Come temevo i racconti che ho prodotto nell’ultimo anno non hanno caratteristiche comuni e quindi è impossibile caratterizzare la raccolta con un genere o un tema. Devo ancora decidere se me ne frego e pubblico lo stesso, oppure se scegliere un tema o un genere che già accomuna almeno qualcuno dei racconti e aggiungere altro materiale da scrivere nei prossimi mesi.

In pratica un mese estremamente pigro con davvero poco lavoro fatto nel campo della scrittura. Siamo al blocco? Non direi, in realtà continuo a macinare mezze storie, idee, paragrafi e capitoli sulle cose già iniziate. Mi manca un po’ la voglia di finalizzare qualcosa. Forse è semplicemente il bisogno di finire Baby Boomers (o come deciderò di chiamarlo) prima di affrontare davvero un’altra storia. Vedremo nelle prossime settimane e mesi cosa succederà.

Intanto c’è da dire che al BUK di Modena sarà presente la Gainsworth Publishing che il 21 febbraio presenterà tra le altre cose anche l’antologia “Occhi di drago” nella quale sarà presente un mio racconto dallo stesso titolo.

Letture

Veniamo alle letture di Gennaio:

La fragranza dell’assenza – Concetta D’Orazio (impressioni di lettura)
Anno XIII – Uriel Fanelli (impressioni di lettura)
SteamLily – Michael Tangherlini (impressioni di lettura)
Le apparenze manipolate – Dominique Valton (impressioni di lettura)

Un po’ sotto la media per raggiungere il mio target di letture annue, ma c’è da considerare che posso recuperare terreno durante le ferie :-)

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Impressioni di lettura: Le apparenze manipolate di Dominique Valton


Mi piacciono molte cose in questo libro. La prima è il suo non appartenere a un genere preciso. Mi fa simpatia perché neanche io quando scrivo riesco a stare sempre in un genere. Potrei dire che è un thriller, o un giallo, o un noir, ma poi dico chissenefrega, appartiene di certo al genere “libri belli“.

L’altra cosa che mi piace è che è breve, eppure per leggerlo ho impiegato più tempo di tanti libri più lunghi. E questo nel mio caso è un bene, qualche volta. Perché se è vero che quando un libro mi piace lo leggo di un fiato, il più rapidamente possibile, è altrettanto vero che quando un libro mi piace ma al tempo stesso ha spessore, ha elementi da digerire, mi colpisce, la lettura si fa lenta, o meglio, si infarcisce di pause in cui riflettere e ragionare.

E così è stato per questa storia. Tante cose su cui ragionare, tanti pensieri da fare, tante riflessioni, tanti paralleli con le mie esperienze dirette e indirette. Si può anche leggere di un fiato, ma poi tocca rileggerlo, almeno un’altra volta, se basta. Anche leggendolo lentamente come ho fatto, mi viene già voglia di riprenderlo in mano e fare un secondo giro.

Mi piace anche come finisce, ma per evitare spoiler non vi dirò altro. Anche qui, molte tristi considerazioni seguono il momento in cui chiudi il libro ormai finito.

Insomma ve lo consiglio caldamente e spero davvero che Dominique abbia nel cassetto altre cose da farci leggere, o almeno stia pensando di scriverne ancora. Chiudo ringraziando la mia amica Flaminia che me lo ha fatto scoprire e a cui auguro ogni bene.

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