Codice da Vinci


Codice da Vinci

Su Amazon, per un periodo sicuramente limitato, il Codice da Vinci in formato Kindle è gratis, approfittatene.

Amazon Kindle – Segnalazione libri gratuiti 2


Fino al 29 gennaio 2012 il primo libro della serie sul famosissimo commissario Maigret in offerta a zero euro, i successivi scontati a 1,99

Pietr il Lettone: Le inchieste di Maigret

Megaupload


Non so se il proprietario di Megaupload si sia impicciato con qualche altra attività illegale, ma per quanto riguarda il sequestro di Megaupload le cose non sono molto chiare.

In particolare se la motivazione fosse quella relativa alla presenza di contenuti coperti da copyright sui server di MU, ci sarebbero seri motivi di preoccupazione. Sarebbe infatti passata la tesi per cui i gestori dei servizi online sono responsabili del contenuto che veicolano.

Tesi che ritroviamo in molti tentativi di “domare” la rete da parte dei nostri cari amici delle major.

Ora, come tutti i miei amici sanno, io sono un fervente combattente contro la pirateria, poiché ritengo che sia la maniera più sbagliata di reagire ai prezzi spesso esagerati imposti dalle major. Sono altresì contrario al DRM, che a mio parere aiuta solo i pirati e rende la vita difficile a chi compra legalmente.

Prendersela però con i siti come Megaupload è profondamente errato. Se proprio vogliamo perseguire qualcuno, che si vadano a prendere di mira quelli che i contenuti se li scambiano (ma anche qui ci sarebbero parecchi discorsi da fare).

Per me il modo migliore di affrontare questo tema è questo:

  • da parte dei clienti, non copiare e non comprare, se i prezzi sono eccessivi. La mancanza di acquisti, unita alla mancanza di distribuzione del contenuto in copia, è peggiore per le major della sola mancanza di acquisto.
  • da parte delle major, abbassare i prezzi, fino al punto in cui l’acquisto diventi spontaneo ed immediato quasi come lo sarebbe scaricare il brano o il film in maniera gratuita. Non è un’utopia, abbiamo già visto per molti casi come la cosa funzioni benissimo, non riesco a capire come mai non arrivino alla fine di questo cammino e resistano sulle loro stupide posizioni anche ora che è chiarissimo come si potrebbero fare moltissimi soldi.

Dunque, fatte salve altre motivazioni per il sequestro e l’arresto, se si tratta solo di un problema di contenuti protetti sul circuito MU, direi che sarebbe il caso di esprimere fortemente il nostro dissenso. Può darsi invece che ci sia altro sotto, lo vedremo nell’evolversi dell’indagine.

Amazon Kindle 4 – Segnalazione titoli gratuiti


Piccola premessa, ho comprato un fantastico Kindle 4 no-touch, e ne sono super entusiasta. Vi dovrete quindi sorbire un po di segnalazioni.

La prima oggi, ci sono due libri a zero euro, penso temporaneamente, coglieteli al volo, eccovi i link:

Eragon di Christopher Paolini
Il rumore del Natale di Andrea Vitali

 

Buona lettura :-)

Proposal to reduce G+ noise


I wrote a note about a proposal to reduce G+ noise.

I think it’s a good idea, please check it here:

https://plus.google.com/u/0/115064974962613460162/posts/gmf7SX5Y5rR

Ministeri Nordisti


Premessa, al pari di un mio caro amico riterrei una benedizione la dipartita di TUTTI i ministeri da Roma. Dei motivi non sto a discorrere ora, sarebbe lunga ed è un post volante, ma potreste persino arrivarci da soli.

Detto questo, commento le notizie che vedono la Lega chiedere fortemente questi spostamenti Ministeriali.

Commento lapidario: loro non vogliono i Ministeri, loro vogliono i posti da spartire, con cui fare clientela, con cui sistemare gli amici. Che poi è quello che vogliono tutti no? Ne prendo atto, e spero che ne prendano atto anche i leghisti della base. Ora votano per un partito che assomiglia tanto a un vecchio partito Romano, spostando i ministeri saranno ancora più romani dei romani, com’è inevitabile che sia.

Sono al potere, localmente e centralmente, da un bel po di anni. Se volevano cambiare qualcosa è tardi. Ormai il potere ha cambiato loro, semmai ce ne fosse mai stato bisogno…

Ora dovrebbero solo cambiare il simbolo, un bello scudo crociato con uno spicchio di grana padano nel mezzo. Legocrazia Padana, qui se magna….

ISEE, come restare medioevali mentre il mondo corre via


Se non avete idea di cosa sia l’ISEE, vi invidio.

L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è una genialata che si è inventato uno dei governi recenti (non importa di che colore fosse, i successivi non si sono premurati di cambiare una virgola), per standardizzare un metodo di valutazione dello stato economico di una famiglia. Non starò a definire bene cosa sia considerato qui “nucleo familiare“, perchè vi assicuro che ci vorrebbero pagine, facciamo finta per semplicità che sia quello che voi immaginate sia.. :-)

L’idea di per se non è malvagia, anche se poi nell’implementazione ovviamente ci sono tanti difetti. Avere un punto di riferimento certo per tutti quei casi in cui il legislatore vuole associare l’erogazione di un contributo o agevolazione all’effettivo stato economico del cittadino, è sicuramente utile.

Non è quindi del merito che vi voglio parlare, ma del metodo.

Partiamo dal capire cosa sia questo fatidico ISEE, ovvero come si forma, come si calcola.

Per cominciare bisogna partire da un altro indicatore denominato ISE (con una E di meno). La stessa INPS lo definisce in questo modo:

L’indicatore della situazione economica è il valore assoluto dato dalla somma dei redditi e da una quota del 20% dei patrimoni.

Il tutto riferito non alla singola persona, ma al nucleo familiare.

Una volta ottenuto l’ISE, che sembrerebbe a prima vista molto semplice da calcolare, si potrà arrivare all’ISEE:

L’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) è il rapporto tra l’ISE e il parametro desunto dalla Scala di Equivalenza.

Bene. Anche qui sembra semplice, bisogna solo capire che diavolo è questa Scala di Equivalenza.

Niente di trascendentale, una semplice tabellina che associa un numerello al numero di componenti il nucleo familiare, a cui si aggiungono dei fattori di aggiustamento in presenza di specifiche circostanze (per esempio se sono presenti portatori di handicap o invalidi superiori al 66%).

Dunque, semplificando un po, per calcolare l’ISEE bisogna sapere:

  • quali sono i componenti del nucleo familiare;
  • i redditi imponibili di ognuno di questi componenti;
  • i patrimoni immobiliari (case, terreni) e mobiliari (soldi in banca, azioni, obbligazioni) di ognuno;
  • il debito residuo di eventuali mutui su questi immobili;
  • alcune informazioni accessorie, come ad esempio se uno degli immobili è prima casa, la presenza di invalidi etc
Ogni hanno, chi necessita di questo indicatore, si vede costretto a raccogliere documentazione che attesti questi dati, fare un paccotto, riempire una modulistica neanche troppo semplice, presentarla al comune di appartenenza e sperare di non aver sbagliato nulla.
Ecco, spero sia chiaro a tutti di che si tratta.
A questo punto però faccio alcune considerazioni:
  • Lo Stato conosce la composizione del mio nucleo familiare. Ha tutti i dati per saperla. Anagrafe, stato civile etc
  • Lo Stato conosce i miei redditi imponibili e dichiarati, tramite Agenzia delle Entrate.
  • Lo Stato conosce il mio patrimonio immobiliare, tramite Catasto ed Agenzia del Territorio.
  • Lo Stato può ottenere esattamente il mio patrimonio mobiliare, così come lo stato dei miei mutui, tramite le banche.
  • Lo Stato sa esattamente se sono un soggetto invalido, portatore di handicap etc

Dunque la mia domanda è questa: perché lo Stato non se lo conteggia da solo ‘sto cazzo di ISEE e lo usa per fare quello che gli serve? Perchè ogni anno ci dobbiamo perdere tempo? Perchè devono farlo fare alle persone offrendo loro l’occasione per FALSIFICARLO senza praticamente alcun rischio? (cosa che penalizza gli onesti)

Avete tutti i maledetti dati, azzeccateli insieme e calcolatevelo questo benedetto ISEE, e magari fatecelo anche sapere.

L’ISEE è solo uno dei tanti esempi. Tutta la burocrazia italiana è piena di queste cazzate. Enti che ci chiedono informazioni che loro stessi hanno in pancia o producono. Dati che vengono mandati ma non utilizzati (vedi i certificati medici che i datori di lavoro continuano a volere cartacei mentre gira l’informazione digitale).

E’ tutto così! Ed è penoso, triste, frustrante, costoso….

Al diavolo la privacy, lo Stato siamo noi, prendessero i dati dove sono e li usassero. Ci sarebbero tante cose che funzionerebbero meglio, faremmo meno fatica noi e farebbero più soldi loro. Pagheremmo meno tasse, noi onesti, e le comincerebbero a pagare anche i disonesti.

Fatemi capire per esempio come è possibile che ci siano case affittate in nero. Lo Stato conosce le case ed i proprietari e sa anche che ci abita altra gente, ma non trova nessun contratto di affitto registrato. Ci vuole molto? Non ci vorrebbe niente….

Dovremmo ribellarci a questo andazzo. Se un ente mi chiede un dato che ha già, che lo Stato ha già, che potrebbe farsi dare da un ente collaterale… Se me lo chiede ed io perdo tempo e denaro per fornirlo a lui, dovrei potermi far pagare.

Impiegato: “Mi dovrebbe dare il codice fiscale”
Cittadino: “Eccolo”
Impiegato: “Mi dovrebbe dare la residenza in carta libera”
Cittadino: “Fanno 40 euro”
Impiegato: “Prego ?”
Cittadino: “Se la vuole da me fanno 40 euro, per il tempo che perdo , il trattamento della pratica, le spese di trasporto.”

E’ che siamo in pieno medioevo.

Solo qui però…

Solo in Italia.

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