Cosa bolle in pentola? (Agosto 2014)


Siamo arrivati ad Agosto e finalmente sembra che l’estate abbia deciso di prendere il suo corso naturale. Eccomi qui, forse un tantino in ritardo rispetto al solito, per raccontare la mia attività di Luglio.

Baby Boomers

Si va avanti con costanza e cocciutaggine, come una tartaruga insomma. Altre 8.000 parole aggiunte e le parti da completare si sono ridotte ulteriormente. 


Non ho idea di quanto ci vorrà ancora per stabilizzare la prima stesura, ma il lavoro va avanti. In ogni caso mi sto divertendo sempre di più con questo romanzo e, in fondo, è quello che conta.

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Niente da riportare. Lo cito solo perché continuo a pensarci e mi sto violentando per non cominciare a lavorarci subito.

Racconti Rifiutati (anche no)

Ho iniziato a scrivere il racconto per il premio La Quara, ma anche se sono arrivato quasi a finirlo non sono molto soddisfatto di come si svolge la storia, quindi dovrò vedere se riscriverlo o abbandonarlo e rinunciare alla partecipazione. Chi mi segue sa che per me i premi letterari sono più che altro uno stimolo a scrivere qualcosa di diverso dal solito, seguendo i temi proposti. Se non ne esce una cosa buona è però inutile inviare il racconto. Non ho perso le speranze per questo, la storia mi piace molto, ma non come l’ho realizzata in questo primo tentativo. C’è ancora un po’ di tempo, vedremo.

Ancora nessuna novità per gli altri due racconti in attesa della sentenza: “Cena Vegana” e “Occhi di Drago“. 

Letture

Luglio è stato per me un mese lavorativo, quindi letture molto ridotte. Mi rendo conto ora di aver letto solo questi due libri, più un terzo inedito di cui però non posso parlare:

La Conferenza Mediatica Del Professor Leonard Knowall – Roberto Bonfanti (divertissment)

2017 A.D. – Vera Q. (libro strano, sì sì sì, mi toccherà leggere altro di lei)

Anche in questo caso sono due indie italiani, uno lo avrete già incontrato in queste pagine, l’altra è una novità ma temo che dovrete abituarvi a leggere di lei anche qui.

Al prossimo mese…

Chiedere è facile, dare un po’ meno


Ieri ho trovato nella posta uno dei tanti appelli di change.org, quelli dove se concordi con la petizione entri e metti la tua pregiata firma. Quello che mi ha colpito non è il caso in sé, quanto il nostro comportamento.

Si tratta di una donna che descrive una situazione umana piuttosto delicata, e chiede aiuto per convincere la banca dalla quale aveva ottenuto tempo addietro un prestito a non pignorarle la casa. Tralasciando la necessità di verificare la storia, la daremo per buona.

Se analizziamo il problema non possiamo che essere solidali, c’è da una parte un debito relativamente piccolo, circa 12 mila euro, e dall’altra una casa che la banca vorrebbe pignorare per rientrare. La richiesta fatta alla banca è quella di sospendere la procedura e avere pazienza.

Vado a vedere e trovo già oltre 12 mila firme. 

Be’ non so voi, ma il mio primo pensiero quando ho letto l’appello, prima ancora di andare a vedere il sito, è stato quello che un debito di quella portata con un po’ di solidarietà si poteva anche ripagare, o diluire in qualche modo.

Superate le 10 mila firme la signora in questione ha inserito, forse consigliata da qualcuno dei sostenitori, la possibilità di donare soldi per aiutarla, tramite indiegogo. Se ricordo bene come funziona change.org, tutti quelli che hanno firmato sono stati avvisati di questa possibilità.

Questa cosa ci consente di osservare un fenomeno interessante. Abbiamo un debito di 12 mila euro e 12 mila persone che hanno firmato un appello alla banca per rinunciare al pignoramento. Avremo ora 12 mila persone che donano un euro e risolvono definitivamente il problema della signora? 

Io sono pronto a scommettere di no, perché chiedere (alla banca) è facile, ma donare (soldi propri) lo è molto meno. Anche quando sono spiccioli.

Spero di avere torto, vi prego, smentitemi.

Giveaway “Madre Terra”


Versione cartacea di Madre Terra in giveaway su Goodreads, la community di lettori.

Una buona occasione per iscriversi alla comunità social per gli amanti della lettura.

 

Goodreads Book Giveaway

Madre Terra by Mario Pacchiarotti

Madre Terra

by Mario Pacchiarotti

Giveaway ends September 17, 2014.

See the giveaway details
at Goodreads.

Enter to win

Un paese avanzato


Eccomi qui, finalmente in vacanza, una bella stanza in un villaggio, appartenente a una nota azienda, che si affaccia su un mare bellissimo.

Arrivarci non è stata esattamente una passaggiata, e già questo doveva dirmi qualcosa, ma ora sono qui.

La stanza non è pronta (quando mai lo è?) così mi siedo su un divano della hall, tiro fuori il cellulare e…

Rimango un secondo basito, non c’è traccia di reti wifi. Ripasso mentalmente la mia checklist:
Sei nella hall? Si.
Sei in un grande villaggio? Si.
Di una grande azienda? Si.

Tutto torna, il wifi ci deve essere. Tuttavia non si vede traccia.

Mi riservo di indagare e rassegnato attivo la connessione dati. Pochi secondi per scoprire che tutto quello che il mio gestore mi mette a disposizione è una miserrima Edge.

Aggiungo una riga alla mia checklist:

Sei in un paese avanzato? No.

Questo è quanto, e penso proprio che sia ormai troppo tardi per rimediare, almeno per me.

Voi più giovani, se potete, fuggite!

Pagine Sporche: Amazon Prime: opzione indispensabile


Era un po’ di tempo che volevo scrivere una serie di articoli su Amazon, e finalmente mi sono deciso a iniziare. Quale argomento poteva aprire la serie? La decisione non era difficile, senz’altro l’opzione Prime è molto conveniente, in particolare per noi lettori accaniti, e ancora di più se oltre ad essere lettori siamo anche compratori compulsivi di tecnologia varia. Considerando che io appartengo a entrambe le categorie mi è sembrato giusto partire da qui.

 Cos’è Amazon Prime?

In Italia la cosa è fin troppo semplice: Prime è l’opzione che in cambio di un abbonamento annuale (attualmente 9.99 euro) ci consente di non pagare alcuna spesa di spedizione per qualsiasi articolo compreremo su Amazon. Il tipo di spedizione gratuita sarà quello in 2-3 giorni, sempre con corriere, mentre per la spedizione in un giorno avremo la tariffa molto conveniente di 3.98 euro (sempre prezzi correnti).

Non credo ci voglia molto a capire che bastano due tre acquisti per recuperare i soldi dell’abbonamento annuale, e come da quel punto in poi diventi tutto guadagno. Ma non è solo la convenienza a rendere questa opzione molto simpatica, c’è anche l’innegabile fatto di liberarci dalla preoccupazione di fare conti e conticini quando valutiamo di comprare qualcosa. Se senza Prime avremmo delle remore a comprare un libro da 13 euro su Amazon, per via delle spese di spedizione aggiuntive che renderebbero il prezzo meno competitivo, con Prime questo non accadrà più, e ci si apre la strada per approfittare di qualsiasi offerta dovessimo trovare. Ricordo che su Amazon si vende di tutto, e non esagero se vi dico che non passa mese che io non acquisti almeno un paio di libri o altri oggetti, proprio perché non più frenato dal costo della spedizione.

Consiglio a tutti di investire questi dieci euro annui, vi apriranno un mondo davvero conveniente, il mondo di Amazon. Ma su questo tornerò…

Pagine Sporche: Recensioni: Il Cardellino – Donna Tartt


TitoloIl cardellino

Autore: Donna Tartt

Editore collana: Rizzoli – Scala stranieri

Prezzo17.00 cartaceo (paperback) 9.99 (e-book)

Pagine: 892

Genere: Romanzo di Formazione

Data Pubblicazione: 2014

ISBN: 978-8817072380

Valutazione: 3.5

 

 

Sinossi:

Questa è la storia di una vita, o almeno di una larga parte della vita di un uomo. Conosceremo Theo adolescente e affronteremo subito il dramma, un’esplosione che uccide la madre e da cui lui invece riesce a uscire incolume, almeno fisicamente. Negli stessi istanti in cui perde la madre Theo inizia la sua relazione con quel quadro, Il Cardellino, che lei tanto amava. La storia di Theo e del piccolo capolavoro si intrecceranno con quella di altri personaggi emblematici. Nonostante le difficoltà riuscirà a raggiungere persino il successo e l’affermazione sociale, salvo poi trovarsi coinvolto in una sorta di thriller carico di pericoli e di sorprese.

 

Recensione

Recensire questo libro è un compito per me piuttosto complesso. Una parte di me lo ha apprezzato, un’altra parte invece ha fatto fatica per arrivare a leggere l’ultima pagina.

Ma partiamo dalla storia. Il racconto narra la vita di un ragazzo, partendo dell’episodio che ne determina il corso più di ogni altro, l’esplosione nel museo e la morte della madre, intrecciandone il destino con quello di un quadro famoso, da cui il titolo del libro. Quadro molto amato dalla madre e quindi carico di significato per il ragazzo, che proprio fuggendo dal museo lo porterà via con se.

In un susseguirsi di episodi tutt’altro che fortunati seguiremo tutta la crescita del ragazzo fino all’età adulta, con il libro quasi spezzato in due distinte parti, la prima, circa due terzi del totale, più proiettata sugli aspetti intimi e personali dei nostri personaggi, e la seconda che improvvisamente cambia il registro della narrazione trasformandolo di fatto in un thriller. Personaggi a volte estremi, quanto meno per la sensibilità europea, come il suo amico di origini russe, Boris, così come estreme sono spesso le situazioni, con le droghe costante compagne di viaggio di Theo e di alcuni degli altri protagonisti.

Tutto il libro, circa novecento pagine, mantiene sempre costante la ricerca estrema del dettaglio, con minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei sentimenti e dei pensieri dei personaggi. È uno stile ricco che sinceramente non ho trovato ridondante o inutile, poiché ogni riga e ogni parola appare sempre ponderata, cercata con attenzione, e ha una sua funzione. Sono convinto che i lettori troveranno materiale per molte citazioni, perché il libro, specialmente nella parte finale, contiene considerazioni e frasi adatte a far felice un cacciatore di aforismi.

Tuttavia, e qui naturalmente sto esprimendo un parere molto personale, tutta questa ricchezza appesantisce la lettura, rendendo il procedere tra le pagine più lento di quanto si vorrebbe. Devo dire di non essere stato colto dalla tentazione di “saltare” le parti più descrittive, perché spesso è proprio in queste sezioni del testo che si incontrano quelle piccole perle che viene voglia di sottolineare, o sulle quali ci si sofferma per un pensiero. Non è uno di quei libri in cui mi è venuta voglia di scorrere velocemente tra i capitoli, ma non è neanche uno di quelli che mi hanno tenuto incollato alle pagine. Anzi, le sessioni di lettura sono state meno lunghe del normale, perché sentivo spesso il bisogno di staccare, forse anche per la tristezza, la malinconia, che spesso la storia trasmette al lettore.

Una lettura dunque lunga, anche un po’ lenta per certi versi, ricca, forse anche troppo, che mi ha tenuto impegnato circa un mese, quasi interamente dedicato a questo libro. Non sono in grado di consigliarlo né di sconsigliarlo, perché ho la sensazione precisa che questo romanzo, e forse la stessa autrice, appartengano a quel genere che si fanno amare, ma anche odiare a seconda del lettore. Se amate la bella scrittura e apprezzate un volume di queste dimensioni, perfettamente costruito, coerente, ricco di particolari e dettagli da scoprire e non vi dispiace impiegare un po’ più di tempo per arrivare alla fine, probabilmente lo amerete. Se invece preferite la prosa secca e stringata, le pagine dense di avvenimenti e quando leggete non vedete l’ora di arrivare alla fine, allora questo libro potrebbe risultarvi un filo pesante.

Per quanto mi riguarda, nonostante appartenga al secondo tipo di lettori, ho apprezzato abbastanza il romanzo. Dopo questa lettura, tuttavia, non mi sento particolarmente attratto dalle altre opere dell’autrice, anche se non escludo di poterle leggere in futuro.

La valutazione tiene conto di questa ambivalenza, sono certo però che molti altri lettori non avrebbero dubbi nel valutarlo cinque stelle, e magari altri potrebbero rifiutarsi di arrivare alla fine.

Pagine Sporche: Come ti aggiusto il file


Il nostro bel romanzo è pronto per la pubblicazione. Lo guardiamo per l’ultima volta, è preciso, editato e corretto. Presto lo vedremo brillare là, sugli scaffali virtuali della libreria online.

Nel mentre ci deliziamo, immaginando il libretto confezionato, ci rendiamo conto che manca un passaggio fondamentale. Aiuto!

Per poter pubblicare il testo è necessario formattarlo e convertirlo nel formato richiesto dalla piattaforma scelta per la pubblicazione.

Antonella SaccoRoberto BonfantiMario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio illustrano il procedimento di formattazione e conversione del file.

 

Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Concetta D’Orazio

 

Per quanto lunga e minuziosa possa essere l’opera di revisione di un libro, prima o poi l’autore dovrà trovare il coraggio di considerare concluso il lavoro e passare alla pubblicazione.

Già, pubblicare, in fondo è questo il vero nodo che rende un autore indie diverso da chi passa per le case editrici. Che lo si faccia per scelta o per necessità (e di questo ho già parlato), l’autore indipendente si qualifica così proprio perché pubblica autonomamente.

Anche se pubblicare oggi è molto più facile di alcuni anni or sono, rimane sempre un’attività che richiede qualche competenza in più di quelle necessarie a scrivere. In questo caso parliamo di e-book, quindi l’operazione è resa più semplice rispetto al libro stampato, dove la formattazione del testo e la sua impaginazione diventano di estrema importanza per il risultato finale.

Nell’e-book invece, salvo qualche caso particolare, l’impaginazione e la formattazione sono problemi di importanza marginale. Nei lettori di e-book infatti il testo viene quasi sempre presentato in maniera flessibile: si deve adattare alle dimensioni dello strumento di lettura, che può andare dal piccolo cellulare al tablet, fino al computer. Per questo motivo la formattazione dovrà essere minimale, giusto la separazione in capitoli, i salti pagina in alcuni casi, ma solo dove sia davvero necessario. Tentativi di disegnare il testo in modo vincolante portano solitamente a peggioramenti nel risultato finale che si trova di fronte il lettore.

Così un e-book andrà pensato con la sua copertina, la pagina del copyright, forse una prefazione, e infine i capitoli, separati da semplici salti pagina e con le sole formattazioni necessarie: dimensioni del font per i titoli, grassetto, corsivo e poco altro per il testo.

Si può certamente fare altro, ma per un romanzo è raro ci sia bisogno di altri accorgimenti. Se si vogliono aggiungere illustrazioni al libro è importante ricordare che queste devono essere dinamicamente ridimensionabili e che molti lettori le convertiranno in scale di grigi.

Il passaggio dal testo semplice, magari contenuto in un documento elettronico word open office, al formato e-book, avviene di solito utilizzando un tool specifico che effettua la conversione in maniera automatica, o quasi. Un’altra possibilità è quella di utilizzare un vero e proprio editor di e-book, come Calibre, per meglio padroneggiarne la composizione.

Molto dipende dal nostro target. Oggi sono due i formati principali di e-book sul mercato, uno distribuito da Amazon, il MOBI, e l’altro diffuso con più generalità presso un insieme eterogeneo di piattaforme, il formato EPUB. Il processo di trasformazione di un testo in formato word in MOBI è garantito dai tool Amazon e avviene in maniera trasparente per l’autore, salvo poi impazzire se qualcosa non viene gestita nella maniera che si vuole, andando a modificare il testo di partenza per renderlo digeribile al tool di conversione. La mia esperienza è che più si mantiene semplice la struttura e la formattazione del documento di partenza, più probabile sarà la corretta trasformazione in e-book da parte dei tool automatizzati.

Per l’EPUB invece molto dipende dalla piattaforma di distribuzione che si utilizza. In qualche caso infatti viene messo a disposizione qualcosa di equivalente ai tool Amazon, mentre altre volte ci sono disponibili servizi a pagamento che effettuano per voi la creazione dell’e-book.

Rimane sempre l’opzione di creare in casa il file EPUB e poi fornirlo direttamente alle piattaforme di distribuzione, o anche distribuirlo in proprio.

Strumenti come Calibre hanno reso questa operazione alla portata di tutti. I più tecnici potranno realizzare il proprio e-book senza problemi, mentre i meno avvezzi agli smanettamenti dovranno imparare ad utilizzare questo programma, o altri di questo genere. La presenza di numerose guide online, che spesso descrivono passo passo le operazioni necessarie, rendono meno oneroso questo percorso di apprendimento. Per i più pigri esiste anche l’opzione di creare per primo il formato MOBI, sfruttando le funzioni messe a disposizione da Amazon, per poi convertirlo tramite Calibre in formato EPUB, operazione che richiede davvero minimi interventi, ed ha buoni risultati per libri di tipo semplice, come romanzi, saggi e manuali senza illustrazioni.

Ho scritto due diversi articoli sul tema, uno che descrive la pubblicazione sulla piattaforma Amazon, in formato MOBI, l’altro invece copre l’utilizzo di una seconda piattaforma di pubblicazione, italiana, che fa riferimento a Narcissus.

Potrete trovare qualche particolare in più sugli aspetti tecnici della cosa.

In conclusione, oggi pubblicare un libro è un’operazione alla portata di tutti, sia dal punto di vista tecnico che economico, con molte opzioni a disposizione degli autori.

Ricordiamoci però che prima di farlo bisogna aver scritto qualcosa, ma questa è un’altra storia.

 

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.