Giveaway “Madre Terra”


Versione cartacea di Madre Terra in giveaway su Goodreads, la community di lettori.

Una buona occasione per iscriversi alla comunità social per gli amanti della lettura.

 

Goodreads Book Giveaway

Madre Terra by Mario Pacchiarotti

Madre Terra

by Mario Pacchiarotti

Giveaway ends September 17, 2014.

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at Goodreads.

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Un paese avanzato


Eccomi qui, finalmente in vacanza, una bella stanza in un villaggio, appartenente a una nota azienda, che si affaccia su un mare bellissimo.

Arrivarci non è stata esattamente una passaggiata, e già questo doveva dirmi qualcosa, ma ora sono qui.

La stanza non è pronta (quando mai lo è?) così mi siedo su un divano della hall, tiro fuori il cellulare e…

Rimango un secondo basito, non c’è traccia di reti wifi. Ripasso mentalmente la mia checklist:
Sei nella hall? Si.
Sei in un grande villaggio? Si.
Di una grande azienda? Si.

Tutto torna, il wifi ci deve essere. Tuttavia non si vede traccia.

Mi riservo di indagare e rassegnato attivo la connessione dati. Pochi secondi per scoprire che tutto quello che il mio gestore mi mette a disposizione è una miserrima Edge.

Aggiungo una riga alla mia checklist:

Sei in un paese avanzato? No.

Questo è quanto, e penso proprio che sia ormai troppo tardi per rimediare, almeno per me.

Voi più giovani, se potete, fuggite!

Pagine Sporche: Amazon Prime: opzione indispensabile


Era un po’ di tempo che volevo scrivere una serie di articoli su Amazon, e finalmente mi sono deciso a iniziare. Quale argomento poteva aprire la serie? La decisione non era difficile, senz’altro l’opzione Prime è molto conveniente, in particolare per noi lettori accaniti, e ancora di più se oltre ad essere lettori siamo anche compratori compulsivi di tecnologia varia. Considerando che io appartengo a entrambe le categorie mi è sembrato giusto partire da qui.

 Cos’è Amazon Prime?

In Italia la cosa è fin troppo semplice: Prime è l’opzione che in cambio di un abbonamento annuale (attualmente 9.99 euro) ci consente di non pagare alcuna spesa di spedizione per qualsiasi articolo compreremo su Amazon. Il tipo di spedizione gratuita sarà quello in 2-3 giorni, sempre con corriere, mentre per la spedizione in un giorno avremo la tariffa molto conveniente di 3.98 euro (sempre prezzi correnti).

Non credo ci voglia molto a capire che bastano due tre acquisti per recuperare i soldi dell’abbonamento annuale, e come da quel punto in poi diventi tutto guadagno. Ma non è solo la convenienza a rendere questa opzione molto simpatica, c’è anche l’innegabile fatto di liberarci dalla preoccupazione di fare conti e conticini quando valutiamo di comprare qualcosa. Se senza Prime avremmo delle remore a comprare un libro da 13 euro su Amazon, per via delle spese di spedizione aggiuntive che renderebbero il prezzo meno competitivo, con Prime questo non accadrà più, e ci si apre la strada per approfittare di qualsiasi offerta dovessimo trovare. Ricordo che su Amazon si vende di tutto, e non esagero se vi dico che non passa mese che io non acquisti almeno un paio di libri o altri oggetti, proprio perché non più frenato dal costo della spedizione.

Consiglio a tutti di investire questi dieci euro annui, vi apriranno un mondo davvero conveniente, il mondo di Amazon. Ma su questo tornerò…

Pagine Sporche: Recensioni: Il Cardellino – Donna Tartt


TitoloIl cardellino

Autore: Donna Tartt

Editore collana: Rizzoli – Scala stranieri

Prezzo17.00 cartaceo (paperback) 9.99 (e-book)

Pagine: 892

Genere: Romanzo di Formazione

Data Pubblicazione: 2014

ISBN: 978-8817072380

Valutazione: 3.5

 

 

Sinossi:

Questa è la storia di una vita, o almeno di una larga parte della vita di un uomo. Conosceremo Theo adolescente e affronteremo subito il dramma, un’esplosione che uccide la madre e da cui lui invece riesce a uscire incolume, almeno fisicamente. Negli stessi istanti in cui perde la madre Theo inizia la sua relazione con quel quadro, Il Cardellino, che lei tanto amava. La storia di Theo e del piccolo capolavoro si intrecceranno con quella di altri personaggi emblematici. Nonostante le difficoltà riuscirà a raggiungere persino il successo e l’affermazione sociale, salvo poi trovarsi coinvolto in una sorta di thriller carico di pericoli e di sorprese.

 

Recensione

Recensire questo libro è un compito per me piuttosto complesso. Una parte di me lo ha apprezzato, un’altra parte invece ha fatto fatica per arrivare a leggere l’ultima pagina.

Ma partiamo dalla storia. Il racconto narra la vita di un ragazzo, partendo dell’episodio che ne determina il corso più di ogni altro, l’esplosione nel museo e la morte della madre, intrecciandone il destino con quello di un quadro famoso, da cui il titolo del libro. Quadro molto amato dalla madre e quindi carico di significato per il ragazzo, che proprio fuggendo dal museo lo porterà via con se.

In un susseguirsi di episodi tutt’altro che fortunati seguiremo tutta la crescita del ragazzo fino all’età adulta, con il libro quasi spezzato in due distinte parti, la prima, circa due terzi del totale, più proiettata sugli aspetti intimi e personali dei nostri personaggi, e la seconda che improvvisamente cambia il registro della narrazione trasformandolo di fatto in un thriller. Personaggi a volte estremi, quanto meno per la sensibilità europea, come il suo amico di origini russe, Boris, così come estreme sono spesso le situazioni, con le droghe costante compagne di viaggio di Theo e di alcuni degli altri protagonisti.

Tutto il libro, circa novecento pagine, mantiene sempre costante la ricerca estrema del dettaglio, con minuziose descrizioni sia degli ambienti che dei sentimenti e dei pensieri dei personaggi. È uno stile ricco che sinceramente non ho trovato ridondante o inutile, poiché ogni riga e ogni parola appare sempre ponderata, cercata con attenzione, e ha una sua funzione. Sono convinto che i lettori troveranno materiale per molte citazioni, perché il libro, specialmente nella parte finale, contiene considerazioni e frasi adatte a far felice un cacciatore di aforismi.

Tuttavia, e qui naturalmente sto esprimendo un parere molto personale, tutta questa ricchezza appesantisce la lettura, rendendo il procedere tra le pagine più lento di quanto si vorrebbe. Devo dire di non essere stato colto dalla tentazione di “saltare” le parti più descrittive, perché spesso è proprio in queste sezioni del testo che si incontrano quelle piccole perle che viene voglia di sottolineare, o sulle quali ci si sofferma per un pensiero. Non è uno di quei libri in cui mi è venuta voglia di scorrere velocemente tra i capitoli, ma non è neanche uno di quelli che mi hanno tenuto incollato alle pagine. Anzi, le sessioni di lettura sono state meno lunghe del normale, perché sentivo spesso il bisogno di staccare, forse anche per la tristezza, la malinconia, che spesso la storia trasmette al lettore.

Una lettura dunque lunga, anche un po’ lenta per certi versi, ricca, forse anche troppo, che mi ha tenuto impegnato circa un mese, quasi interamente dedicato a questo libro. Non sono in grado di consigliarlo né di sconsigliarlo, perché ho la sensazione precisa che questo romanzo, e forse la stessa autrice, appartengano a quel genere che si fanno amare, ma anche odiare a seconda del lettore. Se amate la bella scrittura e apprezzate un volume di queste dimensioni, perfettamente costruito, coerente, ricco di particolari e dettagli da scoprire e non vi dispiace impiegare un po’ più di tempo per arrivare alla fine, probabilmente lo amerete. Se invece preferite la prosa secca e stringata, le pagine dense di avvenimenti e quando leggete non vedete l’ora di arrivare alla fine, allora questo libro potrebbe risultarvi un filo pesante.

Per quanto mi riguarda, nonostante appartenga al secondo tipo di lettori, ho apprezzato abbastanza il romanzo. Dopo questa lettura, tuttavia, non mi sento particolarmente attratto dalle altre opere dell’autrice, anche se non escludo di poterle leggere in futuro.

La valutazione tiene conto di questa ambivalenza, sono certo però che molti altri lettori non avrebbero dubbi nel valutarlo cinque stelle, e magari altri potrebbero rifiutarsi di arrivare alla fine.

Pagine Sporche: Come ti aggiusto il file


Il nostro bel romanzo è pronto per la pubblicazione. Lo guardiamo per l’ultima volta, è preciso, editato e corretto. Presto lo vedremo brillare là, sugli scaffali virtuali della libreria online.

Nel mentre ci deliziamo, immaginando il libretto confezionato, ci rendiamo conto che manca un passaggio fondamentale. Aiuto!

Per poter pubblicare il testo è necessario formattarlo e convertirlo nel formato richiesto dalla piattaforma scelta per la pubblicazione.

Antonella SaccoRoberto BonfantiMario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio illustrano il procedimento di formattazione e conversione del file.

 

Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Concetta D’Orazio

 

Per quanto lunga e minuziosa possa essere l’opera di revisione di un libro, prima o poi l’autore dovrà trovare il coraggio di considerare concluso il lavoro e passare alla pubblicazione.

Già, pubblicare, in fondo è questo il vero nodo che rende un autore indie diverso da chi passa per le case editrici. Che lo si faccia per scelta o per necessità (e di questo ho già parlato), l’autore indipendente si qualifica così proprio perché pubblica autonomamente.

Anche se pubblicare oggi è molto più facile di alcuni anni or sono, rimane sempre un’attività che richiede qualche competenza in più di quelle necessarie a scrivere. In questo caso parliamo di e-book, quindi l’operazione è resa più semplice rispetto al libro stampato, dove la formattazione del testo e la sua impaginazione diventano di estrema importanza per il risultato finale.

Nell’e-book invece, salvo qualche caso particolare, l’impaginazione e la formattazione sono problemi di importanza marginale. Nei lettori di e-book infatti il testo viene quasi sempre presentato in maniera flessibile: si deve adattare alle dimensioni dello strumento di lettura, che può andare dal piccolo cellulare al tablet, fino al computer. Per questo motivo la formattazione dovrà essere minimale, giusto la separazione in capitoli, i salti pagina in alcuni casi, ma solo dove sia davvero necessario. Tentativi di disegnare il testo in modo vincolante portano solitamente a peggioramenti nel risultato finale che si trova di fronte il lettore.

Così un e-book andrà pensato con la sua copertina, la pagina del copyright, forse una prefazione, e infine i capitoli, separati da semplici salti pagina e con le sole formattazioni necessarie: dimensioni del font per i titoli, grassetto, corsivo e poco altro per il testo.

Si può certamente fare altro, ma per un romanzo è raro ci sia bisogno di altri accorgimenti. Se si vogliono aggiungere illustrazioni al libro è importante ricordare che queste devono essere dinamicamente ridimensionabili e che molti lettori le convertiranno in scale di grigi.

Il passaggio dal testo semplice, magari contenuto in un documento elettronico word open office, al formato e-book, avviene di solito utilizzando un tool specifico che effettua la conversione in maniera automatica, o quasi. Un’altra possibilità è quella di utilizzare un vero e proprio editor di e-book, come Calibre, per meglio padroneggiarne la composizione.

Molto dipende dal nostro target. Oggi sono due i formati principali di e-book sul mercato, uno distribuito da Amazon, il MOBI, e l’altro diffuso con più generalità presso un insieme eterogeneo di piattaforme, il formato EPUB. Il processo di trasformazione di un testo in formato word in MOBI è garantito dai tool Amazon e avviene in maniera trasparente per l’autore, salvo poi impazzire se qualcosa non viene gestita nella maniera che si vuole, andando a modificare il testo di partenza per renderlo digeribile al tool di conversione. La mia esperienza è che più si mantiene semplice la struttura e la formattazione del documento di partenza, più probabile sarà la corretta trasformazione in e-book da parte dei tool automatizzati.

Per l’EPUB invece molto dipende dalla piattaforma di distribuzione che si utilizza. In qualche caso infatti viene messo a disposizione qualcosa di equivalente ai tool Amazon, mentre altre volte ci sono disponibili servizi a pagamento che effettuano per voi la creazione dell’e-book.

Rimane sempre l’opzione di creare in casa il file EPUB e poi fornirlo direttamente alle piattaforme di distribuzione, o anche distribuirlo in proprio.

Strumenti come Calibre hanno reso questa operazione alla portata di tutti. I più tecnici potranno realizzare il proprio e-book senza problemi, mentre i meno avvezzi agli smanettamenti dovranno imparare ad utilizzare questo programma, o altri di questo genere. La presenza di numerose guide online, che spesso descrivono passo passo le operazioni necessarie, rendono meno oneroso questo percorso di apprendimento. Per i più pigri esiste anche l’opzione di creare per primo il formato MOBI, sfruttando le funzioni messe a disposizione da Amazon, per poi convertirlo tramite Calibre in formato EPUB, operazione che richiede davvero minimi interventi, ed ha buoni risultati per libri di tipo semplice, come romanzi, saggi e manuali senza illustrazioni.

Ho scritto due diversi articoli sul tema, uno che descrive la pubblicazione sulla piattaforma Amazon, in formato MOBI, l’altro invece copre l’utilizzo di una seconda piattaforma di pubblicazione, italiana, che fa riferimento a Narcissus.

Potrete trovare qualche particolare in più sugli aspetti tecnici della cosa.

In conclusione, oggi pubblicare un libro è un’operazione alla portata di tutti, sia dal punto di vista tecnico che economico, con molte opzioni a disposizione degli autori.

Ricordiamoci però che prima di farlo bisogna aver scritto qualcosa, ma questa è un’altra storia.

 

Pagine Sporche: Cosa bolle in pentola? (Giugno 2014)


Eccomi anche questo mese a commentare la mia attività  “letteraria“.

Non ci sono grandi novità, il lavoro e la vita familiare hanno sempre la precedenza sulla scrittura, con qualche piccolo miglioramento nel tempo dedicato a quest’ultima rispetto al mese precedente.

Ma eccovi il solito elenco di attività.

 

Baby Boomers

Meglio poco che niente, si dice, e in fondo credo proprio sia una saggia verità.

Piano piano ho ripreso a lavorare su questo titolo, non molto per essere sinceri, ma era importante riprendere. Tirando le somme questo mese ho aggiunto al mucchio un’altra ventina di cartelle, per un totale che super di poco le 130. Si comincia a vedere la luce alla fine del tunnel, anche se devo sviluppare ancora alcune parti e c’è sempre da definire nei particolari il finale, che è delineato come struttura, ma può ancora evolvere negli aspetti secondari.

Non sono sicuro di concludere la prima stesura per la fine di Giugno, come mi ero ripromesso nella pianificazione di massima che avevo in mente, ma questo per me non è un problema. Non dovrebbe essere necessario ancora molto lavoro, quindi entro la fine dell’estate dovrei riuscire a scrivere la parola fine e cominciare a pensare alla revisione e alle altre attività. Ho già una mezza idea per la copertina, devo solo trovare qualcuno che la disegni, oppure scegliere un disegno già fatto che si adatti alla mia idea. La copertina è sempre un elemento critico, ma su questo si potrebbe scrivere un intero articolo, o anche un libro, volendo.

 

Abel Legacy (titolo molto provvisorio)

Questo racconto è del tutto fermo, ma proprio in questi giorni mi stavo chiedendo se lavorarci un po’ dopo aver concluso la prima stesura di Baby Boomers non potesse essere una buona idea. Un modo per staccare e lasciare che quello che ho scritto si allontani dalla mia mente, così da poter essere più incisivo nella successiva revisione.

E poi, ve lo dico così, sento che questa storia comincia a chiamare, e quando le storie vogliono uscire fuori non bisogna farle aspettare troppo.

 

Amore differito (titolo molto provvisorio e improbabile)

Attività sospesa fino a nuovo ordine, e non ve lo dirò più finché non la tocco di nuovo.

 

Racconti Rifiutati (anche no)

Proprio ieri sono inciampato in un concorso che non conoscevo, alla prima edizione. Chiedono un racconto che ruoti intorno al tema del viaggio e, guarda caso, c’è un’idea che mi frulla in testa da un po’ che penso sarebbe perfetta. La scadenza è Luglio, ci sarebbe anche il tempo, vediamo se la cosa viene fuori o meno.

Sugli altri fronti non ci sono novità, sono sempre in attesa di vedere l’esito per due racconti che sono in corsa per altrettanti concorsi. Che tornino vincitori o meno non importa, sono due figli di cui comunque andrò fiero. Considerando lo scarso successo di Madre Terra (chi lo legge lo apprezza ma non viene molto comprato e quindi letto), ho deciso che non pubblicherò mai più volumi di piccole dimensioni: non attirano il lettore. Quindi per la prossima raccolta di racconti ci vorrà un po’, voglio arrivare oltre le duecento pagine totali, come minimo.

 

Letture

Magari non interessa niente a nessuno, comunque questi sono i libri che sono riuscito a leggere nel mese di maggio:
Insegnami a vivere - Daniela Volonté (di lei sentirete parlare prima o poi)

Il cardellino - Donna Tartt (che mi ha impegnato l’intero mese, recensione presto)

Solo questi purtroppo, “Il cardellino” con le sue ottocento pagine ha limitato le altre letture, ma mi rifarò durante l’estate, ho parecchi libri già comprati che voglio leggere.

A presto…

Pagine Sporche: Io edito, tu editi, egli edita


Avete finalmente messo la parola fine al vostro romanzo. Tirate un sospiro di sollievo.

Credete di aver finito? Adesso arriva il bello!

Ecco come Antonella Sacco, Roberto Bonfanti, Mario Pacchiarotti e Concetta D’Orazio illustrano la personale metodologia nella preparazione del testo per la pubblicazione.

Antonella Sacco

Roberto Bonfanti

Mario Pacchiarotti

Concetta D’Orazio

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Il Grande Scrittore Incompreso aprì impaziente il messaggio: l’editor che aveva ingaggiato aveva finito la prima revisione e in allegato c’era il testo del suo grande romanzo d’esordio commentato e corretto. Era soddisfatto, avrebbe presto potuto pubblicare il suo capolavoro.

Un paio di colpi di mouse e il programma di scrittura cominciò a caricare il documento. 

Pochi secondi ed ecco lì davanti ai suoi occhi la pagina con il titolo. Cominciò a scorrere il testo e si fermò immediatamente alla prima pagina. 

Un campo di battaglia medioevale sarebbe stato macchiato da meno sangue. Correzioni ovunque; intere frasi cancellate e sostituite; un muro di commenti che si succedevano sul lato del documento. Il Grande Scrittore Incompreso ne lesse alcuni e sentì il cuore che sprofondava: “Direi che il concetto qui era inutilmente ridondante: nella stessa riga troviamo ‘vecchio’, ‘anziano’ e ‘decano’…”. 

Fece un gran respiro, tornò con i piedi sulla terra e iniziò a lavorare…

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Ho voluto iniziare così questo articolo perché credo che, nel complesso processo di preparazione di un libro, sia proprio la fase di revisione del testo quella che più di ogni altra può segnare una differenza tra il mondo indie e quello tradizionale.

Quando si scrive la prima versione di un libro, se trascuriamo il non trascurabile dettaglio del tempo che si ha a disposizione, tutti gli scrittori seguono lo stesso metodo. Anzi no, ognuno segue il suo, ma in maniera del tutto indipendente dal fatto di essere un grande scrittore affermato che vive del suo lavoro, oppure uno sfigato come me che si diverte a scribacchiare qualcosa. Le differenze insomma non dipendono dallo status dello scrittore, ma dalle sue decisioni e disponibilità.

Quando però arriviamo al momento di rivedere il testo del libro ormai completo, la distanza tra i due mondi può diventare enorme.

Se si lavora con una casa editrice infatti, e in particolare se si tratta di un editore di un certo peso, e ancora di più se l’autore ha già avuto un buon ritorno di vendite, ci si trova a sottostare a una fase di editing e revisione molto complessa, lavorando con uno o più professionisti che analizzeranno parola per parola quanto scritto. Non si tratterà di una semplice revisione acritica mirata all’eliminazione di piccoli errori, refusi o imprecisioni. Anche la stessa struttura del romanzo, i personaggi, la trama, il flusso del racconto, tutto potrebbe essere messo in discussione.

Chi scrive sa, o può immaginare, quanto possa essere faticoso, anche doloroso, sottostare a una revisione di questo tipo, specialmente se non la si approccia con lo spirito giusto.

Noi indie al contrario, che non abbiamo una casa editrice alle spalle, dovremo cavarcela da soli: spendere tempo cercando di rivedere in proprio il testo fino a esserne soddisfatti; utilizzare qualche amico, possibilmente con la stessa passione, per ottenere una visione più critica della nostra; pagare un professionista che faccia un lavoro simile a quello sopra illustrato, accettandone le conseguenze.

Quest’ultima opzione spesso non viene utilizzata dagli autori indipendenti, sia per cronica mancanza di fondi, sia per una sorta di sottovalutazione del problema, e sia, infine, perché si tratta di qualcosa che può farci trovare di fronte a un esame del nostro lavoro non proprio facile da digerire.

Nonostante questo sono dell’opinione che si tratti di un’operazione davvero preziosa. La revisione autonoma rimane utile, anzi necessaria, ma al massimo, se siamo proprio bravi, potremo riuscire a ripulire il testo dai refusi, eliminare qualche errore e incongruenza, non molto di più. Già una revisione critica da parte di altre persone può rappresentare una via di mezzo utile, e la qualità del risultato dipenderà molto da quanto abile sarà la persona che ci aiuta.

Tuttavia un editor professionista avrà un approccio del tutto diverso. Non si lascerà deviare dall’affetto, come farebbe un amico, ma esaminerà il testo seguendo un preciso metodo di lavoro, mettendone in evidenza le debolezze, suggerendo miglioramenti, indicando parti ridondanti o poco efficaci. Non soltanto renderà migliore il nostro libro, ma aiuterà a crescere anche noi come autori. Il rapporto non sarà paritario: come autori saremo sempre noi a tenere in mano la barra, a decidere quali suggerimenti accogliere, e soprattutto come accoglierli. Sperimentare con più editor potrà essere utile, sia per valutare quale sia il più adatto a lavorare con noi, sia per ricevere opinioni diverse sul nostro lavoro.

La mia esperienza come autore è molto limitata, ma ho voluto da subito provare questa modalità di lavoro. L’immagine che apre l’articolo è proprio la prima pagina del racconto “Il Papa nuovo”, pubblicato nel volumetto “Madre Terra”. La mia reazione non è stata quella raccontata nell’introduzione dell’articolo, ma ammetto di essere stato colto da un attimo di panico quando ho aperto il file che Simona Gauri aveva preparato per me (e colgo l’occasione per ringraziarla del lavoro svolto). La cosa ha richiesto qualche soldo e un po’ di lavoro, tuttavia considero positivamente il ritorno che ne ho ricevuto, soprattutto in termini di crescita. Simona ha messo in evidenza i miei errori ricorrenti, alcune debolezze, e mi ha aiutato a migliorare il ritmo del racconto. Non si trattava neanche del livello di editing più approfondito, ma di un livello intermedio, come concordato prima di iniziare il lavoro.

Tra non molto, spero, dovrò iniziare la revisione del mio primo romanzo, di cui spero di completare la prima stesura entro il mese di giugno, o comunque nell’estate. Dovrò decidere quindi se ripercorrere la stessa strada, passando dalle revisioni autonome a quelle di un amico, se ne trovo uno disponibile, e infine all’editing professionale. L’unico elemento di indecisione è la spesa, che per chi come me vende poco e niente rappresenta più un perdita secca che un investimento. Ma non ho dubbi sull’utilità del processo.

La prima stesura è un processo divertente, anche abbastanza veloce, avendo tempo da dedicarci. Non rimugino troppo, macino la storia e non perdo tempo in revisioni e revisioni durante questa fase. Certo rileggo, più che altro per rientrare nel flusso della storia, e se noto un refuso o un errore lo correggo, o cambio una frase se suona male, ma non è qualcosa di strutturato, lo faccio se mi capita, senza intenzione. Scrivo un po’ come leggo, affamato di arrivare in fondo, come se la storia soffrisse nel rimanere dentro.

Gli articoli del blog non li rivedo quasi, sono uno sproloquio tra amici, gli errori se volete, trovateli voi, l’unica certezza è che ve ne sono :-)

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